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Tecnologie
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Intrattenimento totale

Intrattenimento totale

Cinque secoli dopo Gutemberg, l’iPad sdogana l’e-book anche presso il pubblico di massa. E porta su un unico device tutta la tecnologia che facilita la nostra giornata: web, mail, musica, foto, video, agenda e documenti. Tutto con il tocco di un dito. Cambierà le abitudini degli italiani?
Mattia Schieppati
La Divina Commedia? “Pesa” poco meno di 700 KB, all’incirca come quattro fotografie delle vacanze scattate con la propria macchinetta digitale. L’Iliade? 1,5 mega. Il Conte di Montecristo, che appoggiato sul comodino appare come un tomone abbastanza imponente? 990 KB. Anche chi di informatica è assolutamente digiuno rimane im-pressionato nel pensare, fatte due facili equazioni, come tutta la monumentale libreria che campeggia in salotto possa essere compressa e racchiusa in uno strumento un po’ più piccolo di un foglio A4 (24x19 cm), spesso 13,4 millimetri e che pesa circa 500 grammi. E che, oltre ad annullare l’ingom-bro di decine di volumi renden-doli fruibili in modo nuovo e affascinante, è in grado pure di contenere e riprodurre con qualità hi-fi tutti i cd che prendono polvere sulla mensola (e la library di mp3 che avete collezionato in questi anni di download), di im-magazzinare e riprodurre decine di film. Si collega via wi-fi o via connessione 3G a internet, riceve e spedisce mail, fa da navigatore se siete in auto, permette di scari-care e leggersi tutti i giornali del mondo, di gestire la propria agenda di impegni e appuntamenti, e svolgere aattraverso applicazioni dedicate decine e decine di altre cose. Insomma, non si può ancora dire che sia ormai possibile portarsi tutto il sapere dell’umanità in tasca, ma poco ci manca. Protagonista di questo miracolo è, come accade ormai abbastanza spesso negli ultimi 20 anni, il signor Steve Jobs, il rivoluzionario profeta del digitale (e del marketing) che ha fondato la Apple e ha cambiato il modo di intendere il rapporto uomo-computer. La sua ultima “profezia”, presentata nel corso di un evento show lo scorso gennaio, in vendita negli Stati Uniti da inizio aprile e sbarcata in italia a fine maggio, si chiama iPad. Prodotto che rappresenta l’ennesimo salto di qualità della stirpe “i”, che ha vi-sto in pochi anni nascere l’iPod (lettore musicale di file mp3), e poi l’iPhone, modello avanzato di smartphone.

Apple sfida l'editoria

Dopo aver sconvolto il mondo del-la musica tradizionale e la telefonia, con questo nuovo strumento Apple lancia la sua sfida frontale al mondo dell’editoria. Dopo anni di tentativi ed errori nel settore del libro digitale, di device sempre annunciati come rivoluzionari ma rivelatisi gingilli con scarso appeal e destinati a pochi appassionati (quanti dei vostri amici possiedono un Kindle, l’e-reader prodotto da Amazon e arrivato in Italia abbastanza in sordina?), ecco che la potenza commerciale e il fascino che da sempre circondano qualsiasi trovata di Steve Jobs possono ora fare la differenza. Perché iPad è uno strumento che garantisce “l’intrattenimento totale”, dalla lettura di un libro al videogames, dalla musica al cinema, fino alle svariate applicazioni di servizio che consentono di gestire, senza più la necessità di avere un tablet pc, buona parte della propria attività professionale, dalla posta elettronica sincronizzata alla produzione di documenti grafici e di testo. Ma mentre a questi servizi siamo, più o meno, tutti abituati, su una cosa l’iPad promette di fare la differenza: ha tutte le carte in regola per essere lo strumento che manderà per sempre in pensione, dopo sei secoli di onorato servizio, il libro a stampa. Dopo Johann Gutemberg da Magonza, Steve Jobs da San Francisco. «L’iPad è un oggetto che conquista il cuore dei consumatori; connesso facilmente a un servizio di vendi-ta online, può diventare un canale straordinario di sviluppo per le aziende che producono software, giochi, musica, film, libri, giornali. L’iPad è un’opportunità per queste aziende: per immaginare prodotti innovativi, in versione digitale, e per trovare una maniera intelligente per venderli», commenta Luca De Biase, responsabile di Nova, l’inserto-osservatorio di tecnologia e web de Il Sole 24 Ore. «Ma il lancio dell’iPad, è stato soprattutto un invito agli editori: progettate nuovi prodotti, e vendeteli su questa piattaforma che, probabilmente, avrà un gran numero di entusiasti consumatori. E gli editori che scommetteranno sulla diffusione dell’iPad potranno cominciare a ripensare il loro rapporto con gli strumenti di fruizione e distribuzione digitale: non più preoccupata passività, ma attiva creatività».

