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Bancaforte diventa Workshop

Bancaforte diventa Workshop

Il digitale oggi rende tutto liquido, multidirezionale, in continua evoluzione. I social ridisegnano le relazioni e tracciano una nuova strada per soddisfare le esigenze degli utenti-consumatori. Il primo workshop di Bancaforte, Pensare e progettare digitale, scopre che…
Fabrizio Bellavista
"Pensare e progettare digitale - Le relazioni come palestra del nuovo mondo: costruire un ecosistema digitale per connettere persone a cose attraverso tecnologie di prossimità - Internet of Things”: è il titolo ambizioso del primo workshop targato Bancaforte che ha coinvolto 100 persone al Centro Congressi di Via Olona, 2 – Milano e un panel di relatori con competenze molto diverse - dall'antropologia della comunicazione digitale alla frontiera tecnologica dei sistemi Nfc - all’insegna di una diversità culturale ormai d'obbligo quando si prova a "mettere a sistema" discipline e territori del mondo digitale.
L'obiettivo che si poneva questo primo workshop era appunto quello di dare una visione diversa e innovativa del mondo digitale, una nuova cultura - anzi, un "ecosistema", come è stato più volte detto durante il dibattito - che presenta entusiasmanti slanci in avanti, ma anche alcune zone di ombra ancora non risolte e un accentuato deficit di capacità realizzativa, se si pensa alle eccezionali opportunità che sembrano facilmente a portata di mouse, mentre spesso rimangono solo sulla carta.
Il workshop è stata aperta da Fabrizio Bellavista (coordinatore dei lavori) con una citazione di Gaetano Mirabella, collaboratore del McLuhan Program in Culture and Technology di Toronto: "Ho motivo di credere che in questo periodo della storia dell’umanità, stia nascendo una nuova configurazione che da un pensiero descrittivo, passi a un pensiero liquido che scaturisce direttamente dalle percezioni dei sensi, facendo di queste ultime centri di pensiero fluido, staccati dall’architettura mentale della rappresentazione del reale [...]". Ecco essere immediatamente chiara la portata del cambiamento epocale in atto, cambiamento dentro il quale il mondo digitale rappresenta la punta di diamante.

We are linking people, ideas, emotions, places and things

Questa citazione emersa durante il workshop sintetizza molto bene il senso dell'incontro. Partiamo proprio dal lato emozionale del digital world: l'impulso la fa da padrone per molti motivi e vediamo più in profondità questo aspetto. Sul finire degli anni '90, Giancarlo Livraghi, grande pioniere della rete in Italia, usciva con il concetto “La coltivazione della Internet”, ove erano ben rappresentati due momenti che sarebbero stati centrali nello sviluppo della relazione in rete: coltivare perchè questo è il giusto atteggiamento ancora ora di attualità e la Internet al femminile, confacente con un atteggiamento più di attenzione e ascolto piuttosto che di “target da assaltare”.
Paolo Ferri, dell'Università degli Studi di Milano Bicocca, afferma: "Da tempo le neuroscienze cognitive ci dicono che il cervello è flessibile, e che gli strumenti che si usano influiscono sulla sua plasticità". Cioè è in corso un cambiamento epocale e anche il nostro cervello si sta modificando a velocità sostenuta adattandosi alla complessità della nostra realtà.
Il concetto di complessità è stato toccato anche da Giuseppe Mascitelli che ha fatto notare come lo sviluppo umano abbia presentato pochi cambiamenti dalle ere antiche e come invece lo sviluppo tecnico e tecnologico nella storia recente abbia avuto un'impennata senza pari. Quindi lo sviluppo umano ha mantenuto un range abbastanza parallelo a quello tecnico sino ai tempi recenti: da qui c'è stata una netta separazione e lontananza. Ora è tempo di “ritarare” questo range facendo metabolizzare meglio la tecnologia con l'umano.

