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Crescono le mezze stagioni

Crescono le mezze stagioni

Aumentano le fasce d’età e le classi sociali. Emergono nuovi percorsi di cui occorre tenere conto per chi, come la banca, non può fare a meno del dato sociologico. Perché accendere un mutuo a un giovane sessantenne di belle speranze è ben diverso dal fare affari con un anziano di cinquant’anni fa
Ildegarda Ferraro
E siamo a nove. Parliamo delle età dell’uomo. Va bene per bambini, adolescenti e giovani, ma poi ci sono i giovani-adulti, gli adulti e i tardo adulti. Seguono i giovani anziani, gli anziani e i grandi anziani. Altro che indovinello della Sfinge. Lei si limitava a chiedere al povero malcapitato quale sia quell’essere che al mattino va a quattro zampe, a mezzogiorno due e poi la sera a tre pur restando unico. Complicato, certo, ma in fondo una passeggiata per Edipo, che sapeva che l’uomo da piccolo si muove con le mani e i piedi, da adulto cammina normalmente e da vecchio con il bastone, che diventa la terza gamba. E comunque sempre meno difficile che definire oggi un sessantenne, che in fondo tutto è tranne che un anziano.
Si diventa giovani prima e lo si resta più a lungo. La speranza di vita negli anni ’50 era di 60 anni per gli uomini e di 65 per le donne, mentre oggi per gli uomini si attesta su 80 anni e per le donne su 85. Si è bambini fino ai 10 anni, adolescenti dagli 11 ai 20, giovani dai 21 ai 25. Vengono poi altre 3 fasce, giovani adulti dai 26 ai 34, adulti dai 35 ai 54 e tardo adulti dai 55 ai 64. Seguono i giovani anziani dai 65 ai 75, gli anziani dai 76 agli 84 e i grandi anziani oltre gli 85 anni.
Una lunga vita di cui tutti si occupano (vedi articolo su Corriere.it ), con particolare attenzione a questa prolungata maturità tutta da inventare. E così appaiono libri, come quello di Marc Freedman The Big Shift: Navigating the New Stage Beyond Midlif e e servizi sul tema dei giovani anziani ( clicca qui ).
E aumentano le fasce sociali. Non ci sono solo i ricchi e i poveri. In Gran Bretagna la vecchia immagine delle tre classi, upper, middle e working class, è stata superata da ben sette categorie: élite, classe media tradizionale, classe media tecnica, lavoratori tradizionali, terziario emergente, nuovi lavoratori benestanti e proletariato precario. The Great British Class Survey è una grande inchiesta della Bbc, che fotografa il fenomeno sulla base di un’approfondita analisi della London School of Economics e dell’Università di Manchester. E naturalmente è anche possibile sottoporsi al test per definire di che classe si fa parte.
Insomma, la società si arricchisce e sperimenta nuovi percorsi, che non vuol dire negare il disagio e la polarizzazione di ricchezza e povertà in momenti di crisi. Ma insieme al bicchiere mezzo vuoto c’è quello mezzo pieno, con anziani giovani e poveri ricchi.
E per le banche questo conta. Perché chi lavora con i risparmi dei consumatori, raccogliendo denaro e impiegandolo, non può dimenticare il dato antropologico e sociale. E così un mutuo o un prestito a un sessantenne di belle speranze assume una fisionomia diversa rispetto a fare affari con un anziano tout court. I cinquantenni, ma anche i sessantenni, sono più attivi che mai, impegnati a ridisegnare il proprio futuro.
E poi ci sono le aspirazioni, per immaginare il Paese che vorremmo. Forse sono solo sogni, ma in Italia si spera in una realtà rispettosa dell’ambiente, innovatrice, che si internazionalizzi, sicura e solidale, intraprendente, tollerante, multietnica e che mantenga il legame con le identità locali (vai all'articolo sulla Stampa.it ). Saranno solo speranze, ma certo è una mappa di valori ricca di possibili conseguenze.
24 Giugno 2013

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