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Il web? Vale 1.672 miliardi di dollari

Il web? Vale 1.672 miliardi di dollari

Secondo uno studio di McKinsey, Internet vale il 3,4% del Pil mondiale. Ammontano a quasi 6mila miliardi di euro i pagamenti effettuati online per beni e servizi e il 21% delle economie mature dipendono per il 21% dal web
Franco Volpi
Che Internet sia importante, anzi fondamentale - nella vita di tutti i giorni come negli affari - è un assunto ormai scontato. Nessuno, però, aveva fino ad ora calcolato in modo scientifico “quanto” sia importante. In sintesi, quanto vale internet. Impresa impossibile? A mettere nero su bianco una cifra ci ha pensato McKinsey Global Institute, che ha effettuato uno studio trasversale alle 13 economie più sviluppate del mondo (oltre ai paesi del G8 - Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada e Russia - la ricerca ha riguardato anche Svezia, Cina, India, Brasile oltre alla Corea del Sud, che costituiscono insieme il 70 % del PIL mondiale) e misurato quanto vale il web oggi. E quanto l'esistenza e l'utilizzo sempre più evoluto del web nel mondo in questi ultimi 15 anni abbia impattato, positivamente, sullo sviluppo economico del mondo.
Risultato? Il contributo di Internet all'economia mondiale è traducibile in un valore di 1.672 miliardi di dollari (circa 1.220 miliardi di euro) , che significa il 3,4% del Pil globale. Tanto? Poco? Parecchio, se si considera che, andando per comparti economici, l'agricoltura “vale” il 2,2%, mentre l'intero sistema dei trasporti pesa per il 3,9%.
I parametri stabiliti da McKinsey per effettuare questo calcolo hanno riguardato quattro diversi parametri ( ):
  • consumi privati (acquisti di hardware, software e contratti di connessione),
  • investimenti privati (gli investimenti fatti dalle industrie di ICT e telecomunicazione),
  • acquisti pubblici (il capitolo che riguarda gli acquisti di servizi, hardware e software da parte dei Governi,
  • commerce (ovvero gli scambi commerciali attraverso il web).
Più che l'effetto delle cifre in sé, però, questo studio mette in evidenza quanto in maniera via via progressiva l'economia del mondo, in particolare dei paesi più sviluppati e di quelli in forte via di sviluppo (dalla Cina al Brasile), sia sempre più inscindibilmente legata a Internet e alla sua diffusione e specializzazione. Negli ultimi 5 anni l'esistenza del www ha contribuito per il 21% alla produzione del Pil delle economie più mature. Ben più di quanto abbiano contribuito economie di nazioni come Spagna o Canada, e con una crescita netta più rapida di quella, già di per sé esplosiva, di un paese emergente come il Brasile.
Ogni anno, negli ultimi 5 anni, sul web hanno transitato 8 trilioni di dollari (quasi 6mila miliardi di euro) attraverso sistemi di pagamenti online ed e-commerce delle più svariate tipologie. La sofisticazione sempre più evoluta, e sicura, delle piattaforme di pagamento ha trasformato radicalmente le abitudini di spesa di singoli clienti e delle aziende. Non solo: il grande e illimitato canale del web non ha solo contribuito ad accrescere la vendita di prodotti, ma ha sempre più influito sulle modalità attraverso le quali i prodotti e i servizi vengono realizzati (per tutto ciò che riguarda il design, per esempio) e distribuiti. Delocalizzazione delle produzioni, team creativi che operano online dai quattro angoli del mondo, scambi di idee e concept effettuabili in una frazione di secondo, a qualsiasi ora. L'always on, l'essere sempre accesi e connessi che è uno dei vantaggi (e anche delle patologie) del web, ha fatto bene all'economia.
Anche alle “economie personali” dei lavoratori. Perché è vero, dicono i ricercatori McKinsey, che Internet e l'avanzamento tecnologico hanno reso obsolete e inutili molte professioni, portando molte aziende a “tagli” spesso brutali di dipendenti superati dalla tecnologia. Ma, secondo una parte della ricerca effettuata su 4.800 piccole e medie imprese campione attive nei 12 Paesi messi sotto esame (questa sezione del report ha escluso il Brasile), per ogni posto di lavoro che Internet ha tagliato se ne sono creati 2,6 in più grazie allo stesso web. Lo confermano anche i risultati di una ricerca sull'economia francese. Negli ultimi 15 anni Internet ha distrutto 500.000 posti di lavori ma ne ha creati 1,2 milioni: per ogni posto di lavoro in meno, ce ne sono ben 2,4 in più.
15 Novembre 2011

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