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eBay e Confcommercio insieme per scuotere l'e-commerce

eBay e Confcommercio insieme per scuotere l'e-commerce

Solo il 52% delle Pmi italiane ha un sito aziendale e il 92% non ha mai nemmeno pensato a un canale di vendita su Internet. A loro si rivolge il marketplace digitale, che trova un alleato importante ...
Mattia Schieppati
«Immaginate un grande centro commerciale in cui diamo in affitto un negozio personalizzabile, e in cambio offriamo un posto sicuro a chi acquista e a chi vende e una piattaforma tecnologica molto avanzata: ecco questo è quello che siamo oggi». A parlare è Claudio Raimondi, general manager per Italia di eBay, piattaforma tra le più "antiche" del mondo digitale (nato nel 1995 come sito di aste online, è oggi con un fatturati di 14 miliardi di dollari a buon diritto un colosso dell'era Internet), che ha annunciato un accordo con Confcommercio che garantisce all'azienda di San Josè e quotata al Nasdaq un ruolo importante nel tentare di dare uno scossone all'e-commerce italiano. Provando ad aprire le porte della vendita online a quel 92% di piccole e medie imprese, tra cui la maggior parte commercianti al dettaglio, che «non hanno mai nemmeno pensato ad aprire un canale di vendita online», come certifica una ricerca svolta dalla società di ricerche statistiche TNS.

Pmi ed e-commerce, un rapporto in erba

Un progetto che vede lavorare in maniera sinergica eBay e Confcommercio, che hanno sottoscritto un accordo per mettere a disposizione delle 700 mila aziende associate alla confederazione i (possibili) vantaggi dell'essere presenti sul marketplace dell'azienda hi-tech. Un percorso tutto in salita, dice la ricerca. Il 95% delle Pmi intervistate ha una connessione Internet, ma solo il 52% di queste ha un sito aziendale e il 92%, come anticipato, non ha mai preso in considerazione l'idea di vendere online. Altri dati interessanti:
  • l’88% delle Pmi intervistate ritiene l’e-commerce poco o per nulla utile;
  • il 26% teme che il commercio elettronico possa essere rischioso per il proprio modello tradizionale;
  • il 69% è convinto che l’e-commerce non porti a un aumento di fatturato;
  • il 72% pensa che quello elettronico sia un canale complesso;
  • il 56% ritiene che servono investimenti considerevoli;
  • il 43% è convinto che l’e-commerce sia adatto solo alle grandi aziende;
  • il 21% ritiene che i propri prodotti non siano adatti alla vendita online. Il picco di questa percezione si raggiunge tra le aziende del settore alimentare (il 44%).

Cosa prevede l'accordo

Da dove partire per portare la realtà diffusa delle piccole e medie aziende italiane se non nel futuro, almeno nel presente? L'accordo prevede un avvicinamento soft e vantaggioso a questo "nuovo" canale: per gli associati Confcommercio che fino al 30 settembre 2016 apriranno un negozio su eBay è stata pensata una convenzione speciale che prevede 6 mesi gratuiti (prezzo normale: 33,91 euro al mese) di negozio premium, che consente anche di creare inserzioni per l'estero. Inoltre, per iniziare, la partnership ha già dato vita a un volume pratico e immediato “Vendere su eBay”, pubblicato nella collana "Le Bussole" di Confcommercio, un vademecum per tutti gli imprenditori e i venditori che vogliono aprire un negozio sul famoso sito di e-commerce. E per fugare anche di persona i dubbi e abbassare le percentuali delle tristi statistiche viste sopra, eBay e Confcommercio sono anche impegnate in un roadshow sul territorio per incontrare i negozianti e spiegar loro i vantaggi dell’e-commerce.

Educazione ….commerciale?

«L’obiettivo oggi è quello di aiutare il mercato a svilupparsi», dice Raimondi, «aiutare le Pmi ad andare online è un opera di educational più che commerciale, anche se sul lungo periodo ci aspettiamo che porti naturalmente anche dei ritorni economici. Il commercio elettronico», continua infatti il numero uno di eBay Italia, «ormai rappresenta un rischio solo per chi decide di non esserci. Noi crediamo che l'omnicanalità, che affianca uno store online al negozio tradizionale, sia il futuro del commercio e per questo il nostro ruolo come marketplace online leader del mercato è quello di aiutare i venditori a sfruttare le potenzialità dell'e-commerce, facendo leva anche sul trend crescente del mobile. eBay oggi è un partner commerciale delle Pmi e non un competitor; siamo un canale di vendita: se le aziende crescono, cresciamo anche noi e viceversa. Perciò il nostro lavoro ogni mattina è quello di cercare di far sì che ogni venditore riesca a vendere un po’ di più». L'accordo con Confcommercio sta nella logica delle cose: «Abbiamo deciso di unire le forze con Confcommercio per raccontare alle Pmi italiane che vendere online su una piattaforma sicura e affidabile come la nostra è semplice e apre le porte a un mercato, nazionale e globale, complementare e non dannoso per il commercio tradizionale, come confermato da migliaia di venditori che ogni giorno vendono su eBay».
«Il negozio fisico non scompare né scomparirà, c'è solo una nuova opportunità per restare sul mercato con una vetrina in più per raggiungere i consumatori», ha spiegato Alessandro Micheli presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confcommercio. «Uno dei compiti di un'organizzazione di rappresentanza», continua Micheli, «è diffondere la cultura dell'innovazione, con questa iniziativa volgiamo permettere alle imprese di avvicinarsi a una modalità di vendita sempre più importante e aumentare il bacino di clienti, facendo comprendere il mondo digitale e i suoi costi, che non sono così elevati».
3 Dicembre 2015

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