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CIGS, guida all’anticipo

CIGS, guidaall’anticipo

L’ABI ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali una Convenzione che prevede l’anticipazione da parte delle banche aderenti, in attesa del pagamento diretto dell’Inps, dei trattamenti di cassa integrazione straordinaria
Giancarlo Durante
La necessità di fronteggiare in maniera efficace la situazione economica in atto in Italia ha stimolato il rafforzamento della collaborazione tra gli attori sociali. Il sistema del credito è stato tra i primi a muoversi in questa direzione, come dimostra l’accordo tra l’ABI e le Organizzazioni sindacali confederali e di categoria che ha portato, il 15 aprile 2009, alla firma di una Convenzione in tema di anticipazione sociale dell’indennità di cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), anche in deroga.
In seguito a questa Convenzione le banche aderenti anticipano, in attesa che venga avviato il pagamento diretto da parte dell’Inps, i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, anche in deroga, a favore di lavoratori sospesi dal lavoro a zero ore. Questo tipo di intervento, che offre una risposta concreta ai lavoratori interessati e alle loro famiglie, è una diretta conseguenza della situazione di crisi del sistema economico che, ripercuotendosi sul fronte aziendale ed occupazionale, ha messo a dura prova la tenuta degli strumenti previsti dal legislatore per far fronte a tali situazioni.

Più richieste per la CIGS

In contesto come quello attuale i cosiddetti “ammortizzatori sociali” hanno infatti assunto un ruolo di primo piano, sia sul fronte degli aspetti normativi sia di quelli operativi: la conferma viene dai dati diffusi recentemente dall’Inps.
Infatti, a dicembre 2009 si è registrato un aumento del 2,24% delle ore di cassa integrazione autorizzate (101 milioni) rispetto a novembre del medesimo anno, e un incremento del 230,6% rispetto ai 30 milioni di ore autorizzate a dicembre 2008. A tutto il 2009, invece, sono state autorizzate ben 918 milioni ore di cassa integrazione, con un aumento del 311,4% rispetto ai 223 milioni del 2008. L’Inps ha inoltre sottolineato come quasi un quarto delle richieste di cassa integrazione siano pervenute da una platea di aziende che nel 2008 non avevano diritto allo strumento e che ne hanno potuto fruire grazie all’estensione delle tutele operata con la cosiddetta cassa integrazione “in deroga”. Primi dati riferiti al gennaio 2010, diffusi dall’Istituto previdenziale, evidenziano come, pur essendoci stato un calo delle richieste di cassa integrazione del 17% rispetto alle ore autorizzate nel dicembre 2009, deve annotarsi un netto aumento delle ore autorizzate (84,5 milioni) rispetto ad un anno fa, con un incremento del 186,6% sul gennaio 2009.

Armotizzatori allargati

La situazione economica ha naturalmente generato una crescita del ricorso agli ammortizzatori sociali, favorendo in particolare il ricorso alla cassa integrazione “in deroga”, con cui vengono estesi i trattamenti di cassa integrazione in favore di soggetti non originariamente individuati tra i naturali destinatari. Infatti, ai principali ammortizzatori sociali, ossia la cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) e quella straordinaria (Cigs), possono ricorrere solo talune aziende e in presenza di determinati presupposti.
Inoltre, la conseguente mancanza di liquidità che affligge le imprese interessate da interventi di Cigs hanno come conseguenza che, sempre più spesso, le aziende non sono in grado di anticipare i relativi trattamenti ai lavoratori, come anche previsto dalla legge. Se a questo si uniscono i tempi talvolta non brevi per giungere alla concreta erogazione da parte dell’Inps dell’indennità di cassa integrazione aidipendenti coinvolti, è facile comprendere come tutto ciò si porti a situazioni di grande disagio per i lavoratori coinvolti e le loro famiglie.
Ciò ha spinto il settore bancario, insieme ai sindacati, a intervenire predisponendo uno strumento che consentisse di dare sollievo a situazioni di oggettiva difficoltà, sostenendo la disponibilità del reddito dei lavoratori, in un momento in cui la crisi in atto sta generando processi di ristrutturazione, riorganizzazione o chiusure di aziende.
La Convenzione nazionale ABI-Sindacati, in vigore fino al31 dicembre 2011, ha tenuto conto, estendendole a livello nazionale, di analoghe iniziative già assunte in sede locale nei mesi precedenti la stipula, sempre con il coinvolgimento dell’ABI, e ha anticipato soluzioni che hanno poi trovato larga diffusione anche in ambiti territoriali più ristretti.

Apertura di credito

Concretamente, le banche aderenti anticiperanno, nelle more del pagamento diretto da parte dell’Inps, i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, anche in deroga, a favore di lavoratori dipendenti da aziende che, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria, siano sospesi dal lavoro a zero ore per Cigs o Cig in deroga, nei casi in cui non viene erogata l’anticipazione dell’indennità da parte del datore di lavoro, avendone richiesto il pagamento diretto.
L’anticipazione avviene tramite un’apertura di credito in un conto corrente apposito, se richiesto dalla banca e con l’eventuale adozione di condizioni di favore, con disponibilità crescente per frazioni mensili, ognuna non superiore all’80% della retribuzione mensile percepita in servizio al netto di oneri sociali e fiscali (massimo 900 euro), per un massimo di sette mesi, per un importo complessivo non superiore a 6.000 euro. L’apertura di credito potrà cessare anche prima del predetto termine di sette mesi, qualora l’Inps proceda al versamento dell’indennità Cigs.

Coinvolte anche regioni e province

Non è mancato, infine, l’intervento degli enti territoriali – quali le Regioni Puglia e Liguria e le Province di Milano e Viterbo – che, come previsto dalla Convenzione nazionale, hanno contribuito alla sua implementazione: infatti, in diversi casi, in seguito alla sottoscrizione in sede locale di specifici Protocolli, favoriti e sottoscritti anche dall’ABI, sono state messe a disposizione dei lavoratori risorse economiche per concorrere alla migliore riuscita e diffusione dell’iniziativa sul relativo territorio.

Come accedere all’anticipazione

I lavoratori, al fine di fruire di questa anticipazione, possono rivolgersi alle banche aderenti alla Convenzione ovvero aderenti ad accordi a livello locale che hanno regolato tale fattispecie, il cui elenco è disponibile sul sito Internet dell’ABI ed aggiornato in tempo reale. Al 2 marzo 2010 le banche aderenti, presso le quali è possibile richiedere l’anticipazione, sono circa 120, equivalenti, dal punto di vista occupazionale, al 64% dei dipendenti di settore che operano in imprese bancarie. Gli sportelli retail in Italia presso i quali può essere richiesta la prestazione rappresentano il 66% del totale dei medesimi, di cui il 55% si riferisce ad imprese che hanno aderito alla convezione nazionale e l’11% a quelle che hanno aderito a convenzioni locali.
Ancor più significativo è il dato in ordine alla diffusione territoriale delle aziende che offrono l’anticipazione dei trattamenti Cigs laddove si consideri che in tutte le province italiane sono presenti strutture che garantiscono l’erogazione di tale anticipazione e pertanto è assicurata ad ogni lavoratore, in qualunque provincia italiana si trovi, la presenza di una struttura bancaria presso la quale poter richiedere, al ricorrere delle condizioni, tale prestazione.
1 Febbraio 2010

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