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Business continuity, banche insieme alla protezione civile

Business continuity, banche insieme alla protezione civile

15 banche hanno partecipato all'esercitazione Terex 2010 che ha simulato un terremoto in Toscana. Applicate con successo le procedure per rispondere all’emergenza, utilizzando anche filiali mobili
Gaia Sabino, Silvia Attanasio
Anche il settore bancario ha preso parte all’esercitazione “Terex 2010 - Tuscany Earthquake Relief EXercise” organizzata a fine novembre dalla Protezione Civile italiana. Il Consorzio ABI Lab e 15 banche che rappresentano il 75% del sistema sono state impegnate per tre giorni nella simulazione delle azioni necessarie dopo un terremoto di magnitudo 6.4 analogo a quello che colpì la Garfagnana nel 1920. Alle attività hanno partecipato Vigili del Fuoco, Esercito, Carabinieri, Marina, Aereonautica, Polizia, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Croce Rossa, amministrazioni regionali, provinciali e comunali, più di 20 associazioni nazionali di volontariato presenti sul territorio toscano e le principali aziende dei servizi in ambito sanità, telecomunicazioni e trasporti.
L’obiettivo? Verificare i tempi e i modi di reazione della popolazione e dei centri operativi nazionali per la gestione dell’emergenza, ma anche testare l’efficacia del Meccanismo europeo di protezione civile. Infatti, a Terex 2010 sono intervenute squadre di soccorritori appartenenti a 5 nazioni e osservatori della Commissione Europea, per un totale di 200 uomini e 55 mezzi, oltre a 2400 persone e 595 mezzi del sistema italiano di Protezione Civile.
Tutto il sistema bancario è da tempo impegnato a raggiungere standard sempre più elevati di continuità operativa e disaster recovery: ogni anno vengono investiti da ciascuna azienda di credito oltre 1,3 milioni di euro solo per implementazione, manutenzione e test del cosiddetto “piano di continuità”. La partecipazione a Terex 2010 è servita a mettere alla prova le soluzioni predisposte per gestire l’emergenza allo sportello e, allo stesso tempo, per rispondere ai bisogni della popolazione e alle possibili richieste degli attori istituzionali e degli altri settori produttivi coinvolti nel disastro.
Nel primo giorno di esercitazioni sono state evacuate dodici filiali e due sedi direzionali insieme a scuole e ospedali toscani, coinvolgendo nelle diverse prove circa 200 bancari.
Da quel momento, e per tutti e tre i giorni, sono state applicate e verificate le procedure d’emergenza predisposte dal mondo del credito in caso di sisma: dalla verifica dei danni operativi alla ricerca e riconciliazione dei dipendenti dispersi, dal ripristino del servizio tramite filiali mobili o filiali specchio allo spostamento delle unità lungo la costa e nelle zone di raccolta dei terremotati.
Nel progettare la continuità dei servizi nei comuni colpiti, le banche hanno anche ipotizzato, di concerto con la Protezione Civile, l’installazione di 15 filiali mobili.
Una grande prova generale, attuata con successo anche grazie alla collaborazione pubblico-privata, nella quale le banche italiane hanno potuto testare la capacità di contribuire alla gestione della crisi, garantendo la continuità operativa delle filiali presenti sui territori colpiti dal disastro e approntando in modo rapido ed efficiente tutte le soluzioni necessarie a supportare enti, istituzioni e cittadini.

Garantire la continuità

L’Osservatorio Business Continuity, cui partecipano 27 banche, rappresenta ormai da anni il punto di riferimento del sistema sulla continuità operativa. Tra le tematiche all’attenzione del tavolo di lavoro, l’integrazione tra Crisis e Incident Management per le diverse tipologie di risorse impattate (sistemi informativi, edifici, servizi, etc.) e il rapporto con i fornitori critici.
Sarà, inoltre, portata avanti la collaborazione con la Protezione Civile allo scopo di strutturare uno scambio informativo che consenta di pianificare le modalità di gestione e di interazione da attivare in caso di crisi. Ulteriore ambito di collaborazione potrà essere rappresentato dal confronto in materia di valutazioni degli impatti in particolare sugli edifici. Sempre all’attenzione delle banche l’approfondimento delle possibili modalità di scambio e supporto reciproco che possono attivare per ottimizzare la risposta del sistema in caso di crisi.
1 Febbraio 2011

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