Download immediato

Mettendo in atto un meccanismo di business ormai più che rodato, l’azienda di Cupertino ha infatti lanciato, collegata a iPad, la libreria virtuale iBookstore: un clo-ne di iTunes su cui, invece della musica e dei telefilm, si possono comprare libri elettronici pubblicati nel formato standard ePub. Un canale di vendita, gestito direttamente da Apple, che lascia però la libertà agli editori di fissare il prezzo dei propri titoli (ma con l’obbligo, naturalmente, di riconoscere ad Apple una percentuale sulla vendita). Una formula che sta cominciando a mettere in crisi, per esempio, l’attuale leader al mondo nella vendita di e-book, ovvero la libreria virtuale di Amazon, che invece aveva imposto il suo schema di prezzi fissi e messo a punto quello che è stato, fino a oggi, il lettore di e-book numero uno del mercato, il Kindle. Tecnicamente, a differenza degli e-reader proposti finora, che utilizzano per la visualizzazione delle “pagine” la tecnologia dell’inchiostro elettronico (sistema che riproduce per luminosità e sensazione visiva il contrasto della pagina stampata), lo schermo dell’iPad scommette sul led, ma aggiunge una finezza davvero strabiliante: le pagine dell’e-book che si sta leggendo vengono “girate” con un trascinamento del dito in modalità touchscreen, come si stesse voltando davvero la pagina di un libro cartaceo. L’effetto, quando lo si prova la prima volta, è sorprendente, e il pubblico l’ha capito subito: sono un milione di iPad ven-duti negli Stati Uniti nel primo mese, e un milione e mezzo gli e-book scaricati dagli utenti nello stesso periodo. Secondo le analisi degli advisor di Gartner, a fine 2010 i device venduti nel mondo potrebbero arrivare a 10 milioni, e di conseguenza anche la quota di libri elettronici venduti salirebbe in modo esponenziale. Ma la cosa importante è questa: per la maggior parte la fascia di clientela che acquista e-book su iPad fa parte della categoria dei non lettori abituali. Ovvero gen-te che acquista meno di tre libri cartacei all’anno, e che invece grazie alla comodità e al fascino dell’e-book acquista titoli in formato elettronico. Allargando così in modo significativo il mercato dell’editoriale, senza cannibalizzare la vendita di libri cartacei.

E l’Italia?

Gli editori italiani, in verità, si sono fatti prendere un po’ in contropiede. È stato solo in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino (fine aprile) che i tre mag-giori gruppi editoriali italiani, Feltrinelli, Messaggerie Italiane con Gems e Rcs Libri hanno annunciato la nascita di Edigita (Editoria Digitale Italiana), la prima piattaforma italiana dedicata esclusivamente alla distribuzione degli e-book.Entro il prossimo autunno, Edigita sarà in grado di offrire oltre duemila libri in formato ePub compatibile con l’iPad di Apple (e altri dispositivi), ai quali si aggiungeranno 1.400 titoli di cui 400 novità assolute del Gruppo Mondadori, che da tempo ha annunciato il rilascio degli e-book. Edigita include oltre quaranta sigle editoriali (tra cui Adelphi, Bompiani, Fabbri, Garzanti, Laterza e Longanesi), ma sarà aperta a tutte le case editrici interessate allo sviluppo digitale del libro. «Con questa alleanza facciamo massa critica per coprire i costi di un investimento e lungo termine, visto che il breakeven non è previsto prima di cinque anni», spiega Stefano Mauri, presidente di Gems, «ma soprattutto ci permetterà di interloquire da una posizione più forte con imprese globali come Amazon e Google».Più avanti di tutti, in Italia, sembra essere Ibs.it (Internet Bookshop, il canale italiano di vendita di libri e audiovisivi online che da solo gestisce il 50% dell’intero mercato), che sempre durante il Salone di Torino ha annunciato di avere già disponibile un catalogo di 400 titoli in formato ePub e Pdf, ma che lo sviluppo sarà molto rapido. «Entro fine giugno arriveremo a oltre 2mila titoli, 10mila entro la fine dell’an-no», dichiara Mauro Zerbini, a.d. di Internet Bookshop. «Il settore dell’e-book in Italia, come in Francia, ha scontato alcune resistenze sia di natura tecnologica che linguistica. Ma in ogni caso, a fronte di dati riscontrati in ambito europeo e internazionale, crediamo che, entro la fine del 2011 le vendite di libri elettronici costituiranno almeno il 5% delle vendite online di libri».Una fetta di mercato infinitesimale, certo, ma anche gli amanuensi, nel ‘400, si dimostravano molto scettici di fronte al torchio inventato da Gutemberg.
1 Giugno 2010

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