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A Roma l'Europa del fare

A Roma l'Europa del fare

Proprio nei due giorni precedenti al referendum sulla Brexit, a Roma si riuniscono i rappresentanti di istituzioni europee, delle banche, del mondo accademico e della consulenza per fare il punto su un'altra idea di Europa, quella basata su uno sviluppo comune e su uno spazio economico unico nel quale costruire un futuro di benessere condiviso. In primo piano alla XVI edizione dell'evento ABI Unione Bancaria e Basilea 3 - Risk & Supervision (21-22 giugno – Palazzo dei Congressi dell'EUR) i due pilastri di questa visione, la Banking Union e la Capital Markets Union. Ne parliamo con Giacomo De Laurentis dell'Università Bocconi
Flavio Padovan
Il 23 giugno in Gran Bretagna gli elettori voteranno se restare o meno nell'Unione europea. Un evento atteso su cui mercati, istituzioni e investitori hanno avuto tempo di riflettere e quindi sono da escludere reazioni estreme qualunque sia l'esito delle urne. Non c'è però dubbio che in caso di successo dei “leave” sui “remain” si aprirebbero scenari di estrema incertezza per il futuro sviluppo dell'Europa almeno come è stata pensata finora. E' in questo clima che si apre domani al Palazzo dei Congressi dell'EUR la XVI edizione di Unione Bancaria e Basilea 3 - Risk & Supervision, l'evento annuale dell'ABI sul risk management, il capitale e la vigilanza europea. Per due giorni oltre 100 relatori animeranno 12 sessioni tematiche e una tavola rotonda per fare il punto sulla transizione verso un'idea di sviluppo comune che ha nella Banking Union e nella Capital Markets Union i due pilastri fondamentali per uno futuro di crescita condivisa. “Entrambe queste Union – spiega Giacomo De Laurentis dell'Università Bocconi di Milano – fanno parte di una visione dell'Europa che il giorno dopo la fine del convegno sarà sottoposta a un importante verdetto. E quindi non sappiamo ancora in quali termini si potranno sviluppare ancora questa idee”. La speranza, continua De Laurentis, è che vinca il buonsenso e la voglia di costruire su quella di distruggere, per non doverci ritrovare ad affrontare un futuro di competizione internazionale ripartendo da basi estremamente limitate come quelle nazionali.

Supervisione e rischi: dentro la vigilanza unica

Nella sessione d'apertura del convegno vengono affrontati i temi macro. Dopo l'intervento introduttivo del Direttore Generale dell'ABI Giovanni Sabatini, sarà la volta di Mario Nava della Commissione Europea che affronterà la questione del completamento dell'Unione Bancaria e delle sfide e prospettive che questa apre. “La Banking Union – ricorda De Laurentis - ha due gambe: non solo il Meccanismo di Vigilanza Unico, che verrà ampiamente dibattuto nei suoi aspetti tecnici in molti interventi, ma anche quella del Meccanismo di Risoluzione Unico che chiama in causa la condivisione del rischio da parte dei finanziatori. E questo richiede un livello di educazione finanziaria diffuso che non abbiamo ancora raggiunto e questa insufficiente conoscenza rischia di moltiplicare le scene sulle piazze e nei talk show a cui abbiamo già dovuto assistere”.
Paolo Angelini della Banca d'Italia analizzerà invece evoluzioni e modifiche al quadro regolamentare delle banche, un aspetto particolarmente complesso e dibattuto. “Il livello di incertezza del periodo è accresciuto dal proliferare delle proposte di nuove norme da parte del Comitato di Basilea, dell'EBA, dell'ESMA, della BCE, delle Autorità di vigilanza nazionali e per fare chiarezza sulle singole materie abbiamo dedicato specifiche sessioni di approfondimento”, annuncia De Laurentis. Particolarmente attesa, tra le altre quella sui crediti deteriorati, con le nuove definizioni e il tentativo di ricongiungere anche la sua valutazione, così come quella del credito in bonis, con i principi contabili internazionali. “I nuovi standard IFRS 9 sono in arrivo – commenta De Laurentis – ma non è ancora proprio chiaro se porteranno a una vera semplificazione ricongiungendo finalmente il risk management con l'accounting, oppure se aumenterà ulteriormente il livello di complessità delle norme”.
Nel corso dell'evento saranno affrontati tutti i temi più caldi riguardanti il rischio di credito, di liquidità, di controparte, di mercato e quelli operativi. Così come sarà analizzato la questione del Data Aggregation e del Risk Reporting, a cui sono dedicate due sessioni per la crescente centralità del problema delle informazioni che le banche si trovano a dover acquisire ed elaborare a causa delle normative.
Redditività e modelli di business sono infine il tema della Tavola rotonda di chiusura dell'evento dove si farà una riflessione su quelle che possono essere le evoluzioni del sistema bancario proprio per garantire livelli soddisfacenti di redditività e quindi anche di autofinanziamento e accrescimento del patrimonio. Un obiettivo non semplice soprattutto considerando il contesto di economia reale che non è certo brillante, precisa De Laurentis, che aggiunge: “Auspichiamo che questa non sia una tendenza di lungo periodo, anche se la storia ci insegna che i cicli economici non sono brevi. Ma soprattutto speriamo di non crearci autonomamente dei problemi, non solo e non tanto nella gestione dell'economia finanziaria e delle banche, ma nelle scelte politiche ed economiche”. La parola quindi passa agli elettori britannici. Se il “remain” avrà la meglio nel referendum sulla Brexit il percorso verso un'Europa unita e uno sviluppo comune potrà riprendere con maggiore slancio ed entusiasmo, partendo proprio dalla Banking Union e dalla Capital Markets Union.
Bancaforte, media partner di Unione Bancaria e Basilea 3 - Risk & Supervision, così come di tutti i grandi eventi ABI, seguirà i lavori del convegno con i suoi giornalisti e pubblicherà uno Speciale con approfondimenti e videointerviste esclusive ai rappresentanti istituzionali e ai protagonisti del mondo bancario e delle aziende. Per essere informati in tempo reale seguiteci anche su Twitter, LinkedIn, Facebook e YouTube.
20 Giugno 2016

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