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Campania,  economia e credito in difficoltà

Campania, economia e credito in difficoltà

Nel 2012 il quadro macroeconomico della regione sconta la mancata crescita generale e impatta sulla domanda di finanziamenti: 69 miliardi di euro per famiglie e imprese. Al centro di un incontro di ABI Campania, la fotografia …
Gianluca Smiriglia
“Affrontiamo una crisi che continua ad essere pesante tanto da non far vedere ancora la luce alla fine del tunnel”. È una premessa di poche parole quella che rivela la preoccupazione espressa da Giuseppe Castagna, Presidente dell’ABI Campania, nel corso di un incontro con la stampa sulla situazione economica del territorio. “Vi è una forte vitalità imprenditoriale sul territorio – ha detto Castagna – ma molte imprese nascono e muoiono nel primo anno di attività e questo fa calare la voglia di fare impresa al Sud”. In particolare Castagna ha richiamato la necessità di una maggiore attenzione allo sviluppo del Sud, che nel frattempo non mostra performance tranquillizzanti: nel corso del 2012 si è accentuato il calo dell’attività economica in Campania; in flessione sia fatturato che il livello degli ordini in tutti i settori produttivi; solo per le imprese esportatrici e nel segmento turistico si segnalano trend migliori della media. Il rallentamento congiunturale è previsto continuare anche nel 2013. Le conseguenze si riflettono sulla dinamica del credito che mostra una situazione della regione in rallentamento: a fine novembre 2012 i finanziamenti bancari destinati principalmente alle famiglie e alle imprese del territorio hanno raggiunto circa 69 miliardi di euro con una variazione del -3,4% rispetto all’anno precedente.
Questi sono i principali dati forniti nel corso dell’incontro sui contenuti dell’attività della Commissione regionale e sulla situazione creditizia del territorio.

I numeri delle banche

La struttura del settore bancario regionale, secondo i dati più recenti, vede attive sul territorio 83 banche per un totale di 1.622 sportelli. Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 2.410 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 102.992. Nella regione i lavoratori bancari sono il 4,4% del totale nazionale di settore che ha toccato le 320.000 unità.

Finanziamenti a famiglie e imprese

I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) sono pari a 38,9 miliardi di euro a novembre 2012 (-4,1% rispetto al 2011; -3,4% rispetto al Mezzogiorno); alle famiglie consumatrici sono andati 29,9 miliardi (-2,5% la variazione annua in linea col resto del Mezzogiorno). A fronte dell’ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio con il risultato che sempre a novembre 2012 il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 10,4%, con sofferenze pari a circa 8,1 miliardi di euro.
In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese. A febbraio 2012 è stata firmata una nuova intesa che delinea “Nuove misure per il credito alle Pmi”: in dettaglio, ai sensi di tale iniziativa le banche hanno sospeso quasi 68.633 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 22,4 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 3,3 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune). Alla Campania è riconducibile circa il 3,2% del totale delle operazioni sospese e 5,7% dell’ammontare complessivo delle quote capitali sospese.
Con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino allo scorso dicembre, le banche hanno sospeso circa 85.000 mutui, pari a 9,8 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 606 milioni di euro. In Campania i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità sono stati 3.932. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie campane colpite dalla crisi pari a 39,3 milioni di euro, il 6,5% dell’ammontare complessivo sospeso.

Fattore sicurezza

Diminuiscono le rapine in banca in Campania. Nei primi otto mesi del 2012, infatti, sono stati 42 i colpi allo sportello effettuati nella regione contro i 49 dello stesso periodo del 2011, con un calo del 14,3%. È questa la fotografia che emerge dai dati dell’Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza.

Le rapine in Campania

Per prevenire ulteriormente il fenomeno è necessario continuare a lavorare su quattro direttrici fondamentali: ridurre l’ampia circolazione di contante che ancora caratterizza l’Italia, in ritardo nell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici; adottare sistemi di sicurezza sempre più evoluti e all’avanguardia; monitorare in modo sistematico gli eventi criminosi; proseguire nella formazione del personale di sportello. In Italia, la gestione del denaro contante costa circa 10 miliardi di euro l’anno al Sistema-Paese. Di questi, due terzi pari a 7,1 miliardi sono a carico delle imprese, mentre un terzo pari a 2,8 miliardi grava sui bilanci del settore bancario. A questa somma vanno aggiunti gli alti costi sostenuti ogni anno dalla Pubblica Amministrazione
22 Marzo 2013

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