18 Luglio 2018 / 16:39
Cultura finanziaria, italiani rimandati

 
Banca

Cultura finanziaria, italiani rimandati

1 Agosto 2010
L’indice PattiChiari 2010 della cultura finanziaria, anche se ancora insufficiente, mostra chiari progressi.L’impegno dell’industria bancaria e la maggiore attenzione dei media hanno contribuito al miglioramento, ma un italiano su due non pensa al proprio futuro economico
La cultura finanziaria degli italiani sta migliorando ma è ancora su livelli insufficienti: questo il principale risultato emerso dallo studio commissionato dal Consorzio PattiChiari ed effettuato su un campione di 2.000 famiglie e 4.200 individui. L’indagine assegna valore di 4,3 all’indice ICF PattiChiari (indice di cultura finanziaria), l’indicatore sintetico che è stato elaborato da The European House – Ambrosetti, sotto la supervisione del Professor Paolo Savona e del Professor Paolo Legrenzi e valuta la preparazione in ambito finanziario in una scala da 0 a 10.

I miglioramenti dal 2008

L’ICF assume il valore di 4,3 su una scala cha va da 0 a 10, dove 0 significa totale assenza di qualsiasi concetto o idea correlata al mondo finanziario, mentre 10 indica una conoscenza ottimale di nozioni, termini e concetti finanziari di base. Il valore di 4,3 appare quindi insufficiente, sebbene in positivo aumento (+23%) rispetto alla rilevazione del 2008, che si attestava al 3,5. Come valore soglia della sufficienza si considera un indicatore compreso tra 5 e 6. È importante inoltre evidenziare come, analogamente al 2008, nessun indicatore superi questa soglia, quindi i risultati indichino un livello ancora insufficiente in tutte le componenti: l’indicatore relativo al livello di preparazione finanziaria (4,9) mostra un valore più elevato rispetto a quello inerente l’informazione finanziaria (3,9) e alle scelte comportamentali (4,6). L’incremento dell’indice è da imputarsi principalmente alla forte variazione positiva dell’indicatore sul livello di informazione degli italiani, cresciuto del 26%. Sicuramente ha aiutato il maggiore spazio riservato ai temi finanziari da parte dei media, ma anche la maggiore preoccupazione degli individui per la propria situazione finanziaria.

Dipende dall’età

L’analisi dell’ICF PattiChiari 2010 per classi di età mostra come la cultura finanziaria cresca con l’età: gli individui over 35 anni hanno una cultura finanziaria superiore del 50% rispetto a quelli under 35 anni. L’indice ICF PattiChiari 2010 mostra valori analoghi sia per la fascia di età i 35–54 che per quella over 54. Tuttavia, quest’ultimi (over 54) risultano più preparati e si informano di più, rispetto ai primi (da 35 a 54 anni) che, invece, sembrano mettere in atto migliori scelte comportamentali dal punto di vista finanziario. Tale dato desta alcune preoccupazioni, poiché le scelte che condizionano la vita futura sono effettuate, in genere, prima dei 35 anni. Questi risultati mostrano come i giovani, che rappresenteranno l’Italia di domani, siano impreparati su temi finanziari, mentre gli individui più anziani vantano maggiori competenze e capacità finanziarie. Per quanto concerne le scelte comportamentali, la carenza di educazione finanziaria porta oltre un italiano su due - il 53% - a non pensare al proprio futuro dal punto di vista economico contro il 25% che sta già progettando come affrontarlo ed il 22% che ci pensa ma non si è ancora attivato in questo senso. Rispetto al 2008 aumenta comunque di 7 punti (da 18% a 25%) la percentuale di chi ci pensa e lo progetta in modo attivo.

Conquistare i giovani

Il confronto fra le analisi del 2008 e del 2010 evidenzia come il cittadino medio italiano disponga di un livello di preparazione finanziaria ancora insufficiente, si informi poco e tenda a “non mettere in pratica” le conoscenze finanziarie possedute. La fascia dei giovani rappresenta uno dei segmenti principali su cui agire attraverso azioni formative e informative mirate. Fra le possibili proposte d’intervento sono state citate: potenziare l’Osservatorio sul livello di cultura finanziaria degli italiani, magari con il coinvolgimento delle regioni; accrescere l’impegno dell’industria bancaria nello sviluppo di riflessioni e strumenti per un maggior livello di chiarezza e semplificazione dell’informazione alla clientela; attivare programmi di educazione finanziaria con obiettivi a lungo periodo con il coinvolgimento del sistema scolastico centrale per la categoria giovani.
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