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Il Tech nel 2016? Ecco gli 8 mega trend

Il Tech nel 2016? Ecco gli 8 mega trend

Smartphone predittivi, droni alla porta di casa, cybercrimali che entrano dalla tv. E faremo shopping indossando un visore e dovremo capire le nuove regole sulla privacy. Le previsioni sui più interessanti progressi tecnologici dell'anno appena iniziato dicono che ...
Mattia Schieppati
Non per niente l'appuntamento si tiene nei primissimi giorni di gennaio. Perché, ormai da 49 edizioni, il CES - Consumer Electronics Show che si è chiuso a Las Vegas (dal 6 al 9) è l'evento che indica al mondo intero quali saranno le strade che prenderà lo sviluppo della tecnologia per i prossimi 365 giorni e più. A supporto dei prodotti, delle tecnologie e delle idee che la più grande fiera globale della tecnologia porta in vetrina, abbiamo raccolto pareri, studi, dati e opinioni di grandi aziende e istituti di ricerca per comprendere quali saranno i filoni più interessanti da seguire nel mondo digital nel corso del 2016. Ecco gli otto temi chiave (che promettono gli sviluppi più sorprendenti.

1. Non più smartphone, ma smarter phone

Pensavate che il vostro smartphone sapesse già fare di tutto e di più? Il 2016 vi sorprenderà. Perché la rapidissima evoluzione dei software porterà gli smartphone addirittura a sapere prima di voi ciò di cui avete bisogno. Si procederà verso un uso sempre più ricorrente di assistenti virtuali (quel che oggi è Siri nei sistemi iOS di Apple, per intenderci) che opereranno sempre più attraverso predictive software, ovvero di sistemi intelligenti provvisti di reti neuronali (deep neural nets) che non si limiteranno più a rispondere alla singola richiesta come fossero dei semplici motori di ricerca, ma saranno in grado di personalizzare sempre più le risposte via via che immagazzineranno dati sulle abitudini e le preferenze dell’utente, fornendo quelle che gli esperti chiamano raccomandazioni su misura (tailored recommendations). Più che un oggetto di utilizzo, lo smartphone comincerà a diventare sempre più un assistente personale a tutto tondo, che sa – e soprattutto memorizza e ricorda – tutto quel che facciamo, che ci piace fare, che vorremmo fare. Provvedendo ad anticipare i nostri desideri.

2. Realtà aumentata e realtà virtuale

Oculus Rift è il visore per la realtà aumentata di Facebook. Sotto a sinistra il Gear VR di Samsumg
«Crediamo che la realtà aumentata sia la prossima e principale piattaforma di computer, cambierà il modo in cui ci connettiamo e comunichiamo». A dirlo è stato nientemeno che Mark Zuckerberg in occasione del CES, a poche ore dall'apertura dei pre-ordini di Oculus Rift, il visore per la realtà aumentata prodotto dall'azienda acquisita da Facebook. Dopo gli assaggi di mercato e le sparate (alcune forse troppo sensazionalistiche) degli ultimi due anni, il 2016 vedrà da una parte lo sbarco sul mass market di device per le esperienze di realtà virtuale, dall’altra lo sviluppo di un “internet tattile”, ovvero di ambienti in cui massimizzare le possibilità che visori e guanti digitali consentono. Per quanto riguarda i prodotti, oltre ai Gear VR di Samsung e a Cardboard di Google, entro gennaio arriveranno fra gli altri il già citato Oculus Rift (il prezzo dovrebbe essere di circa 700 euro) e il Vive prodotto da HTC. Al di là dei singoli devices, però, interessante nel 2016 sarà vedere come cambierà l’ambiente-Rete con l’ingresso di questi nuovi attori.
Come osserva Camille Hammerer, a capo dell’SDE’s Trend Experience lab di Samsung, «Internet coinvolgerà i campi visivi, uditivi e ora anche tattili. Il 2016 traccerà l’inizio di un percorso che porterà sempre più verso una tecnologia emotiva, coinvolgente e sensoriale, che chiamiamo smart empathy; la realtà virtuale creerà un mondo “phygital”, dove i confini tra spazio fisico e digitale saranno sempre meno percettibili. E non si tratta solo di tecnologie da videogame. Le applicazioni più interessanti sono quelle che riguardano il retail, e l’impatto che questi nuovi strumenti potranno avere sull’e-commerce: se ora acquisto un paio di scarpe online le posso solamente vedere, grazie alla realtà virtuale le potrò anche indossare prima di procedere all’acquisto. La cosa cambia di parecchio. Esempi concreti? Volvo ha già avviato il progetto Volvo Reality che trasferisce nel mondo virtuale (attraverso un tablet e i Google glass) l’esperienza del test drive per i clienti (http://www.volvocars.com/it/mondo-volvo/storie/volvo-reality). Acquisteremo un’auto con un click, senza nemmeno passare dal concessionario?

