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Avanti, piano

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Il settore bancario italiano regge alla crisi continuando a sostenere imprese e famiglie, ma sconta ancora la difficile congiuntura economica. Si intravedono però lievi segnali di ripresa per l’economia italiana nel 2010 e anche la fiducia di consumatori e imprese mostra un’inversione di tendenza
Rosangela Iannicelli
Segnali di ripresa per l’economia italiana, che dall’anno prossimo tornerà a crescere in maniera graduale. Secondo il Rapporto AFO- Financial Outlook, che raccoglie le stime del Centro studi ABI e delle principali banche italiane, in Italia il Pil è tornato a salire su base congiunturale dopo 5 trimestri di riduzioni (nel 2009 ha segnato un calo del 4,8%) e tornerà a crescere dello 0,6% nel corso del 2010 e dell’1,6% nel 2011.
Le banche italiane continuano a mostrare una sostanziale tenuta, pur scontando gli effetti della crisi economica e registrando una significativa contrazione in termini di conto economico: gli utili netti, dopo essersi dimezzati nel 2008, si sono ridotti ancora del 45% nel 2009 e pur segnando una leggera inversione di tendenza nel 2010 (+8%) si manterranno ancora lontani dai livelli pre-crisi. Il Pil dell’Area euro, la cui caduta si era già sostanzialmente arrestata nel corso del secondo trimestre, è tornato a crescere nel terzo trimestre (+0,4%). Indicazioni confortanti provengono anche dai principali indicatori congiunturali. La produzione industriale è in graduale risalita dallo scorso maggio; anche gli indicatori di fiducia di consumatori e imprese proseguono il loro recupero. Gli effetti negativi della recessione stanno facendo sortire i propri effetti sul mercato del lavoro: nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione è stato pari al 9,6%, e ha continuato a crescere anche successivamente (9,8% a ottobre 2009).

L’economia italiana

Per quanto riguarda l’Italia, i dati ufficiali degli ultimi due trimestri confermano i segnali di ripresa suggeriti dagli indicatori congiunturali nei mesi scorsi. Il Pil, la cui caduta si era già quasi arrestata nel secondo trimestre (-0,5%), è tornato a crescere su base congiunturale tra luglio e settembre (+0,6%), dopo cinque trimestri consecutivi di contrazione. Con i primi dati ufficiali del terzo trimestre, anche l’economia italiana è dunque tecnicamente uscita dalla recessione. Data la pesante eredità negativa lasciata dai trimestri precedenti (con un effetto di trascinamento del -4,8%), la contrazione del Pil del 2009 è rimasta comunque vicino alla soglia del 5% prevista già la scorsa estate. Per l’Italia, le attese sull’inflazione hanno visto un tasso allo 0,8% nel corso del 2009, per riprendere la crescita all’1,6 e all’1,9% nel biennio successivo.
Le banche italiane continuano ad assicurare il proprio sostegno a famiglie e imprese nonostante i pesanti contraccolpi della crisi economica internazionale, la crescita delle sofferenze e il calo ulteriore degli utili. Pur in presenza di un rallentamento della dinamica degli impieghi, infatti, gli sviluppi della congiuntura creditizia si sono mostrati nell’ultimo anno e mezzo relativamente positivi se paragonati alla caduta profonda dell’attività economica.

Credito alle imprese

Il tasso di crescita dei prestiti erogati a famiglie e imprese - intorno allo 0,5% nel 2009 – tornerà a salire al 3,4% nel 2010 ed al 4,3% nel 2011. Su tutto l’arco previsionale risultano più vivaci i prestiti oltre un anno, che nel 2009 hanno segnato un aumento del 2,5%, risulterebbero in crescita del 4,5% circa nel 2010-2011, mentre quelli a breve che hanno chiuso l’anno con una flessione del 4,1%, dovrebbero recuperare gradualmente nel 2010 e nel 2011.
Il credito alle imprese ha subito nel mese di settembre, una prima battuta di arresto con un tasso di variazione su base annua per la prima volta negativo (-0,2%), registrando una performance migliore rispetto a quella dell’Area Euro (-0,4%). Già a partire dalla prima metà dell’anno è prevista un’inversione di tendenza che dovrebbe portare i crediti alle imprese a crescere del 2,6% nel 2010 e del 3,2% nel 2011.
Il credito alle famiglie è cresciuto del 3,5% nel corso del 2009, trainato dai mutui per l’acquisto di abitazioni (+4,2%) e per il biennio 2010-2011 le attese sono per un consolidamento della crescita dei finanziamenti alle famiglie che dovrebbero crescere del 4,7 e del 6% rispettivamente. La scarsa vivacità dei consumi, secondo il Rapporto AFO, dovrebbe portare a una sostanziale stabilità del credito al consumo.

Previsioni di raccolta

La provvista complessiva dopo aver avuto un incremento del 13% nel 2008 e del 6% circa nel 2009, si manterrà al 5,3% nel 2010 e al 7,5% nel 2011. In rallentamento, rispetto al 2008, il tasso di crescita delle obbligazioni: +14,5% nel 2009 fino al +7,7% nel 2011. Quanto alla raccolta sull’estero si registra una leggera flessione nel 2009 (-3,2%), mentre si tornerà ad una lieve crescita nel 2010 (+0,7%) che si consoliderà nel 2011.

Fattori di sofferenza

La severità della recessione sta imprimendo una forte e preoccupante spinta al rialzo alle sofferenze bancarie: al netto delle svalutazioni segnano una crescita del 34% nel 2009, del 27% nel 2010 e del 9% nel 2011. Valutate in rapporto agli impieghi, le sofferenze nette evidenzierebbero un progressivo e graduale peggioramento fino a segnare il 2,1% nel 2011, un valore di quasi un punto percentuale in più rispetto a quello del 2008 (1,2%). Dopo una riduzione del 54% nel 2008, l’utile netto delle banche ha subito nel corso del 2009 un ulteriore dimezzamento (-45%); per il 2010 si prospetta invece un’inversione di tendenza con una crescita dell’8,6%. L’ulteriore superamento della fase critica è previsto per il 2011, quando si potrebbe avere un rimbalzo che riporterebbe l’utile netto su un livello pressoché identico a quello del 2008.

Roe, margini e costi

In questo contesto, il Return on Equity passerebbe dal 4,4% nel 2008 al 2,4% nel 2009-2010, per attestarsi nel 2011 al 3,6%. Il margine di interesse ha registrato una contrazione del 5,6% nel 2009 per risalire dell’1,3 e del 5,3% rispettivamente nel 2010 e 2011.
Per il margine di intermediazione, che nel 2008 ha registrato una flessione del 7,7% e un ulteriore calo dello 0,8% nel 2009, si prospetta una ripresa del 3,6% nel 2010 e nell’ordine del 7% nel 2011. Tassi di crescita più pronunciati dovrebbero connotare il risultato lordo di gestione (-0,4% nel 2009; +7,3% nel 2010 e +13,9% nel 2011) grazie a una dinamica dei costi operativi che, considerato il contesto generale non brillante, dovrebbe risultare relativamente contenuta (-1% nel 2009, +1,4% nel 2010 e +2,7% nel 2011). BF
1 Febbraio 2010

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