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Il Piano di Piacentini per digitalizzare la PA

Il Piano di Piacentini per digitalizzare la PA

Approvato il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019 realizzato dall'Agenzia per l'Italia Digitale. Una piattaforma unica di soluzioni per tutte le esigenze amministrative, gestione organizzata degli Open Data e ottimizzazione delle spese i punti qualificanti. È il primo documento strategico sul digitale nella PA ...
Mattia Schieppati
È lo strumento - alla sua “prima” assoluta in Italia - che farà da riferimento unico per la pianificazione degli investimenti tecnologici della PA a tutti i livelli (da Palazzo Chigi all’ultimo dei municipi), ma che soprattutto pone le basi strategiche che indicano le “modalità di innovazione” che, almeno per il prossimo triennio, la macchina amministrativa dovrà seguire.
Prima di entrare nei dettagli, questi i due valori apportati dall’approvazione del “Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019” (qui il sito dedicato) realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e dal Team per la Trasformazione Digitale, la struttura guidata da Diego Piacentini. Il quale, in un lungo post programmatico «il Piano ha l’obiettivo di guidare e dare supporto alla PA realizzando la visione tecnologica del sistema operativo del Paese. Pone le basi per la costruzione di una serie di componenti fondamentali su cui le amministrazioni pubbliche possono realizzare servizi più semplici ed efficaci per i cittadini e le imprese, adottando metodologie agili, un approccio mobile first, architetture sicure, interoperabili, scalabili, altamente affidabili, e basate su interfacce applicative (Api) chiaramente definite. Open Source e collaborazione diventano il nuovo paradigma» (si veda il post completo qui).
A balzare all’occhio come prima cosa è senza dubbio la terminologia usata, decisamente inedita per un tema e un ambito del genere (si parla pur sempre di pubblica amministrazione e di meccanismi burocratici). Un linguaggio che aggancia la “pancia” della macchina statale agli strumenti e alle modalità operative più avanzate. E questa, di per sé, è già una grande sfida. Una sfida che l’Italia deve cogliere, una sorta di “ora o mai più”, se consideriamo che questo percorso di rinnovamento è necessariamente agganciato agli obiettivi dettati dall’Unione Europea e contenuti nel Piano d’azione dell’Unione Europea per l’eGovernment 2016–2020 (leggi qui).
Anche per questo, prima caratteristica del piano è quella di essere «non statico», come chiarisce Piacentini: «La natura della tecnologia è in continua evoluzione e l’innovazione cambia nel tempo i paradigmi. Stiamo introducendo una modalità di partecipazione completamente nuova, certi che per raggiungere l’obiettivo della trasformazione digitale dei servizi della PA si debba agire in maniera collaborativa».
Scorrendo l’intero documento, sono tre i principali ambiti e gli scopi del Piano.

1. Uno “scaffale” di soluzioni per tutte le esigenze

Il meccanismo messo a punto è composto da piattaforme abilitanti, ovvero una serie di “soluzioni che offrono funzionalità fondamentali, trasversali e riusabili nei singoli progetti, uniformandone le modalità di erogazione”. Tra quelle che riguardano i servizi digitali a cittadini e imprese, già sviluppate e in fase di adozione presso i vari soggetti della PA, il documento riporta:
  • Cie (Carta di identità elettronica)
  • Spid (Sistema elettronico identità digitale)
  • PagoPa (Piattaforma pagamenti elettronici PA)
  • Fatturazione elettronica
  • Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente).
In fase di progettazione ci sono invece sistemi abilitanti come:
  • ComproPA: sistema nazionale di e-procurement
  • Sistema di avvisi e notifiche di cortesia
  • Siope+ (evoluzione del sistema Siop)
  • NoiPA (evoluzione dell’attuale sistema di gestione del personale che eroga servizi stipendiali alle PA.
Insomma, una specie di grande scaffale online cui le PA possono accedere implementando le soluzioni necessarie.

2. Gestione e ottimizzazione degli Open Data

L'innovazione della PA al Salone dei Pagamenti

Anche nell'edizione 2017, che si svolgerà a Milano presso il MiCo dal 22 al 24 novembre, il Salone di Pagamenti dedicherà un ampio spazio all'innovazione e al cambiamento del settore pubblico sotto la spinta del digitale.
Il Salone è la grande kermesse organizzata da ABIServizi e promossa dall’ABI che riunisce per tre giorni banche, aziende, PA, Fintech e start-up, scuole e famiglie per parlare di pagamenti innovativi. Qui lo speciale dell'edizione 2016
All'AgID e al Team digitale della Presidenza del Consiglio è affidato il compito di raccogliere in un unico documento, aggiornabile di anno in anno, le basi di dati da includere tra gli Open Data pubblici. In particolare:
  • le informazioni relative alle richieste di apertura di dataset da parte della società civile;
  • le informazioni su impegni di apertura provenienti da iniziative istituzionali quali per esempio l’Open Government Partnership (Ogp);
  • le segnalazioni di dataset chiave che le PA intendono rendere disponibili in Open Data secondo i propri piani di rilascio e nel rispetto di quanto è complessivamente previsto nel paniere stesso.
Il paniere dataset Open Data rappresenta un primo insieme di dataset e una prima azione di monitoraggio. Il paniere è stato predisposto considerando tutti i dataset inclusi nelle agende per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico degli anni 2013, 2014 e 2015, nonché i dataset derivanti da iniziative internazionali (ad esempio Open Data Charter, Open Government Partnership), dai piani di rilascio di alcune regioni e PA centrali e da alcune richieste della società civile emerse a seguito di consultazioni pubbliche ufficiali.

