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Chi sono i leader più social d'Europa

Chi sono i leader più social d'Europa

Una ricerca mette a confronto la gestione dei profili di 6 capi di Governo europei. Renzi il più popolare su Twitter, la Merkel sbanca su Facebook, Rajoy è il più attivo, mentre Tsipras riesce a ottenere seguaci anche all'estero. Hollande e Cameron i più istituzionali ...
Mattia Schieppati
Altro che riforme, buona amministrazione, visioni di sviluppo e ricette economiche. Nell'epoca della connessione permanente, un tweet vale più di mille comizi e una gestione costante e strategica del profilo Facebook costruisce giorno dopo giorno l'immagine del leader molto più che non una scaletta di passaggi su telegiornali e quotidiani. A inaugurare in Italia la stagione del social government è stato l'attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi (fin da quell'ormai celeberrimo hashtag #staisereno con cui, di fatto, mise fine al governo del suo predecessore, Enrico Letta). Ma se usciamo dai confini della social-sfera italiana, vediamo che negli ultimi cinque anni tutte le figure di riferimento delle politiche nazionali in Europa (Obama fa caso a sé, ovviamente ...) hanno cominciato a usare in modo strutturato i loro profili social come strumenti paralleli di comunicazione diretta non solo con i rispettivi elettorati, ma in generale per accompagnare con uno storytelling quotidiano (e necessariamente sintetico) la loro attività di governo (o di opposizione).
A sviluppare questa interessante analisi, che racconta tanto di come sta cambiando la politica, è una ricerca sviluppata dall'italiana Doing ( può essere scaricata qui ) intitolata "Prime 'social' Ministers. A social media analysis of 6 European Leaders" , che ha messo sotto osservazione i profili Facebook, Twitter e YouTube di 6 leader europei: oltre a Renzi, Alexis Tsipras, Angela Merkel, Mariano Rajoy, François Hollande e David Cameron. Valutando questi criteri:
  • popolarità (con uno spaccato analitico dei fan/followers),
  • analisi qualitativa e quantitativa dei contenuti,
  • capacità di engagement dei post/tweet,
  • network che ruota intorno al profilo Twitter di ciascuno,
  • capacità di penetrazione dei profili Twitter,
  • "online reputation" in generale, ovvero al di fuori dei profili ufficiali.

Quanto sono social i leader europei?

In generale, dalla ricerca emerge che Matteo Renzi è il più popolare su Twitter, Angela Merkel batte tutti su Facebook, Mariano Rajoy è il più attivo (ma alla frequenza di post, dice l’analisi, non corrisponde un altrettanto attivo coinvolgimento dei fan/follower, segno che i contenuti sono poco attrattivi), Alexis Tsipras riesce a prendere seguaci anche all'estero (l’ex leader greco ha due account, uno dei quali dedicato unicamente al dialogo con il mondo), mentre François Hollande e David Cameron sono troppo istituzionali, non sanno provocare la famosa "conversazione" che ogni leader che si rispetti dovrebbe in qualche modo alimentare con i propri follower/fan/elettori.
Non pare in discussione, a livello europeo, la leadership di Renzi su Twitter : sul sito di microblogging, il Presidente del Consiglio italiano ha registrato la crescita maggiore in termine di follower (+ 659.818 , seguito da Hollande a + 587.247, Rajoy a +409.439, Cameron a +353.394 e Tsipras a +234.986). Renzi è anche il leader che ha pubblicato il numero maggiore in assoluto di tweet (2.177.652 al 31 dicembre 2015), oltre a essere quello che risponde di più ai follower. A sorpresa, Angela Merkel non ha un profilo Twitter: una scelta controcorrente, se si considera che lo strumento dei 140 caratteri è ritenuto un social più istituzionale e gestibile rispetto a Facebook.
Renzi è quello che ha pubblicato il numero maggiore di tweet: oltre 2 milioni, con 650 mila follower. Con il solo tweet sulla strage di Parigi del 14 novembre scorso, il numero dei follower è salito di 7 mila
Angela Merkel non ha un profilo Twitter ma è molto attiva su FB: ha registrato l'incremento maggiore di fan (+41.100) il 3 settembre scorso, quando ha difeso la sua politica di accoglienza verso chi fugge dalla guerra
Interessante notare come i picchi delle interazioni con i messaggi “ufficiali” dei leader avvengano sotto lo stimolo di fatti di attualità. Il che dà il segnale di come questi canali siano ormai considerati dal pubblico dei veri e propri strumenti di informazione diretta e disintermediata. Il tweet che ha fatto guadagnare più follower a Renzi, per esempio, è stato quello del 14 novembre (+6.900) in cui ha espresso solidarietà al popolo francese dopo gli attentati. A ridosso degli eventi terroristici a Parigi, durante la stessa tragica occasione, François Hollande ha guadagnato oltre 100mila follower in un solo mese, vedendo crescere la sua community in un singolo giorno, il 13 novembre, sia su Twitter (+41.300 follower) che su Facebook (+51.400). Il giorno in cui Angela Merkel ha invece registrato l'incremento maggiore di fan (+41.100) su Facebook è il 3 settembre 2015, quando ha difeso la sua politica di accoglienza nei confronti di chi sfugge dalla guerra.
«La leadership si conquista e si mantiene sempre più attraverso i canali digitali» spiega Marco Massarotto, fondatore di Doing, durante la presentazione della ricerca avvenuta alla Camera dei Deputati: «I social media sono una vera piattaforma di intelligence politica per capire l'elettorato e pianificare la propria strategia». Massarotto non risparmia qualche consiglio diretto allo stesso Renzi: «Sui social ha indubbiamente una grande capacità comunicativa, ma con qualche limite: è scarsamente internazionale e parla poco alle donne».
16 Marzo 2016

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