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Anche il cliente immigrato va online

 
Banca

Anche il cliente immigrato va online

di Francesco Di Marco - 1 Febbraio 2011
Non solo rimesse, ma internet banking, carte, mutui e risparmio gestito: i “nuovi Italiani” chiedono alle banche servizi sempre più evoluti
Non più solo conto corrente e rimesse: dopo aver sperimentato con successo ormai da anni i prodotti di base gli immigrati chiedono alle banche italiane servizi sempre più complessi e la relazione con gli istituti si arricchisce costantemente di nuove valenze. Questo uno dei trend che emerge dall’ultimo Rapporto Abi-Cespi, la periodica indagine sull’offerta di servizi e prodotti bancari per la clientela immigrata i cui ultimi risultati - relativi al 2009 - sono stati anticipati alla fine dello scorso settembre.
Rispetto al rapporto precedente, che fotografava la situazione a fine 2007, in due anni il livello di utilizzo dei prodotti bancari da parte degli immigrati mostra un uniforme trend di crescita nei prodotti finanziariamente più evoluti (in particolar modo il servizio di custodia e amministrazione titoli, i servizi di Internet banking, le carte di credito, i prodotti di accumulo risparmio e quelli assicurativi), come chiaramente illustra il .
Il trend che emerge è particolarmente significativo per due motivi: da un lato conferma che una maggiore stabilità e integrazione da parte del migrante si traduce in un’evoluzione dei bisogni finanziari, con conseguente spostamento verso profili più evoluti; dall’altro evidenzia la capacità e la proattività da parte del sistema bancario di rispondere a una nuova domanda.
L’universo di riferimento (quasi 4 milioni gli immigrati regolari al 31 dicembre 2009) inizia così a diventare un ‘mercato’ appetibile per gli istituti di credito che operano nel nostro mercato: ne deriva un aumento della concorrenza nel settore dei servizi finanziari di base rivolti ai migranti, ormai abituati a gestire un conto corrente. Al 31 dicembre 2009 i rapporti intestati a clienti immigrati erano oltre 1,5 milioni, con quasi un quinto (il 18%) di correntisti da più di cinque anni. Il fattore tempo si conferma decisivo nell’aumento della platea degli stranieri bancarizzati, che necessitano di almeno qualche anno per conseguire una prima, seppure precaria, stabilità economica e lavorativa e disporre così delle ‘credenziali’ necessarie per l’accesso in banca.
La moltiplicazione e diversificazione dell’offerta consente poi agli immigrati di avviare un rapporto con gli istituti di credito anche senza aprire un conto corrente: strumenti e servizi finanziari innovativi, accompagnati alla diffusione di nuove tecnologie, possono dunque aiutare i migranti a risolvere le esigenze finanziarie di base. Ad esempio con carte di debito ricaricabili dotate di proprio Iban, strumenti che di fatto riproducono le principali funzionalità del conto corrente (come l’accredito dello stipendio e la gestione dei pagamenti) senza richiedere l’apertura di un rapporto tradizionale con la banca.
Gli immigrati, insomma, iniziano a familiarizzare sempre più con i prodotti e i servizi bancari, selezionando all’interno di un’offerta sempre più ampia ciò che meglio si attaglia alle loro esigenze. E per adesso siamo ancora all’inizio di un fenomeno destinato a consolidarsi. Scomponendo la platea degli immigrati bancarizzati per profilo di utilizzo, dalle ultime statistiche disponibili (tratte dall’indagine Abi-Cespi 2007) emerge che la stragrande maggioranza è costituita da utenti il cui ricorso agli strumenti finanziari risponde a esigenze molto semplici e basilari e che tendono in generale a sottoutilizzare le opzioni loro offerte. Il resto è rappresentato dai clienti ‘evoluti’, caratterizzati da un rapporto più maturo e dall’utilizzo di almeno sei diversi prodotti bancari. In prevalenza si tratta di uomini giovani (non è casuale l’indicazione del genere, visto che le donne sono usualmente caratterizzate da un minor tasso di bancarizzazione, anche se tra 2007 e 2009 sono cresciute del 35%), con un livello elevato di istruzione, residenti in Italia da più di cinque anni e per un terzo imprenditori. Se il secondo gruppo, più ristretto, comprende una clientela ormai matura, è il resto dell’insieme di riferimento che sembra destinato - nel prossimo futuro - a costituire il bacino più rilevante per sviluppare e ampliare le strategie di offerta del sistema bancario verso gli immigrati. Che sempre più richiederanno prodotti complessi, come peraltro stanno già facendo.
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