3. Razionalizzare, riqualificandola, la spesa in Ict della PA

Il Piano Triennale è il primo documento di indirizzo strategico ed economico che coordina le attività relative ai 4,6 miliardi circa stanziati per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla strategia Crescita Digitale (fondi nazionali e finanziamenti europei). Il piano stima quasi 500 milioni di euro di risparmi grazie all’adozione delle piattaforme abilitanti. «È stato possibile stimare, in via cautelativa, un risparmio a fine 2018 generato dall’adesione alle Piattaforme abilitanti e dall’ottimizzazione delle licenze, pari a circa 480 milioni di euro». Il risparmio è riferito alle spese per il settore aggiornate al 2016, pari a 980 milioni di euro ripartite in 600 milioni di costi per le piattaforme nazionali, e 380 milioni per licenze software. Dato il risparmio stimato di 480 milioni, il passaggio alle piattaforme abilitanti Ict standard per tutta la PA, comporterà dunque una spesa di 500 milioni di euro a fine 2018.

100 progetti per cambiare la PA

Cento progetti ritenuti «particolarmente meritevoli», e capaci di apportare soluzioni innovative a specifiche problematiche della Pubblica Amministrazione. Selezionati all’interno degli oltre 300 che hanno risposto con entusiasmo alla call lanciata in occasione del Forum PA 2017. Si tratta di progetti di digitalizzazione della PA realizzati da amministrazioni centrali e locali, aziende pubbliche di servizi, regioni e province, aziende di SPL, ma anche multiutility, Pmi e start-up innovative in grado di migliorare l'organizzazione e i processi della PA. Progetti che «rappresentano esempi concreti di innovazione digitale nella PA», dice Gianni Dominici, direttore generale di FPA, «L’amministrazione pubblica può essere un decisivo driver d’innovazione e il premio intende raccogliere e valorizzare quei progetti e prodotti in grado di dare risposte concrete ai crescenti bisogni di digitalizzazione».
Questi gli enti e i progetti vincitori.
Comune di Mantova - MANTOVA D@to Sicuro, sull’attività di disaster recovery e business continuity dell’ente in caso di eventi estremi per garantire l’erogazione dei servizi essenziali al territorio.
Comune di Bari - Progetto MUSICA, che ha come obiettivo quello di sviluppare un sistema innovativo di monitoraggio urbano per l'acquisizione di informazioni provenienti dalla città e dai cittadini al fine di governare processi di sviluppo economico e sociale e guidare scelte sia strategiche che operative.
Equitalia – Equiclick, un'app per smartphone e tablet (disponibile su Google Play, Apple Store, Windows Phone Store) per consentire l’utilizzo, anche in mobilità, dei principali servizi di riscossione erogati sui canali tradizionali.
Comune di Campi Bisenzio - F.I.D.O., piattaforma web per la presentazione di istanze online, all’interno della quale la configurazione e la progettazione delle varie tipologie di istanza è gestita in ambiente grafico di disegno del flusso informativo.
Istituto Comprensivo Eleonora Duse - Cellule didattiche capovolte autorigeneranti. La scuola Duse di Bari ha realizzato il testo multimediale “Grammatica 1” capace di trasformarsi con la partecipazione degli stessi alunni, che realizzano ricerche e indicazioni per la struttura e i contenuti.
Soonapse - WaterPlan, la filiera dell'innovazione per l'irrigazione professionale (agricoltura e gardening) che grazie alle tecnologie IoT e a logiche di pianificazione predittiva, offre al coltivatore una soluzione completa e già configurata per ottimizzare preventivamente l'utilizzo dell'acqua, abbattendo i costi di coltivazione fino al 50%.
Agenzia delle Entrate - #EntrateinContatto, primo sportello social di informazione e assistenza sul canone tv attraverso Facebook Messenger.
Comune di Milano - Crowdfunding civico, progetto per sostenere idee innovative ad alto impatto sociale nel campo della cura e dell’assistenza a categorie fragili di popolazione, dell’accessibilità e della connettività urbana, della qualità di vita dei cittadini, da finanziare mediante un’iniziativa sperimentale di crowdfunding.
1 Giugno 2017

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