20 Luglio 2018 / 06:52
Dal World Economic Forum un allarme sulla sicurezza informatica. E il mobile…

 
Sicurezza

Dal World Economic Forum un allarme sulla sicurezza informatica. E il mobile…

di Mattia Schieppati - 30 Gennaio 2013
70 grandi aziende e 25 governi insieme per il Partnering for Cyber Resilience, l'iniziativa globale nata per proteggere la rete che ora entra anche nell'Agenda Europea
Il tema della sicurezza informatica - riconosciuta come elemento fondamentale per lo sviluppo economico a livello globale - si è guadagnato uno spazio di rilievo all'ultimo World Economic Forum, l'appuntamento clou della business community e della politica internazionale che si è appena concluso a Davos, in Svizzera.
Dallo scorso anno infatti è stata attivata, nell'ambito del Forum, l'iniziativa della Partnering for Cyber Resilience, un punto di raccordo e di confronto multistakeholder (ne fanno parte una settantina di big companies attive in 15 diversi settori di business e i rappresentanti dei governi di 25 Paesi) sul tema della sicurezza del web a livello globale, che si sono dati l'obiettivo di attuare azioni e politiche coordinate mirate a rafforzare l'affidabilità della rete e la sua "impermeabilità" agli attacchi. Ma anche immaginare insieme come far sì che Internet diventi uno strumento sempre più potente, utilizzato e condiviso per lo sviluppo delle imprese. Perché, come recita il documento costitutivo, «la capacità di mettere a punto un ambiente sicuro all'interno del quale gli individui e le imprese possano interagire online è un punto chiave nella strategia di innovazione e di sviluppo a beneficio di tutta la comunità globale. La sicurezza della rete non deve essere più pensata dalle aziende e dai governi come un costo, ma come un investimento sullo sviluppo».
Insieme, i leader delle organizzazioni che hanno dato vita al partenariato hanno sottoscritto una piattaforma di principi base da adottare per sviluppare davvero un approccio integrato e strategico a tutela dei rischi, ma anche a favore delle opportunità che il web oggi presenta. Con l'impegno di svolgere un'azione coordinata per garantire un ambiente digitale sicuro per tutti.
Si tratta del primo passo di un'attività che vuole essere aperta e inclusiva: nella conferenza di lancio della piattaforma, cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali (come Neelie Kroes, vicepresidente e commissario per l'Agenda Digitale della Commissione Europea) e del mondo delle imprese (tra gli altri, Richard Haythornthwaite, Presidente di MasterCard, Ian Livingston, AD di BT Group, Eugene Kaspersky, Ceo dell’azienda leader nella sicurezza informatica) è stato infatti ufficialmente presentato un documento con i Principi e le linee guida del partenariato (vedi pdf), sulla base del quale nel corso del 2012 il gruppo ha lavorato, e che contiene anche un sintetico Vademecum per il cyber risk management: una serie di indicazioni destinati ai manager con ruoli executive per organizzare al meglio la sicurezza della rete della propria azienda, ma anche per individuarne punti di forza e punti di debolezza, e quindi agire di conseguenza.
«Ci sono solo due tipi di Cio», ha detto provocatoriamente Francis Maude, Ministro per l'Attuazione del programma del Governo britannico, «Quelli che sanno già di aver subìto un attacco informatico e quelli che ancora non lo sanno». Come a dire: siamo tutti sotto attacco. L'aumento esponenziale degli attacchi hacker a livello mondiale, e l'orientamento sempre più specializzato del cybercrime sul fronte dello spionaggio e del boicottaggio aziendale sono stati i temi caldi del confronto, cui si è aggiunto il richiamo di John Herring, fondatore dell'app Lookout, alla nuova frontiera del crimine informatico costituita dal mobile, canale attraverso il quale da qui al 2014 le aziende convoglieranno molto del loro business e dei loro processi operativi.
Un confronto che non sembra essere destinato solo all'élite che ha annualmente accesso a Davos: è previsto infatti che il prossimo 7 febbraio il Commissario Kroes porti all'attenzione della Commissione europea le evidenze emerse nell'ambito della Partnering for Cyber Resilience, per chiedere un impegno diretto dell'Unione e di tutti i suoi Stati membri su questa piattaforma di lavoro.
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