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Internet delle cose, una rivoluzione per la sicurezza

Internet delle cose, una rivoluzione per la sicurezza

Avviato da CNS un importante progetto di ricerca con l'Università di Napoli per la virtualizzazione delle centrali d'allarme e la gestione innovativa dei flussi video. Banca di Credito Popolare ed Ente Autonomo Volturno i primi a testare le nuove tecnologie
FP
Migliorare la sicurezza del territorio facendo dialogare in rete tutti i tipi di sensori, da quelli utilizzati per rilevare intrusioni e anomalie a siti strategici a quelli per monitorare altri parametri sensibili quali temperatura, inquinamento, livello dell’acqua nei fiumi, inquinamento acustico e dell’aria, clima. E’ questo l’obiettivo della ricerca scientifica che sta sviluppando la società napoletana CNS – Consorzio Nazionale Sicurezza in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli – Dipartimento di Ingegneria Elettrica e di Tecnologie dell’Informazione. Un progetto di virtualizzazione delle centrali d’allarme che permetterà di gestire anche flussi video con modalità innovative all’avanguardia non solo in Europa.
L’iniziativa, presentata nei giorni scorsi nella sede di Casandrino di CNS, è realizzata in partnership con la Banca di Credito Popolare e con l’EAV – Ente Autonomo Volturno, holding proprietaria delle reti ferroviarie campane che trasportano oltre 38 milioni di passeggeri l’anno.
“Il nostro progetto si colloca in uno scenario di evoluzione tecnologica molto suggestivo. Nel mondo del futuro – che oggi è sempre più vicino al presente – sentiremo sempre di più parlare di IOT (Internet of Things) e di Big Data. L’Internet delle cose è sostanzialmente la capacità di far dialogare tutti i tipi di sensori direttamente con la rete. Proprio quello che stiamo realizzando noi insieme all’Università degli Studi di Napoli”, ha sottolineato Giuseppe Di Cintio, consigliere di amministrazione del Consorzio (nella foto in alto).
“Il nostro reparto di R&S – ha aggiunto il presidente del CNS Antonio Romano - sta lavorando intensamente con l’aiuto dei ricercatori universitari per consegnare entro pochi mesi i primi prototipi, che saranno testati in 5 agenzie bancarie e 5 stazioni “pilota”, e lanciare la soluzione a giugno del prossimo anno, in occasione della Giornata della Sicurezza, l’evento annuale organizzato dall’Associazione Bancaria Italiana”.
All’evento, organizzato presso la sede di CNS da OSSIF, il Centro di Ricerca dell’ABI sulla Sicurezza Anticrimine, hanno partecipato autorità e rappresentanti delle Forze dell'Ordine, del mondo accademico, delle banche e dell'imprenditoria. Tra gli altri, il Questore di Napoli Guido Marino, il Primo Dirigente della Polizia Scientifica Napoli, Fabiola Mancone, il Vice Questore Aggiunto e Capo della Sezione Antirapina della Squadra Mobile di Napoli Gianluca Aurilia, il Presidente ANIE Sicurezza, Rosario Romano, il Presidente EAV, Umberto De Gregorio.
Particolarmente applaudito l’intervento del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Gaetano Manfredi, che ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra Università e imprese soprattutto in territori difficili come quelli del Sud. “Alcuni studi condotti in Inghilterra - ha spiegato Manfredi, nominato recentemente anche presidente della Conferenza dei Rettori italiani - hanno dimostrato che la ricerca e l'innovazione sulla sicurezza incidono in maniera positiva sullo sviluppo del Paese. La ricerca, quindi, deve considerare la tecnologia ma non deve trascurare l'aspetto sociologico: agire sui giovani significa agire sui comportamenti dell'intera società”. Proprio per questo - ha aggiunto Romano - “è fondamentale che i media mettano in risalto realtà di eccellenza come il CNS che possono aiutare il Sud a uscire dalla crisi". Del resto, ha ricordato il Capo della Squadra Mobile Fausto Lamparelli, la sicurezza “non la fa solo la Polizia ma deve essere partecipata. La formazione in questo settore è importantissima”. Una posizione ovviamente condivisa da Marco Iaconis: il Coordinatore di OSSIF ha infatti ricordato l'importanza di “fare squadra” contro la criminalità, e i decisivi risultati ottenuti dalle banche nel contrasto alle rapine grazie al Protocollo anticrimine firmato con le Prefetture. Un modello di collaborazione che ha fatto scuola e che è stato adottato anche da altri settori.
La crescente domanda di sicurezza, anche a livello residenziale, ha sottolineato Maria Antonietta
Portaluri, Direttore Generale Confindustria ANIE, “porta necessariamente a una maggiore richiesta di investimenti in ricerca tecnologica. La differenza con il passato è che ora alle aziende non chiedono più solo prodotti ma anche soluzioni”. E una parte fondamentale in questa evoluzione tra domanda e risposta la gioca sicuramente la formazione, come ha sottolineato nel suo intervento Giorgio Ventre, Professore Ordinario di Sistemi per l’Elaborazione dell’Informazione - Dipartimento di Ingegneria elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione UNINA, che ha anche ringraziato CNS per l'opportunità di studio che ha offerto all'Ateneo campano: “La missione dell'Università è fare ricerca per migliorare le prestazioni. Il progetto del CNS va proprio in questa direzione: migliorare le funzioni tecnologiche per ridurre i costi e nello stesso tempo aumentare la sicurezza”.
Per maggiori informazioni sul progetto vedi anche la videointervista a Giuseppe Di Cintio pubblicata su Bancaforte.
17 Novembre 2015

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