15 Settembre 2019 / 18:52
Da finanza etica a finanza sostenibile

 
Banca

Da finanza etica a finanza sostenibile

di Simona Ceccarelli - 11 Settembre 2019
I fattori Esg come nuova value proposition per le imprese, comprese quelle del mondo assicurativo e bancario: l’analisi di Simona Ceccarelli di  Scs Consulting che al Convegno Bancassicurazione 2019 affronterà tali temi nella plenaria del 25 settembre “L'evoluzione e il cambiamento del mercato vita e welfare”
Negli ultimi mesi sempre più di frequente il dibattito pubblico si sta concentrando sugli effetti del cambiamento climatico, anche attraverso campagne di sensibilizzazione volte a trasmettere il senso di urgenza legato agli impatti di breve e medio periodo a questo connessi.
The Global Risk Report 2019, a cura del World Economic Forum (Wef), mostra come negli anni sia evoluta la natura dei principali rischi, per probabilità di accadimento e impatto, evidenziando la prevalenza di rischi ambientali, sociali e tecnologici, anziché quelli di tipo economico come in passato. 
Di fronte a uno scenario così complesso, anche le imprese sono sempre più consapevoli che per essere competitive è necessario gestire i “nuovi rischi” emergenti nonostante ciò comporti ancora alcune difficoltà legate a modelli di rappresentazione dei rischi che difficilmente riescono a descrivere scenari di una realtà in continuo, sempre più rapido, cambiamento.
A grandi rischi corrispondono però altrettanto grandi opportunità. La società nella sua accezione più ampia si sta mobilitando per adottare nuove abitudini e fornire una risposta adeguata alle nuove esigenze. Se da una parte i consumatori orientano sempre più la domanda verso un mercato più consapevole, dall’altro lato governance e attenzione verso temi ambientali e sociali risultano valori fondamentali per le imprese di ogni settore.
L’attenzione su questi nuovi temi condiziona anche il mondo degli investimenti, non solo da un punto di vista etico ma mettendo in risalto il legame che esiste tra sostenibilità economica e le questioni collegate alle risorse ambientali, sociali e le politiche di gestione aziendale, incoraggiando in questo modo l’attenzione da parte delle imprese ai cosiddetti fattori Esg (Environmental, Social, Governance).

L’attenzione ai fattori Esg genera valore

Il grafico sotto, che riporta il rendimento cumulate dei titoli dell’indice Stoxx Europe 600 in funzione del rating Esg, evidenzia che le imprese caratterizzate da valutazioni su fattori Esg più elevate ottengono rendimenti differenziali superiori (fonte: La relazione fra rating Esg e performance di mercato: uno studio sui titoli dell’indice Stoxx® Europe 600, Quaderno di ricerca Banor Sim e Politecnico di Milano).
È dunque la società più attenta e partecipe alle questioni Esg di quanto non sia mai stato, nonché un’oggettiva capacità di creazione di valore nel lungo periodo a fornire la spinta a favore di cambiamento, innovazione scientifica, regolamentazione. L’attenzione crescente alle dinamiche legate al tema della sostenibilità è accompagnata da interventi istituzionali, per primi quelli dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, nel tentativo di delineare un quadro normativo capace di allineare interventi e iniziative dei singoli paesi verso un obiettivo comune.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e l'Action Plan

Innanzitutto, l’ampiezza degli impegni assunti trova riscontro nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati per il 2030.
 
Inoltre, lo scorso marzo 2018, la Commissione Europea ha presentato l’Action Plan per finanziare la crescita sostenibile, un insieme di azioni riassunte in 10 punti, in linea con l’Accordo di Parigi sul clima e volte al rafforzamento del ruolo della finanza nella transizione verso un’economia sostenibile. In sintesi, si punta ad orientare gli investimenti in ottica di sostenibilità, incoraggiando approcci di medio-lungo periodo, nonché una gestione efficace dei rischi finanziari connessi al cambiamento climatico.
Nonostante ancora non vi sia una definizione universale per gli investimenti sostenibili l’orientamento è integrare i fattori Esg nel business. Infatti, il primo punto dello stesso Action Plan è volto a introdurre un sistema condiviso di definizione e classificazione delle attività economiche da considerare “sostenibili”.
Inoltre, tra gli interventi previsti dall’Action Plan, sono di particolare interesse per gli operatori del settore finanziario, le seguenti previsioni:
  • includere le preferenze dei clienti in materia di sostenibilità tra gli elementi da considerare nell’ambito dei servizi di consulenza, nell’ambito delle direttive Mifid II e Idd e le linee guida Esma con particolare riferimento alla valutazione di adeguatezza dei prodotti (punto 4 del Piano);
  • introdurre i criteri di sostenibilità nella definizione di dovere fiduciario, che vincola gli investitori istituzionali ad agire nel migliore interesse dei beneficiari, nell’ambito della Direttiva Iorp II (punto 7 del Piano).
 

