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Agenda digitale, la Ue dà la pagella all'Italia

Agenda digitale, la Ue dà la pagella all'Italia

Al Summit del Financial Times la Commissaria Ue all'Agenda Digitale Neelie Kroes bacchetta il nostro Paese: “Oltre il 40% degli Italiani non ha mai avuto accesso a Internet”
Mattia Schieppati
Se i titoli e i lanci di agenzia se li sono presi naturalmente l’intervento di Mario Monti in apertura dei lavori, il convegno organizzato a Milano lunedì 12 novembre dal Financial Times è stato l'occasione per fare il punto, ai massimi livelli, sul livello di "aggiornamento" dell'Italia - Pubblica Amministrazione e mondo imprenditoriale - rispetto alle sfide dello sviluppo e alle scadenze dettate dall'Agenda digitale europea.
È la prima volta che il Financial Times ha organizzato in Italia il FT Italy Summit(titolo della giornata: "Future of Italy - New Routes for Growth"), evento che ha riunito leader politici, big dell'impresa e investitori internazionali chiamati a confrontarsi sulla strada che il governo Monti sta percorrendo e su quali siano le future sfide politiche, economiche e tecnologiche per incrementare la crescita strutturale dell’economia italiana.
Il compito di andare a fondo sul tema è toccato a Neelie Kroes, vice presidente della Commissione Ue e Commissario europeo per l'agenda digitale, che con grande diplomazia e pur riconoscendo la bontà della strada fatta fino ad ora non ha risparmiato qualche critica alla situazione di arretratezza del sistema-Italia sul fronte dello sviluppo digitale. «Oltre il 40% degli italiani non ha mai avuto accesso a Internet», sottolinea con un certo sconcerto la Kroes; «vi rendete conto del numero di servizi che queste persone si perdono? È una percentuale tagliata fuori dalle opportunità di lavoro, quel 90% dei posti di lavoro che presto richiederanno un certo livello di competenze digitali».
E, nonostante la Commissione Ue abbia finanziato in Italia circa mille progetti in ambito ITC, per oltre mezzo miliardo di euro, la Kroes osserva come «la penetrazione della banda larga, l’alfabetizzazione informatica, il numero di aziende online sono tutti al di sotto della media europea. In realtà, la copertura a banda larga di nuova generazione in Italia è solo il 10%: un quinto del livello medio europeo».
Certo, non sono mancati nell'intervento del Commissario le attestazioni di merito al presidente Monti e al suo esecutivo per la spinta data all'informatizzazione della pubblica amministrazione. «Il Governo Monti», concede la Kroes, «ha reso la digitalizzazione centrale nella sua azione, l'anagrafe unica per esempio è una grande innovazione e molti saranno i risparmi possibili grazie alle novità introdotte in settori come la sanità, e sono di grande importanza i fondi pubblici stanziati per lo sviluppo dei network di nuova generazione».
Qualcosa si è mosso, insomma, e anche a Bruxelles se ne sono accorti. Ma la logica di sviluppo e digitalizzazione dell'Unione Europea non può essere affidata alla buona volontà o meno di questo o quel Paese: bisogna sempre più ragionare e operare in modo coordinato. «Dipende da voi, da noi tutti diventare un continente connesso. Sono molto colpita da quanto fatto da Monti e dal suo team ma il percorso non è ancora concluso e spero che il suo successore possa essere coinvolto come lo è lui», azzarda il Commissario Ue. «Noi tutti dobbiamo prepararci e abbracciare la digitalizzazione; si tratta di un processo fondamentale per riportare l'Europa "al posto di guida" nei rapporto con il resto del mondo e che deve raggiungere tutti i cittadini europei. Non dobbiamo avere un digital divide: ogni italiano e ogni europeo deve essere digitalizzato. Dobbiamo lavorare alla creazione di un mondo online nel quale le persone si sentano sicure, protette da hacking o frodi, in cui loro e i loro figli possano tranquillamente interagire ed effettuare transazioni. E dobbiamo garantire le nostre regole senza mettere ostacoli all’innovazione».
L'appello finale della Kroes accende l'orgoglio delle decine di imprenditori e manager presenti in sala (tra gli altri, Franco Bernabè, presidente esecutivo di Telecom Italia, Gabriele Galateri, presidente di Generali, Mauro Moretti, AD di Ferrovie dello Stato, Giuseppe Orsi, AD di Finmeccanica, Alessandro Profumo, presidente Monte dei Paschi di Siena, Andrea Ragnetti, AD di Alitalia e Massimo Sarmi, AD di Poste Italiane): «Voi italiani avete l'imprenditoria nel sangue, serve non smettere di crederci, perché l'Europa torni leader nell'innovazione e nella tecnologia».
16 Novembre 2012

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