Il CRM diventa social

L'uomo sta tornando al centro del mondo: su questo tema Maximiliano Ardigó di IBM ha presentato una serie di strumenti atti a monitorare il comportamento e la conversazione in diversi ambienti, in grado di fornire schede personali attraversano sia ambienti sociali che piattaforme ormai ben collaudate. Si parla dunque “dal conctact center al social CRM”. È chiaro come, proprio grazie alla complessità della presenza nel mondo digitale, l'importanza del monitoraggio e della gestione dei dati sia centrale per capire le esigenze dell'utente e di conseguenza, per esempio, ritagliarli una comunicazione “tailor made” che vada a soddisfare le sue richieste e bisogni senza bombardarlo di “inquinanti” messaggi meanstream old style. Max ha fatto anche da ponte tra la pre-esistente cultura CRM, passaggio questo determinante, al nuovo mondo relazionale degli ambienti sociali.

From Rock Logic to Water Logic

ll pensiero di E. de Bono, targato 1991: “I Am Right, You Are Wrong: From Rock Logic to Water Logic”, è pietra miliare per chi vuole affrontare i cambiamenti epocali e riuscire a ricavare un proprio spazio in essi. Il pensiero deve essere di acqua, in continua evoluzione, multidirezionale, elastico. A questo proposito, a riprova che il cambiamento inizia in primis dalla modalità cognitiva, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha introdotto il concetto di scuola liquida : "Per questo ci vuole modularità. Dobbiamo passare dal modello industriale a quello ‘liquido’ che cambia giorno per giorno e cambia modalità di essere ed è modulabile”. Il loop-never-ending che è il mercato odierno - solo all’apparenza confuso e contraddittorio - chiede una visione fluida attraverso codici nuovi presenti nella comunicazione interattiva.
Ecco che i contenuti del workshop passano dall'immaterialità, per approdare nel Social CRM e negli Emotional Assets delle neuroscienze applicate alla comunicazione e al nuovo marketing. Non c'è storico per poter procedere con la sicurezza che scaturisce soltanto dal collaudo diretto e dalla ricerca approfondita e protratta nel tempo per poter affermare certezze nel campo delle digital social relations: “Come si fa a proclamarsi esperti riguardo a un campo che ha visto i suoi inizi solo 9 anni fa e il suo consolidarsi da ancora meno anni: molti falsi maestri proclamano certezze che non hanno la possibilità oggettiva di esistere.” - afferma Mascitelli - “Abbiamo scoperto che ogni elemento del nostro universo si collega a tutti gli altri attraverso un intricata teoria di reti. La conoscenza delle reti, delle dinamiche, delle scorciatoie per arrivare da un punto all'altro, ci darà un vantaggio competitivo enorme”.

La commistione tra il vecchio e il nuovo

I social media. Stiamo tutti imparando a capire cosa sono e come si usano. E mentre lo facciamo mutano la loro natura e ci sorprendono ogni volta. Questo accade perché più che media-brodcast sono arti, impianti tecnologi del nostro corpo, estensioni del nostro spirito. Se vuoi conoscere i social devi conoscere la natura umana. Dunque massima apertura ai nuovi mondi digitali con la forza e la consapevolezza che l'essere umano alla fine vibra e decide per medesime antichissime emozioni. “Dobbiamo andare incontro alla gente, ai nostri collaboratori ai nostri clienti e stringerli in un confortante abbraccio un pò analogico e un pò digitale”, chiude Mascitelli.