Gli investimenti sostenibili

I recenti orientamenti delle politiche pubbliche danno continuità e valore al lavoro svolto dai “pionieri” degli investimenti Sri (Social Responsible Investment). Sin dal 2006 le Nazioni Unite infatti hanno promosso sei principi volti a “favorire la diffusione dell’investimento sostenibile e responsabile tra gli investitori istituzionali” (Principles for Responsible Investment - Pri, http://investiresponsabilmente.it/glossario/pri/).
A oggi i firmatari dei Pri contano più di 1.200 aziende tra tutti i paesi del mondo, con un trend in forte crescita guidato da Stati Uniti, Inghilterra e Italia per numero di sottoscrizioni (fonte: Etica News, https://www.eticanews.it/in-breve/unpri-nel-2019-litalia-e-la-terza-al-mondo-per-sottoscrizioni).
L’applicazione di strategie di investimento “sostenibili” è assolutamente trasversale ad ogni asset class. La Global Sustainable Investment Alliance (Gsia) ha individuato tra questi, sette approcci, o strategie, più seguiti nel mercato degli investimenti (fonte: Forum per la Finanza Sostenibile, http://investiresponsabilmente.it/2015/02/25/sri-un-mercato-promettente-a-livello-globale/):
  • esclusioni: approccio tra i più usati in Europa, prevede l’esclusione di tutte le imprese che operano in determinati settori dall’universo investibile. Criteri alla base dell’esclusione sono generalmente le armi, la pornografia, il tabacco, il gioco d’azzardo, i test su animaliì;
  • convenzioni internazionali: criterio di selezione delle imprese che aderiscono a determinate norme o trattati. Ad esempio, le Convenzioni Onu ed altre agenzie quali Unicef, Ilo, Unep;
  • integrazione istanze Esg: tipologia di approccio che richiede raccolta e analisi dati. Questi dati una volta raccolti sono utilizzati per assegnare un punteggio alle singole imprese in funzione di parametri che esulano dall'aspetto puramente economico e finanziario e considerano piuttosto criteri di gestione Esg;
  • tipologia di approccio che richiede raccolta e analisi dati;
  • best in class: selezione che avviene in base all’impegno e ai risultati raggiunti delle società riguardo temi di carattere Esg;
  • investimenti tematici: valorizzazione degli emittenti in portafoglio per investimenti a tema. Come possono essere l’efficienza energetica, la salute, i diritti dei bambini;
  • engagement: generalmente si tratta di strategie a lungo periodo, volte al dialogo e a influenzare il management delle società in termini di trasparenza e positività di comportamento rispetto alle tematiche Esg;
  • impact investing: investimenti volti a generare un impatto socio-ambientale positivo non esclusivamente volto al ritorno economico. Come ad esempio il social housing, green bond, investimenti in microfinanza.
Oggi nei principali mercati globali il valore complessivo degli investimenti sostenibili si aggira attorno ai 31 miliardi di dollari e l’Europa rappresenta da sola quasi la metà del volume totale di investimenti sostenibili (fonte: Gsia, http://www.gsi-alliance.org/trends-report-2018/).
Tuttavia, studi recenti mostrano la progressiva partecipazione delle maggiori economie. Tra tutte il Giappone, che ha triplicato i suoi numeri registrando una forte crescita dal 2016 al 2018 e sfiorando la soglia del 20% di investimenti sostenibili sul volume annuo.

L’Italia e la crescita di strategie Sri

Anche l’Italia si allinea al trend europeo, registrando un aumento costante di investimenti gestiti secondo criteri Sri, come evidenziato dal seguente grafico che illustra l’ammontare in milioni di euro degli investimenti realizzati in funzione delle differenti strategie sopra illustrate (European Sri Study 2018).
Nella sessione plenaria del 25 settembre “L'evoluzione e il cambiamento del mercato vita e welfare” del Convegno Bancassicurazione 2019 (vedi lo speciale di Bancaforte) è proprio a partire da tali evidenze di contesto che ci focalizzeremo anche sugli impatti legati ad una proposizione di valore per il cliente Esg.
 
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