18 Luglio 2018 / 16:46
In cerca di nuove opportunità di raccolta

 
Banca

In cerca di nuove opportunità di raccolta

di Francesco Di Marco - 21 Ottobre 2013
Banche e imprese guardano a nuove soluzioni per rivitalizzare il mercato della raccolta che deve convivere con l'onda lunga della crisi e Basilea 3. A MIB e Securitization&Covered Bond Conference 2013 ...
Partiamo dai numeri più aggiornati: nel primo semestre 2013 le emissioni di obbligazioni senior delle banche europee sono calate al livello più basso degli ultimi dieci anni e anche in Italia si assiste, dal 2012, a una ricomposizione della raccolta bancaria che privilegia forme più liquide e vede ridursi la raccolta che affluisce attraverso il canale obbligazionario.
Obiettivo dell’industria finanziaria è dunque quello di trovare nuove soluzioni per rivitalizzare il mercato della raccolta che deve convivere con l’onda lunga della crisi del 2008, il nuovo quadro imposto da Basilea3 e una generale fluidità del contesto regolamentare: questa la sfida con cui banche e imprese si sono ritrovate a Milano il 10 e l’11 ottobre scorsi in occasione della “Markets & Investment Banking Conference + Securitisation & Covered Bonds Conference”, l’evento che fonde due storici appuntamenti organizzati dall’ABI sui temi del funding e del capital markets (vai allo SPECIALE di Bancaforte).
Le ragioni del macro-trend vanno ricondotte a una maggior selettività degli investitori, influenzati anche dai timori sull’evoluzione del processo normativo della proposta di Direttiva sulla “crisis management” e in particolare per i meccanismi del “bail in” e della “depositor preference”. Il mercato sembra comunque già aver trovato in alcuni casi alternative alle emissioni senior. Su questo scenario si innesta peraltro Basilea 3, che in ambito di strumenti ibridi introdurrà ulteriori elementi per assorbire le eventuali perdite. L’effetto di tali misure sarà un aumento del costo della raccolta per esigenze di capitale regolamentare. Anche su questo fronte l’ABI sta approfondendo la questione per minimizzare l’impatto di tali disposizioni e rendere efficiente l’utilizzo di questi strumenti per le banche italiane.
Dal lato delle imprese si registra nell’ultimo anno un incremento di quelle che hanno intrapreso la strada della diversificazione delle fonti di finanziamento, anche grazie agli interventi normativi del Decreto Sviluppo che hanno eliminato i vincoli civilistici e fiscali per facilitare l’accesso al mercato obbligazionario delle imprese non quotate. Dalla fine del 2012, il nuovo quadro normativo ha reso possibili numerose emissioni, di diverso ammontare, finalizzate in molti casi ad allungare l’orizzonte temporale dei finanziamenti e a ridurne gli oneri, per un ammontare complessivo di quasi 5 miliardi. Ancora limitato però il ricorso al finanziamento obbligazionario da parte delle imprese di piccola dimensione, tramite i mini-bond. Proprio per agevolare la raccolta da parte di tali imprese sono stati lanciati di recente diversi fondi, anche di matrice bancaria, specializzati nell’investimento in mini-bond. Proprio per facilitare le imprese più piccole sono allo studio da parte del Ministero dello Sviluppo economico, in linea con le richieste delle banche, alcune ulteriori norme finalizzate, tra l’altro, a incentivare assicurazioni e fondi pensione a investire in tali strumenti, migliorare la fiscalità dei fondi obbligazionari chiusi detenuti da investitori qualificati e a semplificare le procedure di cartolarizzazione.
Segnali positivi giungono infine dal mercato delle obbligazioni bancarie garantite (Obg), assai meno colpite dalla recente crisi rispetto ad altri strumenti di finanza strutturata quali le cartolarizzazioni. Nel 2013, per la prima volta, il Governo sembra aver preso pienamente coscienza dell’importanza crescente di questi strumenti, prevedendo all’interno del Dl 102/2013 la possibilità per la Cassa Depositi e Prestiti di acquistare Obg emesse a fronte di mutui residenziali o Asset Backed Securities (Abs) garantite dagli stessi attivi. L’auspicio è che la Cdp possa assumere un ruolo di catalizzatore per l’attrazione di altri investitori istituzionali, in modo da costituire concretamente un volano per lo sviluppo del mercato dei covered bond italiani e per il rilancio di quello dei mutui casa.
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