23 Luglio 2018 / 08:13
Italia al sicuro?

 
Sicurezza

Italia al sicuro?

di Ildegarda Ferraro - 1 Giugno 2010
Calano i reati e aumentano gli arresti. Ma cresce anche l’attenzione verso nuove misure anticrimine: a Fiumicino e Malpensa sono entrati in funzione i body scanner per i voli verso gli Stati Uniti. E il giro d’affari delle imprese di sicurezza mostra segnali positivi
Emerge un quadro sostanzialmente tranquillizzante. Almeno in termini di trend. I dati del Ministero dell’Interno chiariscono che nei primi sei mesi del 2009 i reati sono stati 1 milione e 297mila. Un dato che corrisponde a una discesa di oltre il 6% rispetto all’anno precedente. Tra le prime elaborazioni, riportate dal Sole 24 Ore, emerge poi che gli arresti sono saliti di quasi il 5%. In sintesi in Italia scendono i reati e salgono gli arresti. Ciò non toglie che i dati sulla criminalità restano comunque importanti. Come ha chiarito Il Sole 24 Ore, «il ritmo della criminalità appare sempre sostenuto, con una media giornaliera di oltre 7mila delitti e 440 persone che varcano la soglia del carcere». La media quotidiana dei reati ha fatto registrare una riduzione del 6% rispetto all’anno precedente, mentre quella degli arresti corrisponde ad un incremento del 5%. Quest’ultimo dato rende più pesante e complessa la questione carceri. L’aumento della popolazione dietro le sbarre aggrava una situazione già preoccupante.
Se 1 milione e quasi 300mila reati non deve far abbassare la guardia, è anche vero che il trend di costante discesa non può che rassicurare. Scendono furti in casa, borseggi, scippi e frodi, al tempo stesso sono aumentati usura e omicidi.

Body scanner:i primi commenti

Mentre si consolidano queste tendenze, vengono avviate nuove procedure di sicurezza. Agli aeroporti di Fiumicino e di Malpensa sono diventati operativi i primi body scanner per i voli verso gli Stati Uniti. Dopo i normali controlli e l’attesa del proprio turno, si entra nella cabina e si alzano le braccia. Occorrono pochi attimi e il controllo è effettuato. Nel caso che il body scanner riveli qualcosa di sospetto, l’operatore può chiedere di procedere alla verifica.
L’installazione delle prime apparecchiature è stata accompagnata dalle rassicurazioni sull’assenza di rischi per la salute, alla luce delle emissioni ben al disotto del limite di pericolo. In questo senso il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha più volte ribadito che «il sistema scelto comporta una esposizione cinquanta volte inferiore rispetto a quella potenzialmente pericolosa». Insieme alle rassicurazioni, la fase di avvio dell’uso dei body scanner è stata comunque accompagnata da polemiche iniziali e da un serrato dibattito. Ormai, passato il primo momento, l’operatività delle apparecchiature è entrata nella normale routine dei controlli.
Carlo Capoccioni, responsabile funzione Relazioni Esterne dell’ABI, è appena tornato da New York eracconta: «Sì, mi sono sottoposto al controllo, ma devo dire che non ho quasi percepito la differenza rispetto alla solita verifica cui siamo abituati. Quello che pesa non è un passaggio diverso o in più. La questione è che ormai occorre superare tutta una serie di prove. E certo può essere stancante. D’altro canto, tutto quello che serve alla sicurezza non può che essere benvenuto».
Il body scanner in uso ai nostri aeroporti è un’apparecchiatura ad emissioni elettromagnetiche, che individua oggetti su di una persona sulla base di un controllo che dura 6 secondi. La tutela della privacy viene assicurata dalla circostanza che solo in caso di risposta positiva viene riprodotta una figura standard e non l’immagine di chi ha attraversato la macchina.

La sicurezza, che bell’affare

Sicurezza non è solo l’analisi di quanto accade intorno a noi, ma anche un business strategico con aziende che producono apparati di alta tecnologia. Stefano Caviglia, su Economy, ha evidenziato che «se c’è un settore in cui le aziende non si stanno chiedendo se la crisi è finita è quello della sicurezza. Non ne hanno il tempo, impegnate come sono a testare nuovi prodotti, partecipare a gare o stringere accordi internazionali per prepararsi all’appuntamento con il boom». «Le stime degli analisti», aggiunge Economy, «attribuiscono a questo mercato a livello mondiale un aumento di oltre il 13% da qui al 2012, per arrivare al 40% nel 2018». Sempre secondo le stime riportate dal settimanale, in Italia la crescita dovrebbe essere più contenuta, ma comunque vigorosa. Si passerebbe dai 38,9 miliardi del 2009 ai 41,2 del 2012 (+5,9%), per toccare i 46,9 nel 2018 (+20%).
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