3. Auto intelligenti

Non pochi hanno sussurrato che ormai il CES sia diventato, per il mondo dell’auto, un appuntamento più importante del Salone di Detroit, la massima manifestazione fieristica per le quattro ruote. A testimonianza di come il mondo dell’automotive si stia sempre più ibridando con quello dell’alta tecnologia (presenti quest’anno a Las Vegas: Audi, BMW, Chrysler, GM, Ford, Hyundai, Mercedes, Toyota). Nel 2016 si sveleranno molte carte nell’intricato poker che si sta giocando intorno ai temi dell’auto elettrica e dell’auto autonoma. pari passo all'interesse di mercato cresce lo spazio per le vetture elettriche e autonome. I colpi dell’anno potrebbero essere l’alleanza tra Google e Ford di cui si sussurra da un po’ e l’eventuale exploit della californiana Faraday Futures, start-up concentrata sull’automotive digitale alle cui spalle dovrebbe esserci Apple. FCA ha appena presentato la quarta generazione di software UConnect per l’intrattenimento di bordo compatibile con le piattaforme Carplay e Android Auto. Se però la tecnologia è pronta e le case – sia quelle automobilistiche tradizionali, sia quelle della Silicon Valley – paiono pronte, il rischio è che il 2016 sia ancora un anno di stallo per via delle regole che ancora non ci sono: come normare le self drive car? L’innovazione corre, ma le leggi e la burocrazia saranno intenzionate a cambiare passo?
UConnect è il software di FCA per l’intrattenimento di bordo compatibile con Carplay e Android

4. Droni e robot a domicilio

Starship è il robot-fattorino in fase di test
Già per il secondo anno i droni sono stati i veri protagonisti del CES: le aziende in vetrina sono salite a 26 (nel 2015 erano 15 e appena 4 nel 2014), ma soprattutto oltre che dell’avanzamento tecnologico di queste macchine dalle infinite possibilità si è cominciato a parlare seriamente anche di regole di sicurezza e permessi al loro utilizzo in ambiti urbani. A calamitare le attese è il servizio Prime Air di Amazon. Nel video di presentazione del servizio, che dal dicembre 2015 è fenomeno virale, Amazon fa sapere che sta testando un’intera famiglia di droni in grado di consegnare di fronte alla porta di casa pacchi che pesano fino a 2,3 chili circa volando a un'altezza che non supera i 122 metri, sfruttando una tecnologia per evitare collisioni con altri velivoli e per operare in sicurezza. Anche Google si prepara a far partire i suoi velivoli autonomi e la catena di negozi Wal-Mart ha da poco chiesto alla Federal Aviation Amministration americana il permesso di usare i droni per diverse attività, compresa la consegna di merci.
Ma a bussare alla porta di casa per recapitare la spesa potrebbero anche essere dei robot autonomi. È il progetto che promettono di mettere in funzione nel 2016 i co-fondatori di Skype, che si avvarranno dei fattorini-robot creati dalla Starship Technologies. I prototipi sono in fase di test e i primi servizi pilota partiranno nel 2016 in Usa e Regno Unito: assomigliano a un aspirapolvere, con tre ruote per lato, e sono in grado di trasportare l'equivalente di due buste per la spesa fino a 30 minuti di distanza da un centro di smistamento locale o da un negozio. I creatori spiegano che costano circa 10-15 volte meno delle attuali alternative “umane”. I robot sono autonomi al 99% grazie a sensori e software, ma saranno comunque supervisionati da operatori umani.
Prime Air è il servizio droni di Amazon in grado di consegnare pacchi che pesano fino a 2,3 chili volando a un'altezza che non supera i 122 metri

5. Industrializzazione del 3D printing

Un gadget del CES 2016 stampato in 3D
Vale la premessa fatta per la realtà virtuale. Dopo averne tanto parlato, magari un po’ a sproposito, le tecnologie (e gli strumenti) per la stampa 3D sono arrivate a un punto di maturazione sufficientemente avanzato per entrare nel grande gioco della produzione industriale. Come osserva David Cearley, vice president di Gartner Group, “i progressi della stampa 3D hanno già permesso di utilizzare questa tecnologia per lavorazioni che richiedono altissima precisione con una vasta gamma di materiali, tra cui leghe avanzate di nichel, fibra di carbonio, vetro, ma anche prodotti farmaceutici e materiali biologici. E le applicazioni pratiche per le stampanti 3D si espanderanno nel 2016 in più settori, tra cui aerospaziale, medicale, automotive, energia. Questi progressi richiederanno alle aziende un ripensamento dei processi di catena di montaggio e della catena di fornitura”.

