17 Luglio 2018 / 21:05
Banche italiane in salute nonostante la crisi

 
Banca

Banche italiane in salute nonostante la crisi

di Rosangela Iannicelli - 5 Agosto 2013
Sabatini: “Le banche italiane hanno scelto di mantenere inalterata la loro vocazione di banca tradizionale. Il nostro modello si è rivelato vincente. Vanno rimossi gli svantaggi competitivi di natura regolamentare…”
Al centro dell’ultima edizione del Forum Basilea 3 (vai allo Speciale di Bancaforte), appuntamento annuale dell’ABI, la panoramica sulle scadenze per l’implementazione delle regole di Basilea 3 che entreranno in vigore il 1° gennaio 2014 e l’analisi sulle implicazioni concrete per il mondo bancario e per il mondo produttivo nazionale. Tra le questioni ancora aperte a livello internazionale, la definizione delle discrezionalità nazionali; la necessità di standard tecnici e regolamentari che assicurino un piano di gioco livellato; l’individuazione dei tempi di implementazione lasciati alle banche dopo l’approvazione definitiva del pacchetto e la sua contestualizzazione nel più ampio obiettivo dell’Unione Bancaria.
“Le banche italiane - ha sottolineato il Direttore dell’ABI, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del convegno - hanno una qualità del capitale migliore rispetto a quelle di altri Paesi pur scontando una bassa redditività e un notevole aumento delle sofferenze. Se si tiene conto delle regole di Basilea 3, i maggiori gruppi italiani risultano già oggi più capitalizzati dei concorrenti europei”. “Con grande senso di responsabilità – ha continuato Sabatini - le banche italiane hanno scelto di mantenere inalterata la loro vocazione di banca tradizionale. Il nostro modello si è rivelato vincente ed è nell’interesse del Paese che non venga meno”.
Il Direttore generale dell’ABI ha aggiunto che “E’ opportuno, dunque, rimuovere quegli svantaggi competitivi di natura regolamentare che incidono sulla redditività dell’attività bancaria tradizionale che rischiano di rendere insostenibile nel lungo periodo il modello di business di banca commerciale”. “In un quadro recessivo, come quello attuale – ha sottolineato Sabatini - le regole devono tener conto delle difficoltà reali, delle aspettative negative delle imprese, dell’assenza di incentivi ad investire. E’ un momento difficile per tutti. Le banche italiane hanno visto ridursi la raccolta sui mercati internazionali, aumentare i costi con un peggioramento della qualità e un aumento del rischio di credito, le sofferenze hanno raggiunto livelli elevati”.
Nel corso del convegno è stato presentato il settimo numero della serie Temi di Economia e Finanza, realizzato dall’Ufficio Studi dell’ABI, che analizza lo stato di salute delle banche italiane in relazione all’andamento delle variabili del ciclo economico. L’obiettivo della ricerca è quello di valutare il legame tra attività economica e mondo bancario; con particolare attenzione agli effetti retroattivi che possono scaturire dalle problematiche di offerta del settore bancario nei confronti delle dinamiche di crescita economica. Lo studio presenta, con riferimento all’esperienza italiana, un esercizio di macro stress test, che utilizza un modello autoregressivo (VAR), in grado di valutare sia l’influenza che la congiuntura economica ha sull’attività e sulla solidità delle banche, sia l’eventuale impatto che le difficoltà interne al mondo bancario possono avere, a loro volta, sulla crescita dell’economia.
Dai principali risultati ottenuti, emerge che il ciclo economico influenza in modo significativo le dinamiche di redditività delle banche italiane, ma che tale influenza non è in grado di minarne la solidità. Uno shock significativo sulla crescita economica, prossimo ai 4 punti percentuali (simile a quello sperimentato nel 2009), determina, con sfasamento temporale di 2-3 trimestri, una crescita del tasso delle nuove sofferenze per quasi 4 decimi di punto. Pur assumendo una percentuale di perdita (loss given default-LGD) pari al 60%, una crescita di 4 decimi di punto nel tasso di incremento delle sofferenze può determinare un maggiore flusso di rettifiche e accantonamenti per circa 3,8 miliardi di euro; valore importante ma non tale da minare la solidità delle banche italiane che negli ultimi anni hanno proseguito il processo di rafforzamento patrimoniale. Il mondo bancario italiano non sembra agire in modo pro-ciclico, continuando ad operare in base al modello tradizionale che lo caratterizza e per cui gli impieghi all’economia costituiscono la forma primaria dell’attività bancaria da assicurare soprattutto in momenti di forte crisi congiuntura economica negativa.
Guarda le videointerviste di Bancaforte e le immagini dei protagonisti di Basilea 3.
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