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Investimenti e misure per la sicurezza

Intervista a Marco Iaconis, Vice Presidente OSSIF

Investimenti e misure per la sicurezza

Più di 7 miliardi di euro solo negli ultimi 10 anni (730 milioni nel 2009): a tanto ammontano gli investimenti delle banche italiane per i sistemi di sicurezza . Dal 2008 i risultati stanno arrivando, grazie anche alla stretta collaborazione con le Forze dell’ordine e con le altre categorie a rischio. Il ruolo di OSSIF nelle strategie anticrimine
Flavio Padovan
Da tre anni il numero di rapine agli sportelli bancari è in continua diminuzione con percentuali a doppia cifra. Le banche sembrano essere riuscite ad adottare la strategia più efficace per contrastare questo fenomeno. Come hanno fatto? Lo chiediamo a Marco Iaconis, Vice Presidente OSSIF, il Centro ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine. “Innanzitutto hanno investito molto per rendere le proprie filiali sempre più sorvegliate e sicure. Nel 2009 – spiega Iaconis - le banche italiane hanno speso oltre 730 milioni di euro per dotarsi di avanzati sistemi di sicurezza, sia antirapina sia antifurto, e per la protezione del trasporto valori. E non si tratta di un anno eccezionale: nell’ultimo decennio, infatti, il sistema bancario ha investito complessivamente più di 7 miliardi di euro per la sicurezza anticrimine.
Sono stati questi investimenti ingenti il punto di svolta nella lotta contro le rapine?
Investire in sistemi di sicurezza e tecnologie è necessario, ma non basta. Le banche hanno speso sempre molto per la protezione degli sportelli, ma non avevano mai ottenuto risultati così importanti come negli ultimi tre anni. L’elemento determinante è stato il salto di qualità nella collaborazione e nello scambio di informazioni con le Forze dell’ordine e con tutti gli altri stakeholders impegnati sul fronte della sicurezza. Abbiamo messo a fattore comune best practice e procedure, portando avanti iniziative informative rivolte anche ai direttori di agenzia, come la Guida antirapina. Oggi questa attività di confronto e condivisione dei dati è sicuramente più strutturata e sistematica rispetto al passato. Inoltre, con il Ministero dell’interno è operativo un gruppo di lavoro per migliorare la prevenzione e ben 96 prefetture hanno aderito al Protocollo operativo anticrimine predisposto dall’ABI.
I Protocolli hanno funzionato?
Sono veramente molto utili, soprattutto con gli adeguamenti che abbiamo apportato nel tempo. Ad esempio ora sono 5 le misure minime di sicurezza che devono essere presenti in ogni sportello, i sistemi prescritti sono più evoluti, c’è l’obbligo di videoregistrazione, ecc. Grazie a queste contromisure siamo riusciti a ottenere significativi risultati sul fronte della prevenzione ma anche su quello dell’attività investigativa, aumentando il numero degli arresti. Ed essendo di solito i rapinatori criminali seriali, il vantaggio che si ottiene catturando un malvivente è maggiore.
In Italia circola ancora troppo contante. Un fattore che non aiuta a contrastare le rapine…
La diminuzione delle rapine in banca si deve senza dubbio collegare anche alla forte riduzione del contante all’interno degli sportelli. La lotta al cash è determinante e l’ABI porta avanti da anni questa battaglia con numerose iniziative.
OSSIF nasce nel 2007 e dal 2008 il numero di rapine diminuisce anno dopo anno…
Ci piace pensare che abbiamo contribuito anche noi a questo risultato, soprattutto perché abbiamo creato una vera community allargata della sicurezza. Prima i problemi si affrontavano principalmente a livello di gruppo interbancari, mentre oggi OSSIF ha tavoli di lavoro aperti a operatori privati, istituzioni, associazioni, centri di ricerca, università. Insieme si riescono a trovare soluzioni condivise e più efficaci che rispondono alle reali esigenze. Fare sistema è necessario anche perché altrimenti si rischia di spostare il problema rapina verso altre categorie. Proprio per questo l’ABI ha creato un Osservatorio intersettoriale sulla criminalità predatoria, cui hanno aderito Federfarma, Poste Italiane, Confcommercio, Federazione Italiana Tabaccai e Assovalori: vogliamo condividere metodologie, sistemi e procedure che nelle banche stanno dando risultati positivi.
1 Febbraio 2011

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