6. Cybersecurity, allarme rosso

Il proliferare delle reti wi-fi aperte, il boom dell'Internet of things, le compliance aziendali ancora vecchie dal punto di vista della cybersicurezza sono tre punti deboli che costituiscono la prateria lungo la quale galoppa la cybercriminalità, che negli ultimi anni ha rapidamente trasformato il proprio Dna. La goliardata da hacker che prende l'effrazione dei sistemi come una sfida personale è stata sostituita da un vero e proprio sistema criminale orientato al business. Con poche frasi, gli esperti di Kaspersky Lab tracciano quelle che saranno le direttrici della cybercriminalità per il 2016: «Il bisogno di dimostrare le proprie abilità informatiche lascerà il posto alla ricerca del ritorno sull’investimento che guiderà molte delle decisioni prese dai criminali al servizio di Stati-nazione e per questo motivo gli investimenti iniziali si abbasseranno per massimizzare il Roi; i ladri entreranno nei vostri sistemi informatici passando dalla tv o dall'auto; i ransomware guadagneranno terreno sui trojan bancari e ci si aspetta che si estendono in nuove aree come i dispositivi OS X (spesso di proprietà di utenti potenzialmente più profittevoli), oltre che nel mobile e nell’Internet of Things; i sistemi di pagamento alternativi come ApplePay e AndroidPay, così come i mercati azionari digitali, diverranno target preferenziali per gli attacchi di tipo finanziario». Cosa dovrebbero fare le aziende? Altrettanto sintetici i consigli: «Realizzare e applicare una strategia di sicurezza completa, dalla previsione dei possibili pericoli e rischi alla prevenzione delle minacce ongoing, il tutto supportato da un rilevamento efficace e da una risposta efficiente. La cybersicurezza è troppo complessa e seria per confonderla con l’informatica generica. È quindi necessario prendere in considerazione la possibilità di creare un Security Operations Center dedicato».
La cybersicurezza per le aziende vorrà dire processi e formazione del personale, mentre per i consumatori significa più attenzione a cosa condividere e con chi
Un parere che trova un'eco quasi identica consultando gli esperti dell'altro colosso della sicurezza digitale, Symantec, che osservano come «senza un approccio orientato alla “sicurezza a livello di progettazione”, l’Internet delle cose continuerà a essere l’Internet delle vulnerabilità. L’integrazione del principio della “sicurezza a livello di progettazione” nei processi di sviluppo delle nuove tecnologie sarà uno dei fattori chiave dei prossimi anni. Che si tratti di progettare città intelligenti, infrastrutture o robot per lo svolgimento sempre più automatizzato delle attività quotidiane, è necessario che programmazione, aggiornamento e identificazione siano sicuri. Questi principi devono essere alla base dell’ambiente in cui queste nuove tecnologie si evolvono, per assicurare il massimo livello di protezione possibile ed evitare attacchi nelle fasi successive. Infine, considerato il notevole aumento delle violazioni riscontrate nel 2015, per aziende e privati sarà inevitabile sottoscrivere una cyber-assicurazione. Prefissi e clausole contenenti “cyber” diventeranno la norma e con molta probabilità consumatori e aziende saranno incentivati ad adottare alcune best practice per la protezione, per evitare di esporsi a inutili rischi. Per le aziende questo vorrà dire processi, training e formazione del personale, mentre per i consumatori significherà prestare maggiore attenzione a cosa condividere e con chi».

7. Cambia la privacy

L'accordo raggiunto a metà dicembre 2015, dopo due anni di lavori, sulla nuova direttiva dell’Unione Europea sulla protezione dei dati (vedi qui) trasformerà chiaramente a partire da quest'anno le modalità di gestione delle informazioni nell’ambito dell’Unione. Le aziende saranno tenute ad aderire a nuovi requisiti per l’elaborazione dei dati personali e a introdurre normative più severe sulla conformità. Si tratta di una sfida difficile anche per i più informati, che ha sollevato preoccupazioni in merito alle complessità dei nuovi processi di gestione delle informazioni e all’incremento dei costi. Si tratta, tuttavia, di un passaggio necessario per consentire a tutti di sfruttare al meglio le potenzialità di Internet e delle nuove tecnologie. Da capire come e quanto questa novità della legislazione comunitaria impatterà sul violento confronto in corso tra la Ue e i big tecnologici americani (Google, Facebook, Apple), con vertenze miliardarie che ormai dovrebbero arrivare al dunque entro tempi brevi.

8. Tecno-leadership cinese

Secondo Gary Shapiro del CES, il 2016 segnerà il sorpasso del mercato cinese su quello Usa
Secondo Gary Shapiro, presidente e Ceo della Consumer Electronics Association (l’ente che organizza il CES), il 2016 sarà l’anno del grande sorpasso della Cina sugli Stati Uniti, con il Dragone destinato a diventare il primo mercato dei prodotti tecnologici del mondo. Questo sorpasso sarebbe anche conseguenza, dice Shapiro, «della volontà espressa dal governo del presidente Xi Jinping e del premier Li Keqiang di trasformare l’economia nazionale nella direzione di un modello maggiormente basato sui consumi interni riducendo così la dipendenza del sistema dalle esportazioni».
12 Gennaio 2016

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