17 Luglio 2018 / 05:57
150 anni da raccontare

 
Banca

150 anni da raccontare

di Gaia Sabino - 22 Giugno 2011
Il contributo delle banche all’Unità nazionale in una ricerca dell’ABI
Il ruolo delle banche nella storia d’Italia e il loro contributo all’unificazione del Paese attraverso l’analisi puntuale dei nessi fra unità nazionale, intermediari bancari, crescita economica e sviluppo della società civile. In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, anche l’ABI vuole dare il proprio contributo alla riflessione generale in atto sulla storia del Paese, promuovendo un progetto di ricerca che ripercorre le tappe fondamentali dell’Italia unita.

I passaggi fondamentali

“Le banche e l’Italia” si concentra sugli aspetti più importanti di quattro periodi storici – dalla costruzione dello Stato nazione (1861-1913) alla stagione compresa fra le guerre mondiali e il fascismo (1913-1945), fino all’avvento della Repubblica (1946-1986) e della Comunità europea (1986-2011) – considerando le banche non solo come intermediari ma come soggetti complessi che interagiscono col contesto sociale e produttivo e analizzandone i rapporti con l’economia e la società civile. In questa prospettiva vengono esaminate le trasformazioni del mercato bancario e finanziario, l’evoluzione dell’esercizio del credito, l’intermediazione fra risparmio e investimento e i riflessi di questa attività su passato e presente del Paese.
Il progetto di ricerca voluto dall’ABI mette in evidenza gli elementi che hanno favorito l’unificazione e la successiva integrazione del tessuto sociale ed economico italiano, cercando nuovi strumenti interpretativi con cui leggere il presente e orientare l’azione futura.
Fra i temi analizzati dai ricercatori: l’evoluzione dell’ordinamento bancario e della banca centrale; le relazioni fra gli intermediari, il territorio e la società civile e il rapporto tra banca, impresa e sviluppo. Alcuni argomenti sono analizzati in una prospettiva di lungo periodo: si tratta in particolare delle relazioni fra debito pubblico, attività bancaria e politica monetaria; i collegamenti con la realtà sociale e politica locale e nazionale; le relazioni fra credito, reputazione, informazione e fiducia.

Un libro e un Dvd

I risultati della ricerca saranno pubblicati in un volume storiografico realizzato da Bancaria Editrice e presentati nel corso di una giornata di studi organizzata dall’ABI. Il volume sarà accompagnato da un Dvd con materiali audiovisivi e fotografici provenienti dall’Archivio storico dell’Istituto Luce. Le immagini selezionate raccontano la storia bancaria italiana dal 1930 al 1980, guardando in particolare al radicamento territoriale delle banche, al loro ruolo sociale e politico, ma anche al loro contributo scientifico e culturale attraverso la promozione di ricerca e formazione, e con le testimonianze di Piero Barucci, Tancredi Bianchi, Maurizio Sella e Corrado Faissola.
Il ruolo delle banche nella storia nazionale sarà anche al centro di una mostra di documenti e materiali visivi esposta a ottobre in occasione della decima edizione di “Invito a Palazzo”, la giornata nazionale di apertura dei palazzi storici delle banche che, quest’anno, sarà dedicata proprio ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il pool di studiosi a lavoro

Vaste e articolate le competenze del gruppo degli studiosi coinvolti nel progetto di ricerca, che vede il contributo di storici, economisti e giuristi, accademici provenienti da diverse regioni d’Italia, studiosi di chiara fama e giovani ricercatori. Coordina il professor Leandro Conte dell’Università di Siena.
Il Comitato scientifico è composto dai professori Salvatore La Francesca dell’Università di Palermo, Paolo Pecorari dell’Università di Udine e Gaetano Sabatini dell’Università Roma Tre. Autori dei saggi sono invece: Carlo Brambilla, Giuseppe Conti, Francesco Dandolo, Giovanni Farese, Fabio Lavista, Germano Maifreda, Marcella Mulino, Giandomenico Piluso, Andrea Zoppini. Collaborano alla ricerca anche Filippo Sbrana di Intesa Sanpaolo e Rosanna Scatamacchia dell’Università dell’Aquila.

La moneta dell’Italia unita

Anche la Banca d’Italia ha voluto festeggiare i 150 anni dell’unità del Paese e ha deciso di farlo concentrandosi sulla moneta, il suo “core business”. Tra le molte iniziative messe a punto per celebrare l’evento, oltre a un ciclo di conferenze e convegni, spicca la mostra “La moneta dell’Italia unita: dalla lira all’euro”, allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma, a pochi metri da Palazzo Koch, sede dell’Istituto centrale. Aperta fino al 3 luglio, permette di ripercorrere attra- verso una ricca collezione di oggetti (monete, banconote, libri, macchinari, ecc.) e supporti digitali multimediali, uno degli aspetti meno conosciuti del nostro processo di unificazione: l’adozione della lira.
Altra iniziativa particolarmente interessante è il progetto di ricostruzione della contabilità nazionale dal 1861 ad oggi, a cui Banca d’Italia ha iniziato a lavorare in collaborazione con Istat e Università di Tor Vergata.

Le carte giuste per festeggiare

Dalle banche di due delle città simbolo dell’Unità d’Italia, Torino, la prima capitale, e Bergamo, la città dei Mille, arrivano proposte interessanti nel campo della monetica legate all’evento.
Intesa Sanpaolo , in collaborazione con il Comitato per le celebrazioni, ha infatti emes­so la . Si tratta di una card che, oltre alle tradizionali funzionalità di pagamento at- tivabili su richiesta, offre agevolazioni e sconti per le iniziative legate al compleanno dell’Italia unita organizzate a Torino e in altre capitali della cultura. La carta è anche dotata della tecnologia MasterCard PayPass, che permette di effettuare acquisti fino a 25 euro in pochi istanti in modalità contactless presso i punti vendita abilitati.
Banca Popolare di Bergamo ha invece lanciato una serie speciale di carte ricaricabili, chiamata “ ” che per le sue funzionalità “rispecchia la modernità dei valori risorgimentali” coniugando “attenzione locale, visione nazionale e prospettiva internazionale”.
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