17 Luglio 2018 / 08:07
Il mercato degli mPOS fa gola anche agli Over the Top

 
Pagamenti

Il mercato degli mPOS fa gola anche agli Over the Top

di Flavio Padovan - 7 Settembre 2014
Amazon e PayPal si sfidano per conquistare spazio nei mobile payment, un settore che oggi vale 235 miliardi di dollari, ma che crescerà fino a 720 miliardi entro il 2017
Il web sta sempre più stretto agli Over the Top, che puntano ad entrare in forze anche nel mondo retail tradizionale. E la porta d'ingresso più interessante e piena di potenziali sinergie con l'e-commerce sono oggi i pagamenti mobili, in particolare le soluzioni che permettono di accettare le carte dei clienti tramite dongle che si connettono con smartphone e tablet. Un campo già pieno di competitor agguerriti (Square, Payleven, Jusp, iZettel, ecc.) ma che vale oggi, secondo una stima di Gartner riportata da PayPal, circa 235 miliardi di dollari, destinati a salire fino a 720 miliardi entro il 2017.
Di fronte a un business di queste dimensioni, Amazon, forte della sua leadership mondiale nelle vendite online, ha lanciato poche settimane fa Local Register ( vedi il video ), la sua soluzione composta da app e lettore di carte compatibile con i device mobili, incluso il Kindle. Molto aggressiva l'offerta commerciale: chi si iscrive prima del 31 ottobre pagherà su ogni transazione solo l'1,75% di commissioni invece del 2,5% ordinario. Comunque, anche finita la promozione iniziale, la percentuale che Amazon si tiene per sé è volutamente inferiore al 2,75% che prendono PayPal e Square. E bastano poche operazioni perché il dongle sia gratuito: il suo costo, 10 dollari, viene infatti sottratto dalle prime fee dovute. Inoltre, le somme incassate sono disponibili sul proprio conto bancario con 1 giorno lavorativo di valuta, mentre sono immediatamente utilizzabili per gli acquisti su Amazon.
Per farsi preferire ai concorrenti l'azienda di Jeff Bezos ha lavorato molto anche sugli aspetti operativi: il lettore di carte, ad esempio, è compatibile con diverse stampanti, casse e altri dispositivi che emettono ricevute. Altro punto di forza è l'app, che non serve solo a gestire i pagamenti, ma offre anche la possibilità di monitorare le transazioni, suddividerle per tipologia, aggiungere un conto personale, modificare le aliquote fiscali e molto altro ancora. Insomma, una soluzione amministrativa-gestionale creata ad hoc per piccole imprese, negozi e società individuali.
La contromossa di PayPal non si è fatta attendere. Pochi giorni fa è stato annunciato il PayPal Here SDK , cioè un software development kit che permette di integrare il suo sistema di card reader nelle applicazioni di terze parti. Un possibilità che consente quindi alle società partner di offrire, ad esempio, soluzioni che dialogano con PayPal Here per gestire il CRM e l'inventario, creare fatture, calcolare sconti e tassi o, più in generale, fornire servizi che rendano più coinvolgente la customer experience utilizzando anche nuovi canali. Opportunità subito colta da partner importanti, quali Ecwid, che aiuta le aziende a creare vetrine online, e GoDaddy, il più grande fornitore di tecnologia al mondo dedicata alle piccole imprese. Questo approccio di collaborazione sembra essere la chiave del futuro scelta da PayPal per vincere la concorrenza e continuare ad essere identificato come motore di innovazione del settore. Almeno fino a quando Apple non deciderà di scendere in campo anche nei pagamenti mobile sparigliando di nuovo le posizioni acquisite.
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