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CARTE 2012 ... e tutto appare più chiaro (parte seconda)

CARTE 2012 ... e tutto appare più chiaro (parte seconda)

A che punto siamo con le iniziative a sostegno dell’Agenda Digitale? Quali ricadute e quali nuovi spazi per i pagamenti elettronici? Se ne è parlato a CARTE 2012...
Roberto Garavaglia
Il presente articolo fa parte di un contributo più ampio dell'Autore suddiviso in due parti. Per la prima parte dell'articolo, clicca qui .

La digitalizzazione dell'economia: il ruolo dei pagamenti elettronici

A una definizione “asettica” di economia, come disciplina che studia il sistema economico, ossia l'insieme della produzione, scambio, distribuzione e consumo di beni e servizi, desidero accostare un significato più vicino all’uomo e al proprio habitat (tratto dal pensiero di Lionel Robbins e Raymond Barre), che riconduce allo studio delle scelte razionali, compiute dai singoli e della società per impiegare risorse scarse, allo scopo di produrre vari tipi di beni e servizi, nonché delle scelte volte a distribuire questi ultimi tra gli individui e i gruppi sociali, per soddisfare al meglio i bisogni individuali e collettivi (la sintesi mi è offerta da Wikipedia).
Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI, ha deciso , con grande oculatezza, di titolare il suo intervento introduttivo di CARTE 2012 del 15 novembre: “ Agenda digitale: i pagamenti a servizio delle persone” . Questo titolo porta all’evidenza il valore delle persone, capaci di scelte razionali per la gestione della scarsità, di cui alla definizione di economia più sopra ricordata. È anche e sopratutto a questi soggetti che il sistema dei pagamenti deve rivolgersi, laddove un aumento della produttività ricade ad appannaggio dei medesimi.
L’andamento negativo della produttività dei fattori rappresenta un problema per l’Italia, che si colloca ben sotto la media europea (quasi 10 punti di divario) e gli indici di sviluppo tecnologico riportano il nostro paese in posizioni poco competitive rispetto ad altri Stati europei.
In uno scenario siffatto, appare necessario guardare alla digitalizzazione come leva d’innovazione e crescita. Secondo uno studio congiunto BGC e ABI, tre sono le priorità che devono essere focalizzate:
  • normativa digitale “amichevole” , intesa come creazione di un contesto normativo certo e favorevole alla digitalizzazione (per esempio firma elettronica avanzata unica e user friendly, piena validità legale documenti elettronici, ecc.);
  • ecosistema digitale pubblico , inteso come modernizzazione delle pubbliche amministrazioni, creando un ecosistema pubblico digitale e interoperabile d’avanguardia, con l’integrazione avanzata di reti, sistemi e flussi informativi/documentali tra banche, PA, cittadini e imprese;
  • stimolo dei comportamenti ‘’digitali’’ ( privati ), inteso nell’accezione di un miglioramento della percezione dei clienti, riguardo ai canali digitali in termini di sicurezza, convenienza e facilità di utilizzo (incentivo all’utilizzo di strumenti e canali digitali).
Sin qui abbiamo discusso di produttività e digitalizzazione come elementi referenziali di un miglioramento economico, ma vediamo ora come i pagamenti elettronici potrebbero contribuirne in concreto l’affermarsi. Secondo la Banca d'Italia (Relazione annuale sul 2011) “da un esercizio di simulazione condotto sulla base dell’indagine sul costo dei servizi di pagamento al dettaglio, si può stimare un risparmio potenziale complessivo per l’economia pari a circa lo 0,3 per cento del Pil, qualora l’Italia si posizioni al livello dei paesi europei più evoluti in termini di diffusione di strumenti di pagamento elettronici in sostituzione sia del contante, sia delle tecnologie transattive tradizionali (procedure cartacee e manuali)’’.

