20 Luglio 2018 / 10:36
Arriva il decreto crescita 2.0.  Avanti con digitale e start-up

 
Fintech

Arriva il decreto crescita 2.0. Avanti con digitale e start-up

di Giovanni Lefosse - 5 Ottobre 2012
Il Governo ha varato ieri il tanto atteso decreto bis per lo sviluppo del Paese. Tra le misure più importanti l’attuazione dell’agenda digitale e gli incentivi fiscali per le start-up. E si pagherà di più con il Bancomat…
Via libera dal Consiglio dei Ministri al secondo decreto sviluppo per spingere l’innovazione in Italia e rafforzare la competitività delle imprese. Infrastrutture e servizi digitali, agevolazioni per la nascita di start-up innovative, realizzazione di opere infrastrutturali con capitali privati, sostegno agli investimenti esteri in Italia, giustizia digitale, liberalizzazione in campo assicurativo: sono questi i punti principali del nuovo provvedimento che prova a segnare un passo importante per “trasformare l’Italia”, secondo le parole del premier Monti.
Sul fronte dell’Agenda digitale, che recepisce i princìpi di quella europea, vengono introdotti diverse misure per l’identità digitale e servizi innovativi per i cittadini, tra cui il documento digitale unificato che manda in pensione le vecchie carta di identità e tessera sanitaria. Al loro posto, i cittadini potranno dotarsi gratuitamente di un unico documento elettronico, che consentirà di accedere più facilmente a tutti i servizi online della PA. Viene inoltre confermato il forte impulso per colmare l’attuale divario digitale, portando la connessione a banda larga nelle zone non ancora coperte e nelle aree con poca utenza (cd. “a fallimento d’impresa”). Alle risorse di 600 milioni rese già disponibili per il Mezzogiorno si aggiungono altri 150 milioni per finanziare gli interventi nelle aree del centro-nord.
Novità anche in tema di moneta elettronica. È introdotto infatti l’obbligo per le PA, così come per gli operatori che erogano o gestiscono servizi pubblici, di accettare pagamenti in formato elettronico, a prescindere dall’importo della singola transazione. Le stesse amministrazioni sono tenute a pubblicare nei propri siti e nelle richieste di pagamento i codici IBAN identificativi del conto di pagamento. Inoltre, i soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, saranno tenuti, dal 1 gennaio 2014, ad accettare pagamenti con Bancomat. Con decreti successivi verranno disciplinati gli importi minimi e le modalità, anche in relazione ai soggetti interessati. I pagamenti elettronici potranno essere eventualmente effettuati anche tramite tecnologie mobili.
Per le start-up, vengono introdotte agevolazioni e semplificazioni per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative. Vengono messi subito a disposizione 200 milioni, e nelle prossime settimane, con apposito decreto ministeriale, saranno stanziate ulteriori risorse per le nuove imprese del Mezzogiorno. La norma, a regime, impegnerà 110 milioni ogni anno. Vengono anche ridotti gli oneri per l’avvio delle imprese o dell’incubatore certificato, attraverso l’esonero dai diritti di bollo e di segreteria per l’iscrizione al Registro Imprese. Ma soprattutto viene introdotto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni o quote ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori. Il reddito derivante dall’attribuzione di questi strumenti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. In questo modo, viene facilitata la partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un’impresa startup.
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