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Insurtech: per le assicurazioni è l'ora della disruption

Insurtech: per le assicurazioni è l'ora della disruption

La crescita degli investimenti in tecnologie per le assicurazioni supera quella per il Fintech. Complice l'Internet of Things, un'agguerrita schiera di start-up sta delineando il nuovo volto delle compagnie assicurative. Più flessibilità, un modello di servizio che punta sui canali mobile e social, una customer journey di valore, tra white e black box, indossabili, ecc. Ma attenzione alla privacy ...
Mattia Schieppati
C'è un settore, parallelo e spesso coincidente con il Fintech, che sta attraendo investimenti sempre più consistenti e dà la misura di come anche il mondo assicurativo abbia la necessità di mettersi rapidamente a ragionare secondo logiche disruptive, e modificare il proprio sistema di business per entrare nella logica di una clientela sempre più digital. È un settore che è stato battezzato con la parola " Insurtech ", ed è costituito da un'agguerrita schiera di start-up che sviluppano tecnologia applicata al settore assicurativo. Nel 2015, gli investimenti in Insurtech sono più che triplicati a livello mondiale, passando da 0,8 miliardi di dollari del 2014 a ben 2,6 miliardi di dollari, una vera e propria esplosione (vedi grafico sotto).

Due ricerche

Testimonianza del forte momento di cambiamento che sta coinvolgendo il mondo assicurativo è la pubblicazione - nel giro di pochi giorni - di due ricerche che approfondiscono il processo di trasformazione digitale in atto nel settore: una realizzata da Accenture (“ Technology Vision for Insurance 2016: People First ” - clicca qui ); l'altra (“ Il governo del cambiamento verso la Digital Insurance ” - clicca qui ) è stata realizzata da Cetif , il Centro di ricerca dell'Università Cattolica, in collaborazione con Excellence Consulting, che ha visto la partecipazione di 8 realtà operanti sul mercato italiano: Assimoco, Bnp Paribas–Cardif, Groupama, Helvetia, Itas, Reale Mutua, Sara, Cattolica.

L'Insurer of Change

Il profilo che si sta delineando, e verso il quale il settore ha il dovere (e l'opportunità) di evolvere è stato definito quello dell'Insurer of Change. Ovvero - come ha sintetizzato Daniele Presutti , Accenture Senior Managing Director e responsabile Insurance - «una compagnia flessibile e in grado di gestire al meglio le sfide del mercato esterno, dalla volatilità dei mercati finanziari al cliente in costante evoluzione. Il digitale rappresenta la chiave per trasformare la catena del valore e ottimizzare la relazione con il cliente attraverso una nuova governance che apra le aziende all’open innovation. Le innovazioni tecnologiche creano nuove leve di valore che, se integrate nell’intera catena del valore assicurativa, consentono di raggiungere il duplice obiettivo di incrementare i ricavi ed abbattere i costi, garantendo di conseguenza importanti benefici sull’Ebit assicurativo».
Il 2016 rappresenta per le compagnie un anno discriminante, il momento di un vero e proprio cambio di passo nell'approccio allo sviluppo del business: negli ultimi tre anni il principale driver del cambiamento è stato la riduzione dei costi; nel prossimo biennio gran parte degli investimenti si concentreranno nell’area business, con particolare attenzione ai temi dell’omnicanalità e della gestione della relazione (prioritaria per l’80% delle realtà intervistate per la ricerca del Cetif) al fine di sviluppare customer experience distintive in grado di soddisfare appieno i bisogni del cliente. Per oltre il 50% del panel, l’evoluzione del mercato passerà anche dall’innovazione dei prodotti e servizi offerti, che potranno contare sull’utilizzo dei connected device (black box per l’auto, white box per la casa e dispositivi wearable per la persona). Molte compagnie offrono già prodotti basati sull’installazione di black/white box, mentre sono in fase di sperimentazione le applicazioni wearable (il 60% guarda con interesse il ramo infortuni-malattia). Queste tecnologie svolgeranno un ruolo importante sia nel momento della sottoscrizione di un contratto (per l’attivazione di specifiche garanzie e la definizione del pricing), sia per l’erogazione di servizi a valore aggiunto (come il monitoraggio e l’assistenza personalizzata).