La diffusione dei pagamenti elettronici: cosa è stato fatto

Alla data in cui scrivo questo articolo, l’azione di Governo ha visto in particolare l’emanazione di due importanti testi legislativi:
  • D.L. 201/2011 (SalvaItalia), che all’art.12 prevede:
  • pagamenti elettronici della PA (obbligo di utilizzo di strumenti elettronici per importi superiori a euro 1.000 €);
  • incentivi all’inclusione finanziaria (conto di base);
  • regole volte ad assicurare la riduzione delle commissioni applicate agli esercenti per pagamenti acquisiti tramite carte di pagamento (commi 9 e 10);
  • D.L. 179/2012 (Sviluppo-bis) convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012 n. 221:
  • con l’obiettivo di facilitare una migliore digitalizzazione dei servizi al cittadino - fra cui il trasporto pubblico - e nel dare impulso all’impiego dei pagamenti elettronici, il decreto contempla espressamente l’impiego di tecnologie mobili (art. 8 e art. 15, comma 5, rispettivamente);
  • dal 1° gennaio 2014 (art. 15 - comma 4) i soggetti che effettuano l’attività di vendita prodotti e di prestazione dei servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito.
Molto rimane ancora da fare sul piano normativo, per favorire la diffusione e la piena interoperabilità dei pagamenti elettronici (vedi Azione 7 dell’Agenda Digitale Europea). A mio avviso, ritengo di particolare rilevanza le azioni che potranno, rectius , dovranno accadere nella direzione di una riduzione delle commissioni a carico dell’esercente (pur nel rispetto di tutte le parti coinvolte) e all’indirizzo di una sempre più ampia diffusione dei conti di pagamento (di cui al conto di base previsto all’art. 12 , comma 4, del D.L. SalvaItalia).
In relazione al Decreto Sviluppo-bis, osservo come all’art. 8 – comma 3 (impiego del credito telefonico per il pagamento di un biglietto di trasporto pubblico), un equilibro tra le indicazioni di controllo e razionalizzazione contenute nella PSD e una maggiore “deregolamentazione” richiesta dagli operatori del settore, sembrerebbe potersi ravvisare, in quella modifica introdotta con la conversione in legge del Decreto, che recita: “Tenuto conto del carattere di pubblica utilità del servizio ed al fine di assicurarne la massima diffusione, le aziende di trasporto di cui al comma 1 e le amministrazioni interessate, anche in deroga alle normative di settore, consentono l'utilizzo della bigliettazione elettronica attraverso strumenti di pagamento in mobilita', anche attraverso l'addebito diretto su credito telefonico e nel rispetto del limite di spesa per ciascun biglietto acquistato, previsto dalle vigenti disposizioni, tramite qualsiasi dispositivo di telecomunicazione. Il titolo digitale del biglietto e' consegnato sul dispositivo di comunicazione” (rileva osservare sia la previsione di deroga alle normative di settore sia il richiamo al rispetto del limite di spesa per ciascun biglietto acquistato, entrambe modificazioni su cui, tuttavia, è prematuro esprimersi definitivamente, nell’attesa di possibili e successive misure attuative).
Cosa altro serve per promuovere e valorizzare efficacemente l’utilizzo dei pagamenti elettronici? Secondo Sabatini è necessario un approccio multistakeholder, laddove “per dare concretezza e conferire successo alle possibili iniziative è necessario costruire un consenso politico reale delle forze economiche, politiche e sociali coinvolte intorno agli obiettivi complessivi che si vogliono raggiungere”, in una parola, significa auspicare un enforcement di tutte le parti in gioco (Governo, industria bancaria, rappresentanze mondo industriale/imprenditoriale, associazioni dei consumatori, ecc.).

Innovazione e competizione: il futuro che verrà

Termino richiamando un punto a me particolarmente caro. Nella prima parte del mio contributo , ho accennato al bisogno di pervenire a un equilibrio di tipo “coopetitivo”, che imponga agli attori del sistema, siano essi tradizionale o nuovi entranti, di sviluppare forme di concorrenza sui prodotti e sui servizi, rispettando i principi d’interoperabilità e integrazione con l’adozione di standard e di regole comuni.
Nell’ambito del consolidamento della SEPA e con l’obiettivo di realizzare l’Agenda Digitale, il quadro normativo pone (nella propria visione complessiva e coordinata) le necessarie “condizioni a contorno” per delineare uno spazio all’interno del quale vengono garantite pari condizioni di accesso ed esercizio (il c.d. level playing field ).
Se guardiamo all’innovazione dei pagamenti elettronici, la cornice legislativa deve inquadrare, necessariamente, tre aspetti fondamentali per uno sviluppo reale ed equilibrato:
  • trasparenza,
  • obblighi delle parti,
  • sviluppo commerciale e nuovi entranti.
In assenza di un’azione programmatica che sappia calibrare i giusti pesi e riesca a individuare una sorta di trade-off tra regulation e deregulation, mi soffermo ancora sul testo approvato a Strasburgo il 20 novembre 2012 (che citavo all’inizio del primo articolo) relativo alla risoluzione del Parlamento Europeo sul Green Paper della CE, ed estraggo un’indicazione nella quale credo sinceramente. L'autoregolamentazione basata sul mercato in cooperazione tra tutte le parti interessate può non raggiungere i risultati desiderati in tempi ragionevoli a causa d’interessi contrastanti; si attende pertanto che la Commissione Europea presenti le necessarie proposte legislative al fine di contribuire a garantire un reale sviluppo per i pagamenti tramite carte, internet e telefono mobile e a tale riguardo si sottolinea l'importanza della prossima revisione della direttiva sui servizi di pagamento.
Come dire … se il futuro è un’ipotesi, il futuro dei pagamenti elettronici può essere ancora rivisto.

Roberto Garavaglia è consulente sui sistemi di pagamento elettronico e monetica ed è autore del blog CloseToPay.com

Il presente articolo fa parte di un contributo più ampio dell'Autore suddiviso in due parti. Per la prima parte, clicca qui .

Per saperne di più sull'evento CARTE 2012, vai allo SPECIALE

23 Gennaio 2013

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