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Facebook in ufficio? Nelle banche italiane.......

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L’Osservatorio Intranet Banche di ABI Lab ha esamito la policy sull'utilizzo in banca dei social network. Nel 68% dei casi analizzati i dipendenti non vi possono accedere
Monica Pellegrino
La diffusione di Internet e, in generale, dei social media sta cambiando rapidamente il modo con cui gli utenti si informano su prodotti o servizi, si incontrano e si scambiano suggerimenti e commenti, di fatto influenzando l’opinione e l’immagine di una certa azienda o di uno specifico prodotto.
In questo contesto, le nuove tecnologie del web 2.0 possono offrire nuove e interessanti opportunità per le aziende, come la possibilità di migliorare la conoscenza della propria clientela attraverso il potenziamento della capacità di ascolto su fonti aperte: l’utilizzo di strumenti web esterni all’impresa, con particolare riferimento ai Social Network, si lega quindi strettamente al tema della Web Reputation, ovvero alla reputazione di una certa azienda ottenuta basandosi su quello che di lei viene detto sul web. Se da un lato le potenzialità di utilizzo in azienda, e dunque anche in banca, di tali strumenti sono molteplici, dall’altro tuttavia vi è la percezione del rischio che vengano diffuse informazioni riservate o che in qualche modo possano recare svantaggi competitivi all’impresa stessa.

Regole restrittive

Allo scopo di capire come le banche si stanno orientando rispetto a questi particolari temi, nel corso del 2010 il team di ricerca dell’Osservatorio Intranet Banche, tavolo di lavoro coordinato da ABI Lab in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, ha voluto realizzare, in parallelo alla consueta analisi sulla diffusione di strumenti Enterprise 2.0 in banca, un focus sulle policy di utilizzo degli strumenti di Social Network, esterni all’organizzazione, accessibili in banca via web. I risultati dell’approfondimento .
Ciò che emerge dall’analisi è come le banche del campione, nella maggior parte dei casi, abbiano un atteggiamento restrittivo nei confronti dell’utilizzo dei Social Network accessibili via web: nel 68% delle realtà analizzate, infatti, è già stato esplicitato un divieto di utilizzo di particolari strumenti, mentre nel 4% dei casi questo è in via di introduzione. Altrettanto diffusa è la tendenza a definire delle regole restrittive di utilizzo, pratica adottata nel 68% dei rispondenti. Poco diffuse sono, invece, le policy più soft che hanno il solo obiettivo di definire delle regole di comportamento dell’utente, implementate nel 48% delle banche del campione e, nella maggior parte dei casi, in aggiunta alle politiche restrittive già citate.
Le policy di incoraggiamento all’utilizzo degli strumenti sono attualmente assenti e solo il 4% delle banche le introdurrà nell’immediato futuro.
Questi risultati esprimono una grossa diffidenza verso gli strumenti Enterprise 2.0 non gestiti internamente: tale atteggiamento è, il più delle volte, giustificato dal timore degli impatti che la pubblicazione di informazioni sul web da parte dei dipendenti possa avere sulla banca; in altri casi, invece, deriva dalla considerazione che l’utilizzo di tali strumenti non possa contribuire a supportare l’operatività della banca.
1 Aprile 2011

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