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Centro in primo piano

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A Firenze e a Perugia si sono tenuti due incontri sul credito e altri temi di rilievo di due importanti aree del Centro Italia. I Presidenti delle Commissioni regionali ABI Toscana e ABI Umbria fanno il punto sull’attività sul territorio
Ildegarda Ferraro, Gianluca Smiriglia
Toscana e Umbria in primo piano, con i Presidenti delle due Commissioni regionali, Ferdinando Quattrucci e Alfredo Pallini, interpreti attenti di quanto accade in ambito locale. Due incontri con la stampa hanno permesso di fare il punto sulle iniziative dell’ABI sul territorio nel centro Italia.

Banche toscane generose

A marzo 2010, i finanziamenti in Toscana hanno toccato quota 97 miliardi di euro: alle imprese 68 miliardi, alle famiglie 29. Commenta Ferdinando Quattrucci: «È una situazione florida. Siamo in controtendenza rispetto alla media nazionale. Addirittura il 3,8% per quanto riguarda le imprese e l’11,4% per le famiglie. Probabilmente questo è dovuto al sistema dei distretti, che nell’ambito del territorio ha risposto in maniera puntuale a quelle che potevano essere le tempeste che ci sono state altrove. Il sistema bancario toscano è stato più flessibile, perché coniuga esattamente l’atteggiamento più duttile che ha l’industria e l’artigianato toscano.
Ci sono dei timidi segnali di ripresa. L’essenziale è concertare, stare attenti alle aziende da premiare. L’importante è scegliere a chi dare più credito per far sì che sia trainante nei confronti dell’economia tutta».
È questo lo scenario tracciato da Quattrucci sulla situazione economica e creditizia della Regione. Sul fronte dei dati, per la Toscana si rileva un buon andamento dei depositi da parte della clientela: complessivamente 56,6 miliardi di euro pari ad un incremento del 5,5%. Tuttavia, a fronte dell’ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio con il risultato che le sofferenze sono cresciute del 44,3% a 4,6 miliardi di euro.
Prova positiva anche per la sospensione del pagamento delle rate di mutuo, iniziativa del Piano famiglie dell’Abi: tra febbraio e aprile 2010 sono stati 1.266 i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità nella Regione. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie toscane per far fronte alla crisi pari a 10,8 milioni di euro. Rispetto al dato nazionale l’8,9% delle famiglie è stato ammesso alla sospensione in Toscana.

Umbria: le banche fanno la loro parte

«In Umbria si impiegano alle famiglie e alle imprese 18 miliardi di euro, pari all’importo che si raccoglie. In questo periodo di crisi siamo stati particolarmente vicini alle imprese e alle famiglie. Abbiamo creato - grazie anche al contributo della Regione, di Gepafin e dei consorzi fidi - un Fondo anticrisi, che ha consentito di finanziare 700 aziende, che altrimenti non avrebbero trovato possibilità di finanziamento.
Abbiamo avuto un’attenzione costante nello star vicino alle situazioni di crisi aziendali. Il sistema bancario ha fatto e continuerà a fare la sua parte, pur nelle grandi difficoltà del contesto internazionale, dell’economia, delle crisi aziendali e delle difficoltà delle famiglie. Ognuno deve far bene il proprio mestiere, mettendosi nei panni dell’altro, con tanto dialogo e tanta trasparenza. Da un atteggiamento concreto da parte di tutti, dalla volontà del sistema bancario di essere cinghia di trasmissione dell’economia possono derivare buoni risultati e una risoluzione più tempestiva di questa crisi, che è di dimensioni tali da aver cambiato il modello di sviluppo». Per Alfredo Pallini quindi la soluzione alla crisi è il rafforzamento della collaborazione tra gli attori economici e istituzionali del territorio cui non manca il credito.
I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) hanno superato i 13 miliardi di euro a marzo 2010, con un aumento del 2,5% rispetto al 2009; alle famiglie consumatrici sono andati 5.8 miliardi con una crescita annuale del 7,8%.
I depositi da parte della clientela hanno toccato complessivamente 10.7 miliardi di euro pari ad un incremento del 2,8%. Anche in Umbria, però, la crisi si riflette sul livello delle sofferenze che sono cresciute del 41,7% a 990 milioni di euro.
Crisi che tuttavia non impedisce di venire incontro alle esigenze delle famiglie con la moratoria sulle rate di mutuo: tra febbraio e aprile 2010 sono stati 255 i contratti di mutuo che hanno usufruito della possibilità di sospensione. Con il risultato di una liquidità in più per le famiglie umbre pari a 1,4 milioni di euro. Rispetto al dato nazionale l’1,8% delle famiglie è stato ammesso a questa opportunità nella Regione.

Fattore sicurezza

Più che dimezzate le rapine in banca in Umbria. Nel 2009, infatti, i colpi allo sportello messi a segno nella regione sono stati 17 contro i 43 registrati nel 2008, con un calo del 60,5%. Anche a livello nazionale, del resto, le rapine allo sportello hanno fatto segnare una sensibile diminuzione, passando da 2.160 nel 2008 a 1.744 nel 2009 (-19,3%), pari a circa 35 rapine in meno al mese.  BF

Banche in Toscana

  • 114 banche per un totale di 2.557 sportelli che servono 276 comuni
  • 3.272 gli Atm, gli sportelli bancomat sparsi sul territorio
  • 93.372 i Pos, le apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi
  • lavoratori bancari pari al 7,8% del totale nazionale di settore che ha toccato le 343.000 unità

Banche in Umbria

  • 46 banche per un totale di 577 sportelli che servono 84 comuni
  • 944 gli Atm, gli sportelli Bancomat sul territorio
  • 19.002 i Pos, le apparecchiature per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi
  • lavoratori bancari pari all’1,2% del totale nazionale di settore
1 Dicembre 2010

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