24 Aprile 2019 / 16:33
Al Ces di Las Vegas le start-up italiane hanno fatto squadra

 
Fintech

Al Ces le start-up italiane hanno fatto squadra

di Mattia Schieppati - 15 Gennaio 2019
Risultati positivi per la missione “Made in Italy, The Art of Technology” promossa da Tilt al Consumer Electronic Show che si è appena concluso a Las Vegas. Premi e importanti contatti con investitori per le 50 imprese italiane che sono riuscite a fare sistema e che propongono soluzioni innovative. Dal dispositivo indossabile per rendere la guida della moto più sicura al sistema di pagamento con app per i distributori automatici e al monitoraggio real time dell'aderenza della terapia medica …
Per tutta la scorsa settimana, i riflettori dell’innovazione sono stati puntati su Las Vegas, dove è andata in scena l’annuale edizione del Ces, la principale fiera al mondo dedicata alla tecnologia di consumo. Smartphone e tv ripiegabili, IoT applicata in tutti gli ambiti della quotidianità, 5G, assistenti vocali (in primis, quelli di Amazon a Google) ormai considerati un must per le abitazioni i trionfatori di quest’anno, se guardiamo alle innovazioni pratiche.
Una sfida tra soliti giganti, insomma. Ma non solo. Tirando le somme di questa edizione, un elemento interessante che spicca, e che costituisce un elemento di soddisfazione per il mondo dell’innovazione italiana, è stata la capacità di presenza del nostro Paese su una scena così complessa e competitiva. Per il secondo anno, infatti, l’Italia è riuscita a tessere un’operazione “di sistema”, scegliendo di portare a Las Vegas una vetrina della propria capacità di produrre start-up innovative e sostenerle in maniera organica.

L’Italia s’è desta

Per il secondo anno infatti l’innovazione tricolore si è presentata al Ces con la missione “Made in Italy, The Art of Technology” , promossa da Tilt - organizzazione fondata dalla società pubblica Area Science Park e la privata Teorema - in collaborazione con l'Istituto del commercio estero (Ice) e Apsti - l'Associazione dei parchi scientifici e tecnologici Italiani: attraverso un bando e un lavoro sviluppato nei quattro mesi precedenti, sono state selezionate una cinquantina di start-up made in Italy che in un padigliorn riservato al nostro Paese all’interno di Eureka, lo spazio del Ces destinato alle start-up, hanno avuto la possibilità di presentare al mondo – è il caso di dirlo - mission, storia e progetti in corso. Per un sistema, come il nostro, abituato a muoversi sempre in ordine sparso, un progetto e un’idea che può segnare un punto di svolta.
Food, Health & Wellness, Smart Transportation, Smart City, Smart Home, Digital Service e Robotics le macro-aree da cui provengono le realtà sbarcate a Las Vegas: «La selezione è stata estremamente accurata e abbiamo previsto un percorso di formazione funzionale a fornire un’adeguata preparazione alle realtà che hanno affrontato la sfida americana. La nostra logica è quella di portare avanti il concetto di open innovation contando sulla relazione consolidata tra innovatori e start-up», ha spiegato Michele Balbi , presidente di Teorema, «per creare un percorso con più momenti di incontro ed eventi nell’arco dell’intero anno. Questo progetto è uno dei passi indispensabili per dare rinnovata competitività alle aziende italiane e le start-up giocano un ruolo fondamentale per dare all’Italia un impulso oltre ai mercati tradizionali. Dobbiamo colmare il gap di competenze e abbiamo la volontà di supportare imprenditori aiutandoli a sognare nuovamente e ad affrontare mercati internazionali».

Le start-up premiate

E forti (anche) di questo appoggio e questa fiducia, le start-up italiane si sono fatte onore: nel drappello delle 49 realtà in trasferta, diverse quelle che hanno ottenuto premi e riconoscimenti in eventi specifici organizzati durante il Salone.
Forte dell’Innovation Award ottenuto nel 2018, è tornata al Ces la start-up Woolf , che ha ideato un dispositivo IoT indossabile per rendere la guida più sicura per i motociclisti grazie alla segnalazione di limiti di velocità e autovelox, ed è stata selezionata da Borsa Italiana per un processo di accelerazione.Premiata per il secondo anno di fila con l’Honoree Award l’azienda Sitael , che ha presentato Matipay, un sistema di pagamento innovativo applicato ai distributori automatici, sostituendo monete e chiavette con un'app mobile e un wallet virtuale ricaricabile. Honoree Award che è andato anche a Optima Molliter , start-up attiva nell’ambito della sanità digitale, che a Las Vegas ha portato in anteprima mondiale la tecnologia di SBi Motus Smart, il primo tutore al mondo che monitora real time, tramite un sensore, l’aderenza alla terapia per la cura della lesione post traumatica plantare, dell’ulcera diabetica plantare e alla prevenzione dell’amputazione dell’arto inferiore.«In Italia ci sono circa 15.000 start-up innovative, un numero significativo, ma non sufficiente se comparato con quello di altri Paesi che credono e investono di più nelle giovani imprese», ha commentato a caldo Stefano Casaleggi , direttore generale di Area Science Park, evidenziando l’importanza di questa missione coordinata: «Siamo un Paese noto in tutto il mondo per ingegno e creatività, abbiamo buone prassi e numerosi casi di successo da raccontare, quello che ci manca è una visione condivisa e un sistema che crei le condizioni affinché una buona idea o una nuova impresa possa trovare investimenti, clienti e mercati».

Pronti per il 2020

Condizioni che hanno già trovato effetti e sviluppi concreti, stando almeno alle parole di Fabrizio Rovatti , managing director di Area Science Park: «Come seconda missione italiana è stata una esperienza molto positiva e significativa, rispetto all'altro anno abbiamo aumentato le start-up, ingrandito lo stand e siamo riusciti a creare più opportunità per le imprese», spiega. «Sappiamo che ci sono in agenda nelle prossime settimane incontri con venture capitalist, investitori o clienti diretti trovati negli Usa ma non necessariamente americani, il Ces è una vetrina dove tutto il mondo viene a vedere la tecnologia che viene creata in Italia, quindi i contatti sono i più diversi», ha aggiunto. Chiusa la 52esima edizione, il drappello italiano pensa già al 2020. «Stiamo già pensando all'anno prossimo, pensiamo di tornare al Ces con la terza missione», si lascia sfuggire Rovatti: «se il primo anno è stato un esperimento riuscito molto bene, quest'anno siamo riusciti a farlo ancora meglio perché abbiamo creato un percorso per aiutare le start-up a interagire al meglio con gli investitori e con l'ambiente americano e il prossimo anno aggiungeremo sicuramente delle altre modalità per far crescere ancora la delegazione italiana».
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