19 Ottobre 2018 / 15:50
Da Giotto a Morandi, la storia dell’arte nelle collezioni bancarie

 
Banca

Da Giotto a Morandi, la storia dell’arte nelle collezioni bancarie

di Maddalena Libertini - 6 Giugno 2017
Cento opere selezionate da Vittorio Sgarbi nelle raccolte di banche e fondazioni bancarie compongono a Perugia una galleria ideale dell’arte italiana dal Trecento al Novecento
Tra la fine del 1991 e il 1992, in attuazione alla Legge Amato, venivano create le prime Fondazioni bancarie con la missione di promuovere attività socio-culturali e di beneficenza. Oggi, a 25 anni di distanza, la mostra “Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata da Fondazione CariPerugia Arte, permette di apprezzare la qualità e la varietà dello sconfinato patrimonio artistico conservato e tutelato da banche e fondazioni su tutto il territorio nazionale.
Un “magnifico museo parallelo” lo ha definito Vittorio Sgarbi che ha selezionato le cento opere esposte a Palazzo Baldeschi a Perugia nelle collezioni di oltre venti fondazioni e di sei banche, dal Veneto alla Sicilia, tracciando un percorso emozionante dell’arte italiana che si dipana in ordine cronologico attraverso sette secoli.
Ad accogliere idealmente il visitatore sono infatti un San Francesco su fondo oro di Giotto prestato
dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e l’immagine icona scelta per la mostra, la Vergine Assunta tra i santi Tommaso e Sebastiano di Matteo da Gualdo, particolarmente amata da Sgarbi, che insieme alle altre due Madonne del Perugino e del Pinturicchio danno un saggio dei capolavori della Fondazione perugina padrona di casa.
Da Beato Angelico a Dosso Dossi, a Guido Reni, al Guercino, alle vedute di van Wittel e Bellotto fino all’Ottocento con Giovanni Fattori, De Nittis, Boldini, Pellizza da Volpedo, e al Novecento di Gemito, Scipione, Carrà, Morandi, si moltiplicano i nomi dei grandi maestri esposti, ma la mostra è anche l’occasione per riscoprire opere e artisti meno noti come il visionario e originale Cristo confortato dagli Angeli di Cecco Bravo della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia o il tenerissimo abbraccio tra San Giuseppe e Gesù Bambino di Battistello prestato dalla BPM.
“Per la vocazione di impegno legato alla valorizzazione dell’identità del proprio territorio - ha detto Giampiero Bianconi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia - le collezioni di banche e fondazioni raccontano spesso una storia dell’arte legata agli sviluppi locali e regionali. In questa importante ricorrenza del venticinquennale, l’adesione di tanti prestatori ha consentito di allestire un museo vero e proprio, non più regionale ma nazionale, in cui convergono artisti da tutta Italia, e allo stesso tempo di offrire uno spaccato molto preciso del patrimonio variegato di queste realtà. Crediamo che questo progetto possa anche contribuire ad attrarre visitatori in Umbria, per noi questo è un altro aspetto importante”.
La mostra testimonia quindi l’azione delle fondazioni nel settore dell’arte che nel corso degli anni, oltre alla sponsorizzazione di eventi culturali, al finanziamento di restauri e, in generale, alle iniziative filantropiche per le comunità di riferimento, si è concretizzata in una forma di collezionismo privato che non ha eguali nel nostro Paese e che si è integrato con propri percorsi espositivi, temporanei o permanenti, nei circuiti artistici delle città italiane. Non secondario in questo intento il recupero e l’utilizzo di importanti palazzi storici adibiti a sedi di esposizioni ed eventi come lo stesso Palazzo Baldeschi.
Ma le valenze di questa mostra non si esauriscono qui/al valore artistico: da una parte, la volontà degli organizzatori e del curatore di farne anche un volano di richiamo turistico per una regione fortemente penalizzata dagli effetti concreti e da quelli mediatici del terremoto; dall’altra, una parte dei proventi saranno devoluti al restauro dei beni culturali danneggiati dal sisma.
“Tutte le altre città dell’Umbria hanno pagato un prezzo molto alto per il terremoto, anche quelle come Perugia, Gubbio, Assisi, Todi, Orvieto che non sono state danneggiate. La mostra nasce in questo momento ma non ha frenato né noi né altri prestatori in una adesione che rappresenta anche un messaggio per far tornare i turisti in questi luoghi. L’impegno della nostra Fondazione
proseguirà e stiamo lavorando per esporre ad Assisi le opere d’arte recuperate dal sisma”, ha dichiarato Giuseppe Depretis, Presidente della Fondazione CariPerugia Arte, “i due progetti si integrano e possono essere considerati una prosecuzione della politica della Fondazione, anche attraverso la creazione dell’ente strumentale Fondazione CariPerugia Arte nel 2014, di sempre maggiore apertura verso il territorio e i turisti, di promozione e messa a disposizione del pubblico del nostro patrimonio d’arte”. Il catalogo curato da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale completa il quadro delle attività della fondazione con il sostegno all’editoria d’arte.
“Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane”
Fino al 15 settembre 2017
Perugia, Palazzo Baldeschi, corso Vannucci 66

Una nuova mostra a Perugia

Sono numerose le iniziative promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dalla Fondazione CariPerugia Arte in ambito culturale ed artistico. Sempre a Perugia, a Palazzo Lippi Alessandri, ha appena inaugurato la mostra “Un immenso bene umbro” che racconta le attività dei primi 25 anni delle sei fondazioni di origine bancaria dell’Umbria attraverso opere, volumi, filmati e altri materiali, mentre a Palazzo Baldeschi hanno sede anche le due esposizioni permanenti della fondazione, la preziosa collezione di maioliche rinascimentali e la collezione Marabottini.
La Fondazione ha altre due sedi espositive: a Gubbio dove sono state restaurate e riaperte al pubblico le Logge dei Tiratori della Lana con la mostra "De Chirico, Sironi, Depero.... Le Regole alle Logge”, e a Palazzo Bonacquisti ad Assisi dove sono state allestite mostre più legate a tematiche religiose come “I Giubilei del Novecento”.
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