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Corsia preferenziale per le Pmi

Corsia preferenziale per le Pmi

Ipo Bank Facility è l’accordo tra ABI e Borsa Italiana per la concessione di linee di credito alle piccole e medie imprese pronte a sbarcare a Piazza Affari
Francesco Di Marco
Linee di credito privilegiate a disposizione delle Pmi pronte a sbarcare a Piazza Affari. Ad attivarle è un’intesa siglata tra l’ABI e Borsa italiana, denominata Ipo Bank Facility, che punta a mobilitare nel prossimo triennio sino a 1 miliardo di euro di risorse aggiuntive per incrementare la dotazione finanziaria che le aziende potranno destinare ai propri piani di rafforzamento nella fase successiva alla quotazione. “Questo accordo – ha commentato Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa italiana – rappresenta un concreto passo in avanti per supportare le so- cietà che decidono di quotarsi e aiutarle nel loro percorso di crescita e sviluppo. Per i prossimi mesi sono allo studio altre importanti iniziative”. A conferma dell’impegno per accelerare la crescita delle Pmi grazie alla Borsa verranno infatti avviate a breve ulteriori iniziative per favorire lo sviluppo sul mercato italiano di operatori specializzati nell’investimento in imprese a ridotta capitalizzazione.
Questo progetto si inserisce all’interno dell’accordo quadro siglato nel gennaio 2010 da ABI e Borsa Italiana per promuovere la quotazione come strumento di crescita delle imprese, in particolare delle Pmi. L’iniziativa ha già catalizzato l’interesse di importanti gruppi bancari italiani: tra gli aderenti della prima ora figurano Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Bper, Centrobanca (gruppo Ubi) e Cariparma (Credit Agricole), per un totale di 40 banche.

Le condizioni

D’ora in poi le società che si quoteranno in Borsa avranno dunque la possibilità di accedere in via privilegiata a linee di credito specifiche, con determinate caratteristiche:
  • il finanziamento di scopo a medio-lungo termine andrà destinato a un investimento materiale o finanziario, ad esempio un’acquisizione, e non alla sostituzione di un debito preesistente. L’ammontare verrà determinato applicando un multiplo (da uno a due) della quota di capitale raccolta dall’impresa sotto forma di offerta pubblica di sottoscrizione in sede di Ipo;
  • l’ammontare complessivo del finanziamento dovrà tener conto di un’equilibrata struttura finanziaria post-Ipo dell’impresa, in un’ottica di coerenza tra l’ammontare degli investimenti previsti e la relativa copertura;
  • le banche aderenti, entro 30 giorni dall’adesione all’accordo, renderanno operativo un percorso di fast track per l’istruttoria del finanziamento, consentendo l’utilizzo di parte delle informazioni già fornite dalle imprese a Borsa italiana in fase di ammissione alle negoziazioni.
“La partnership tra Borsa Italiana e ABI – ha rilevato Giovanni Sabatini, DG dell’ABI – evidenzia sempre di più l’attenzione che il sistema bancario pone nei confronti della quotazione come strumento di crescita e sviluppo delle imprese. Nostro obiettivo è rafforzare il rapporto tra industria bancaria e mondo produttivo non solo attraverso il credito, ma anche offrendo alle aziende strumenti per raccogliere sul mercato le risorse destinate a sostenerne i progetti di espansione”.

Il sì di Confindustria

L’intesa piace anche ai rappresentanti del mondo produttivo. “L’accordo – ha dichiarato Vincenzo Boccia Presidente Piccola Industria Confindustria – è un segnale importante anche per il nostro sistema imprenditoriale, per ampliare il nostro mercato finanziario e far compiere alle imprese quel salto culturale necessario per favorirne la crescita. L’intesa, inoltre, richiama il meccanismo di finanziamento introdotto nell’Avviso comune e negli accordi realizzati con alcune banche, a conferma del nostro interesse per tipologie di strumenti che mirano a superare la fragilità patrimoniale delle imprese e nei quali Piccola Industria di Confindustria crede fortemente”. Ha proseguito Boccia: “Confindustria è impegnata con Borsa italiana e il sistema bancario nella ridefinizione di un mercato per le imprese di dimensioni più contenute al fine di creare nuove opportunità di finanziamento e creare le condizioni per far emergere le eccellenze e trasformare le nostre aziende migliori in nuovi medi campioni nazionali”.
2 Novembre 2011

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