I due motori del cambiamento

Secondo la ricerca di Accenture, che ha coinvolto a livello globale 450 manager assicurativi di 15 paesi diversi, sono due gli elementi che stanno spingendo all'evoluzione il mercato assicurativo:
1. I clienti , che hanno esigenze sempre più differenziate ed estese e con esperienze d’acquisto fortemente influenzate da altri settori e aziende con diversi modelli di business (e qui vengono chiamati in causa grandi disruptors come Google, Amazon, Facebook, Apple e Alibaba); il che creano nuove aspettative e condiziona le modalità di relazione delle compagnie con la propria clientela. Secondo Accenture, il cliente assicurativo può essere categorizzato a livello macro in tre segmenti distinti:
  • Nomadi Digitali (40%) costituiscono il cluster più numeroso e rappresentato da consumatori mediamente più giovani. Si dimostrano pronti per la transizione al “solo online”, ritenendosi a loro agio nell’utilizzo della tecnologia (circa 85% del cluster utilizzerebbe consulenza “computerizzata” per l’acquisto di una polizza) e sostituirebbero il Ropo (Research online purchase offline, indica l’attività di ricerca delle informazioni attraverso canali online per poi procedere all’acquisto offline) con un’esperienza solo online (64%).
  • Value Explorer (24%), sono consumatori mediamente più senior e con un reddito mediamente più basso (55% tra i 25 mila e i 75 mila dollari). Ricercano un adeguato rapporto qualità/prezzo, che viene considerato il primario driver di scelta, ma considerano ancora di valore la relazione con il proprio assicuratore.
  • Quality Seeker (36%), danno valore preponderante alla qualità del servizio (il 45% lega la qualità del servizio alla fiducia nella compagnia) e dimostrano di essere aperti all’utilizzo di nuove tecnologie, ma solo se queste ultime sono in grado di garantire un’esperienza migliore, più veloce e/o più conveniente (40%).
2. L' innovazione tecnologica , in continua accelerazione e diversificazione, con impatti dirompenti sul modello di compagnia. Tale rivoluzione è dimostrata, da un lato, da un forte incremento negli investimenti in Insurtech (tecnologia applicata al settore assicurativo), il cui valore è triplicato a livello globale, denotando un tasso di crescita superiore rispetto agli investimenti complessivi in Fintech. Dall'altro, da nuovi trend tecnologici che impatteranno il modello di business del settore assicurativo nei prossimi tre anni, e in particolare:
  • Intelligence Automation . Quasi la totalità dei dirigenti assicurativi ritiene che l’intelligenza artificiale verrà integrata in ogni aspetto del business per garantire una riduzione dei costi, l’aumento dell’efficienza operativa e soprattutto l’innovazione e la creazione di nuovi modelli di business.
  • Platform Economy . Il 94% degli intervistati considera l’organizzazione platform based (ossia basata sulle collaborazioni con un ecosistema esterno) come la base per nuove opportunità di crescita e per un cambio del modo di fare business delle imprese.
  • Liquid Workforce . Le organizzazioni che investono in innovazione sono oggi alla ricerca di tecnologia che non sia solo più disruptive, ma che funzioni anche come facilitatore per la trasformazione delle persone, dei progetti e delle intere organizzazioni in un sistema altamente adattabile. Il 97% degli intervistati considera fondamentale disporre di una forza lavoro più fluida e flessibile per meglio supportare l’innovazione.
  • Digital Trust . La pervasività delle nuove tecnologie solleva nuove potenziali problematiche di rischio digitale. Il 77% degli intervistati considera le tematiche di sicurezza e privacy come componenti fondamentali del nuovo contesto. Senza fiducia, le imprese non possono condividere e utilizzare i dati. E i sistemi di sicurezza più avanzati rappresentano un modo per rafforzare le relazioni con i clienti attraverso una maggiore sicurezza.
  • Predictable Disruption . Ogni azienda oggi è consapevole del potere di trasformazione del digitale. L’84% degli intervistati ritiene prioritario reinventarsi ed evolvere prima di essere rivoluzionate dall’esterno.

Servizi omnicanale e IoT

«Le sfide per le compagnie assicurative italiane si giocheranno principalmente su tre fronti», afferma Federico Rajola, direttore del Cetif e professore alla Cattolica di Milano. «Al primo posto l’innovazione del modello di servizio, con l’integrazione dei canali web, mobile e social ai tradizionali canali fisici, per offrire al cliente completa autonomia e customer journey di assoluto valore. In secondo luogo, incrementare la conoscenza del cliente sfruttando informazioni provenienti da fonti esterne, come i device IoT, per offrire servizi personalizzati e migliorare l’efficacia commerciale. Infine, sarà̀ importante riuscire a dotare le organizzazioni di strutture e personale con skill adeguate per governare la rivoluzione digitale, che non ha precedenti nel mercato assicurativo». «Dopo la fase della Digital Implementation», prosegue Stefano Moroni, partner di Excellence Consulting, «il settore ha consapevolezza di essere entrato nella fase della Digital Transformation, quella cioè̀ che interessa i modelli di business, di servizio e quelli organizzativi. La scommessa in ultima istanza è riuscire ad assecondare questo cambiamento declinandolo in nuovi prodotti e servizi: un risultato difficile da conseguire senza una visione d’insieme delle molte variabili. Basta pensare, per esempio, al contesto di forte confronto che si creerà tra i nuovi entrati e i grandi player che già̀ presidiano il mercato».

Insurtech sì, ma attenzione alla privacy

«Digitalizzazione e big data rappresentano una grande opportunità per il mercato assicurativo, ma allo stesso tempo comportano un aumento dei rischi per le compagnie e delle necessità di protezione dei consumatori», ha detto il Direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi , nel suo intervento all'Insurance Day 2016, sottolineando che «la perdita di sicurezza e di privacy è il rischio principale dell’era digitale. Il compito dei «regolatori e dei supervisor è apprestare tutele per il consumatore digitale senza opporci all'onda della rivoluzione tecnologica, che significa riconoscere e stimolare gli innegabili benefici che essa porta con sé, ma vigilare con attenzione sulle derive e sulle distorsioni che essa può produrre».
13 Ottobre 2016

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