16 Luglio 2018 / 06:17
Business e CSR, l’unione possibile

 
Banca

Business e CSR, l’unione possibile

di Gianna Zappi - 14 Giugno 2011
L'integrazione della responsabilità sociale d’impresa con strategie e attività aziendali crea valore nel tempo, anche in banca
La sostenibilità può contribuire alla tenuta del tessuto economico e sociale e a favorire la fiducia nel mercato e l’accelerazione della ripresa dalla crisi. Questi i principali messaggi emersi dal Forum CSR 2011, l’appuntamento annuale che l’ABI dedica alla corporate social responsibility (CSR).
“Tra le banche cresce la consapevolezza che la responsabilità d’impresa è parte integrante dell’attività e come tale può portare reale beneficio: per stare meglio sul mercato, per sviluppare il business, per rendere patrimonio il brand e le conoscenze”, ha spiegato Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI. “L’integrazione della CSR nel business deve essere sostanziale, fare parte di strategie, processi, operazioni, delle relazioni quotidiane con gli interlocutori. Allora può efficacemente contribuire alla tenuta del tessuto economico e sociale, favorire la fiducia nel mercato e l’accelerazione della ripresa dalla crisi. Le politiche messe in campo dalle banche, anche in questo specifico contesto economico, hanno forti componenti di promozione e di sostegno allo sviluppo delle famiglie, delle imprese e del Paese in generale”.
Il mondo creditizio si conferma attore di primo piano nelle politiche di CSR. Secondo le ultime rilevazioni ABI, la quasi totalità dell’industria bancaria italiana in termini di totale attivo, pari all’80% del sistema, ha formalizzato l’impegno di CSR (ABI CSR Benchmark).

Reporting integrato

Inoltre, banche che rappresentano più del 75% del totale attivo di sistema pubblicano un rendiconto di sostenibilità (Laboratorio ABI su CSR).
È ormai consolidata anche la prassi di allegare e di distribuire il rendiconto con il bilancio d’esercizio. Se la sostenibilità diventa infatti parte integrante del business dell’impresa, la comu­-
nicazione si fa integrata. Al Forum ampio spazio è stato dedicato al reporting integrato, frontiera della rendicontazione che catalizza gli interessi di diverse organizzazioni di esperti contabili e di professionisti della sostenibilità.
Al Forum ha partecipato Paul Druckman, Co-Chair dell’International Integrated Reporting Committee (www.integratedreporting.org). In Italia diverse organizzazioni sono attive su questa frontiera.
Reporting integrato non significa più informazioni, ma una diversa qualità delle informazioni che vengono comunicate al mercato e agli stakeholder, che devono essere significative, chiare e trasparenti per chi le riceve. Su questo versante, peraltro, l’ABI ha avviato una task force con le banche e con le associazioni dei consumatori, per adottare set informativi efficaci nelle procedure e nelle comunicazioni che interessano i clienti, modificandone forme e contenuti.

Un protocollo d’intesa

Per valorizzare le attività di rendicontazione delle imprese, soprattutto delle piccole e medie, l’ABI, Confindustria e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno firmato al Forum un Protocollo d’Intesa. L’obiettivo è quello di promuovere la maggiore diffusione della sostenibilità e la relativa rendicontazione di fattori sociali, ambientali e di governance come elementi integrativi degli ambiti finanziari, capaci di facilitare il dialogo tra banca e impresa, con particolare attenzione
alle piccole e medie imprese.
Le attività volontarie delle aziende non bastano per creare una domanda consapevole. Questo è sicuramente un ambito in cui si apre uno spazio di intervento, non invasivo, da parte delle politiche pubbliche. I rappresentanti della Commissione Europea e del Ministero dello Sviluppo Economico hanno illustrato come i temi della responsabilità d’impresa siano già leve della loro politica industriale. L’attenzione alla dimensione sociale e ambientale riguarda an­che gli aspetti macro, nell’integrare gli indicatori che misurano la crescita di un Paese, come dimostra il lavoro che l’ISTAT intende avviare per individuare elementi ulteriori rispetto al Pil.

I benefici e i costi dell’integrazione

Da una rilevazione ABI condotta su banche che rappresentano il 75% del totale attivo di sistema (dicembre 2010) emerge che i benefici più associati all’utilizzo di informazioni non finanziarie nei processi di rendicontazione hanno un collegamento diretto con: la remunerazione degli azionisti nel lungo periodo; la valorizzazione del brand e della reputazione; migliore pianificazione strategica; l’attrazione e fidelizzazione dei clienti; la comprensione delle richieste degli stakeholder; la
differenziazione del posizionamento strategico sul mercato; la riduzione dei conflitti e dei rischi aziendali.
Tra i costi dell’integrazione, le banche segnalano quelli connessi alla raccolta delle informazioni, all’adattamento delle procedure ICT, alla presentazione delle informazioni agli stakeholder.

L’evento sulla Csr nel mondo finanziario

La sesta edizione del Forum ABI dedicato alla responsabilità sociale d’impresa, quest’anno dal titolo: “Sostenibilità e core business aziendale: un’integrazione che dà valore”, si è tenuta a Roma lo scorso gennaio ed è stata realizzata in partnership col CSR Manager Network e il Forum per la finanza sostenibile, le principali reti italiane che lavorano per la promozione operativa della sostenibilità del business. Hanno partecipato oltre 320 esperti di banche, imprese, istituzioni, organismi internazionali, università, organizzazioni del non profit. L’evento ha avuto un importante riscontro anche sui media, a dimostrazione del valore delle attività svolte dalle banche e dall’ABI anche su questo versante ( www.abieventi.it ).
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