Reti di persone, reti di cose che dialogano

Da qui al collegare gli ambienti sociali umani a quelli connessi con le cose, il passo è breve e per farlo dobbiamo tarare il nostro orologio su una data precisa, che vedrà realizzarsi a livello planetario per la prima volta la connessione tra i due mondi: l'appuntamento è con il 2015 con i dispositivi NFC, tecnologia chiave per il prossimo meeting planetario rappresentato dall'Expo 2015. Un appuntamento con forti sfaccettature che vede il cliente al centro di una strategia fatta di eventi sul territorio e piattaforme di condivisione: per quella data, auspicano i relatori, l'uomo, le sue idee e le sue emozioni, si spera possano aver maturato il proprio rapporto con tecnologie in troppi casi “lontane”. Dunque recupero dei valori e contemporaneamente sviluppo della comunicazione interattiva e condivisa centrando nella trasparenza lo sviluppo di strategie performanti.
Mauro Mezzenzana (ricercatore Lab#ID – LIUC) ben presenta questa fantastica opportunità per tutta l'economia nazionale e dice: “La tecnologia NFC è nata dalla combinazione della tecnologia mobile (GSM) e della tecnologia RFId. Dunque il sistema di lettura e trasmissione entra nei cellulari e nei tablet e da qui parte la terza rivoluzione della nostra epoca recente: la portabilità e la geo-localizzazione”. Emblematica a livello europeo, la creazione dell’ecosistema “Varese SmartCity” in cui un centinaio di aziende ed esercenti si sono consorziati attraverso l'NFC, integrando incassi e pagamenti contactless con couponing e aprendo numerose altre opportunità a livello di comunicazione. Continua Mezzenzana: “Qui si parla di promozione e di cultura del territorio, di turismo, di connettere persone a cose: ideare, creare, sperimentare servizi integrati per il cittadino con un’infrastruttura aperta basata su standard internazionali in un ottica sistemica per lo sviluppo del territorio. Chi pensa che si è di fronte soltanto ad una nuova modalità di pagamento cade in errore”.

Quale futuro

Quello che sta emergendo è un Melting Pot linguistico fatto di link, commenti, foto geolocalizzate, post, slideshow, video telefonate, chat, sms, pin, emoticon, e sopratutto, in crescita esponenziale, di video narrazioni. Le opportunità sono veramente molteplici ma spesso rimangono sulla carta e il termine “relazione”, troppo spesso abusato è lettera morta alla prova dei fatti: falsi like, falsi follower stringono letali alleanze con un atteggiamento da “furbi” del marketing che portano le aziende a commettere gravi errori negli ambienti sociali digitali.
La relazione è un durissimo banco di prova per chi vuole scendere nell'arena social e richiede molta capacità di ascolto, tempi lunghi, empatia e trasparenza. La lenta costruzione di un ecosistema digitale, alimentato da contenuti non solo commerciali ma di cultura e spessore, è la strada che connette diversi media tradizionali, eventi sul territorio e la grande chance digitale. Affrontare separatamente ognuno di questi aspetti appena citati, significherebbe perdere la grande opportunità del nostro secolo.

BancheNews, agire e comunicare “a rete”

Bancaforte dispiega nuove opportunità per fare rete, coniugando atomi e bit e sottolineando come proprio l'incontro di questi aspetti - dagli eventi fisici al sistema digitale - sia possibile agganciare il progresso. Il nuovo servizio BancheNews,cioè la diffusione dei comunicati delle banche italiane, crea nuove opportunità di relazioni, comunicazione, condivisione e di cultura di settore. Il sociologo George Simmel dichiarava: “La società esiste dove un certo numero di individui interagiscono tra di loro”. Fare sistema dunque, aumentando la forza complessiva di risposta, con la messa in rete di obiettivi comuni, con un progress sintetizzato attraverso questi step: individuazione, veicolazione della conoscenza, messa a fattor comune, progettazione, capitalizzazione, condivisione e stabilizzazione nei rapporti.
Inoltre di fronte alla grande complessità del panorama attuale, caratteristica che contraddistingue le società moderne ed evolute, l'ecosistema anziché “fare muro” propone di capirne e cavalcarne le energie interne e sfruttarne le opportunità per approdare, in una metodologia liquida che è come “surfare un'onda” piuttosto che “scalare una montagna”, a nuovi scenari ove innovazione e conoscenza condivisa creano valore aggiunto per nuove esigenza dell'utente. Per chiudere, una citazione di Jacob Levi Moreno, il fondatore della sociometria: "il gruppo costituisca l'atomo funzionale delle dinamiche sociali, e che mescolandosi con altri gruppi forma strutture sempre più complesse e capaci".
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11 Aprile 2013

 

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