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Agenda digitale: si parte con il crowdfunding

Agenda digitale: si parte con il crowdfunding

Il Ministro Corrado Passera rilancia il progetto di “balzo digitale” del sistema-Paese puntando sulla condivisione. Entro giugno il decreto legge. E le banche rispondono…
Franco Volpi, Sara Aguzzoni
Mettete mano alle agende. Con una mossa a sorpresa, ma sicuramente efficace vista l’aria di novità che promette di portare, il Ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha rilanciato – ponendo scadenze certe – i lavori dell’Agenda digitale italiana. Ovvero quell’insieme di misure e provvedimenti necessari per consentire un salto di qualità tecnologico a tutto il comparto della pubblica amministrazione, centrale e locale, e di conseguenza a tutti gli stakeholder che compongono il sistema Italia, singoli cittadini e imprese.
E lo ha fatto in occasione di un incontro promosso da Confindustria digitale - presente il Commissario europeo Neelie Kroes - nel più puro spirito della rete, ovvero lanciando una sorta di agenda basata sul crowdfunding, sulla partecipazione e collaborazione dal basso. Una grande consultazione pubblica online attraverso la quale tutti potranno accedere al sito www.agenda-digitale.it , formulare le proprie proposte, suggerire obiettivi e opportunità per contribuire a stilare l'Agenda italiana attesa dalla Ue. Un percorso che si concluderà, per quanto riguarda la raccolta dei suggerimenti, il prossimo 15 maggio , mentre entro fine giugno, quando tutte le proposte saranno analizzate, vagliate e razionalizzate dalla Cabina di Regia per l'Agenda Digitale Italiana (ADI) istituita lo scorso primo marzo, il Consiglio dei Ministri varerà un decreto legge che avvierà ufficialmente l'Agenda.
La consultazione è divisa per aree tematiche, che corrispondono ai temi che l’agenda dovrà contenere, e che rappresentano i pilastri sui quali costruire il futuro digital oriented del nostro paese: " Infrastrutture e sicurezza ", " eCommerce ", " Alfabetizzazione digitale e competenze digitali ", "eGovernment", " Ricerca & innovazione " e " Smart cities & communities ".
«Facciamo insieme un pacchetto di spinta», ha esortato Passera, «L'Italia ha tantissime esperienze di grandissimo valore, dobbiamo spingere tutto quanto di buono c'è, tutto ciò che ha già sposato l'innovazione. Ci sono tanti settori in cui la globalizzazione per l'Italia è un'opportunità: cavalchiamo un messaggio di positività. Ci sono ospedali, università, amministrazioni locali e centrali che hanno già non solo sposato, ma anticipato tanti dei temi contenuti nell'Agenda digitale. Ma serve il contributo di tutti: non c'è una soluzione, non c'è un attore che deve arrivare in fondo, ma c'è un'alleanza tra pubblico e privato».
Un’alleanza che, a cascata, farà bene a tutti. Secondo uno studio di I-Com (Istituto per la competitività, www.i-com.it ) dal titolo “Una stima dei possibili benefici per i cittadini di una PA digitale”, pubblicato la scorsa settimana, la PA risparmierebbe 4 miliardi di euro all'anno se venisse completamente digitalizzata. E i risparmi per lo Stato salirebbero a 6,5-13 miliardi se si adottassero "piccole modifiche organizzative in ottica di telelavoro, telemedicina e didattica universitaria a distanza".
Una filosofia che il mondo bancario ha già sposato da anni: nell’ultimo quinquennio le banche italiane hanno investito oltre 20 miliardi di euro per la dematerializzazione dei processi, l’introduzione di nuove tecnologie in filiale e la creazione di nuovi canali di relazione con la clientela. Per questo, l’ABI si è fatta trovare subito pronta di fronte all’appello del ministro Passera, e già in occasione del convegno Dimensione Cliente, che si è tenuto a Roma l’11 e 12 aprile, ha presentato l’ Agenda digitale delle imprese bancarie , tre macroiniziative per la digitalizzazione dei servizi finanziari. Che sono, nello specifico:
  • Normativa Digitale Amichevole . Ha lo scopo di promuovere la creazione di un sistema normativo che favorisca la digitalizzazione dell'interazione tra banca e clientela (consumatori e imprese) attraverso l’utilizzo di strumenti volti al miglioramento della qualità della vita e all’efficienza produttiva, e allo stesso tempo innovativi e flessibili (come ad esempio la firma elettronica).
  • Ecosistema digitale pubblico per una modernizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese. L’obiettivo è una più funzionale interazione tra banca e clientela, secondo quattro specifici interventi: fatturazione elettronica; digitalizzazione dei pagamenti della PA; internazionalizzazione del settore produttivo italiano, attraverso il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico nella realizzazione dell’International Trade Hub in Italia (la piattaforma unica che permette alle imprese italiane di espletare in modo digitale tutte le procedure burocratiche, amministrative e finanziarie di gestione dell'import ed export); digitalizzazione del rapporto tra PA e cittadini/imprese, tramite il canale bancario.
  • Stimolo dei Comportamenti Digitali , iniziativa volta da un lato all'avvicinamento dei cittadini alla realtà digitale, migliorandone la percezione in termini di sicurezza, di convenienza e di facilità di utilizzo, e, dall’altro, all'identificazione di incentivi per stimolare l'uso di canali e strumenti più efficienti.
Anche il mondo delle imprese si sta muovendo per l’attuazione dell’Agenda digitale. Confindustria Digitale ha proposto infatti una propria griglia di priorità, basata su cinque assi d’intervento:
  • sviluppo della domanda pubblica e privata di servizi on line;
  • sostegno degli investimenti infrastrutturali, senza ricorso a fondi aggiuntivi;
  • sviluppo dell’offerta legale dei contenuti dell’ecosistema Internet;
  • creazione di un vero mercato di venture capital per sostenere la nascita di giovani start-up Internet italiane;
  • formazione dei lavoratori non nativi digitali, promuovendo un piano di rioccupabilità legato agli skills Ict puntando ai fondi interprofessionali.
24 Aprile 2012

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