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Italiani sempre più e-payers

ITALIANI SEMPRE PIU’ E-PAYERS

Aumenta ancora la diffusione della moneta di plastica, ma gli italiani la usano ancora poco rispetto alla media europea. Boom per le prepagate che crescono del 13%. A Carte 2010 la fotografia scattata dall’Osservatorio ABI
Flavio Padovan
Non si arresta la crescita delle carte di pagamento in Italia. In attesa di poter utilizzare l’amato telefonino anche per fare shopping (probabilmente occorrerà aspettare ancora 4 o 5 anni per l’affermazione dei sistemi di m-payments), gli italiani continuano a prendere sempre più confidenza con il denaro di plastica. Secondo il rapporto 2010 dell’Osservatorio Carte, infatti, a fine 2009 circolavano nel nostro Paese oltre 77 milioni di carte bancarie, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente. In numeri assoluti le carte di credito sono più di quelle di debito (34,2 milioni le prime, 33 milioni i Bancomat), ma se si verifica quante sono effettivamente le tessere attive, cioè quelle che hanno effettuato almeno un’operazione nel corso dell’anno, le posizioni in classifica si invertono a favore del Bancomat. Scorrendo i dati si scopre anche che solo il 68% del totale delle carte emesse viene realmente utilizzato, mentre oltre 25 milioni restano inutilizzate nelle tasche degli italiani nonostante le continue campagne delle banche lanciate per spiegare i vantaggi della monetica. A trainare la crescita è soprattutto il boom delle prepagate, cresciute in un solo anno del 13%, e delle carte opzione (revolving opzionali), mentre diminuiscono del 6% le revolving. Il mercato è saturo? Le analisi proposte nel rapporto dicono che non è così, anzi: solo il 40% dei non titolari sostiene di non avere interesse a possedere una carta e le motivazioni indicate per spiegare il rifiuto verso questo mezzo di pagamento (preferenza per l’uso dei contanti, percezione di scarsa sicurezza, presenza di oneri aggiuntivi) sono preziose informazioni per sviluppare un’efficace strategia di espansione. Il palcoscenico scelto per diffondere i dati del rapporto è stato ovviamente Carte 2010, il più importante appuntamento italiano sulla monetica e sui pagamenti elettronici, che l’ABI organizza ogni anno per riunire la vasta community del settore e confrontarsi insieme sulle novità regolamentari, tecnologiche e di mercato. “La diffusione delle carte in Italia - ha detto il Direttore Generale dell'Abi, Giovanni Sabatini – continua a crescere grazie a un’offerta sempre più diversificata che comprende anche prodotti innovativi come contactless e carte conto. Tuttavia, rispetto a Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda, siamo ancora indietro sul fronte dei pagamenti elettronici. Per questo, la SEPA (Single Euro Payments Area) e il recepimento della PSD (Payment Services Directive) sono importanti per contribuire alla riduzione del contante e favorire il maggior utilizzo di questi strumenti, anche con l'apertura del mercato dei pagamenti a nuovi operatori”. La fotografia sul mercato dei pagamenti scattata dall’ABI mostra che il denaro di plastica piace più al Nord, dove si concentra il 57% delle carte in circolazione e il 52% dei Pos, rispetto al Centro (22% di carte e 24% di Pos) e a Sud e isole (rispettivamente 21% e 24%). Nel 2009, sono state realizzate 1,4 miliardi di operazioni di pagamento (+3%), utilizzando prevalentemente il bancomat (nel 57% dei casi), e ogni carta è stata impiegata in media per 36 pagamenti. In particolare, per lo shopping i Bancomat sono stati usati 36 volte, le carte di credito 42 e le prepagate 24. Lo scontrino medio complessivo è stato di 83 euro: gli italiani si sono serviti della carta di credito per importi medio-alti (95 euro), mentre con il Bancomat e le prepagate hanno saldato conti più contenuti (rispettivamente 76 e 75 euro). In sensibile crescita, quantitativa e qualitativa, anche il parco ATM: a fine 2009 erano 46mila (+6% rispetto al 2008), sempre più web based e dotati di kit antifrode. Un’evoluzione premiata da parte dei clienti: nel 2009 sono state effettuate più di 1 miliardo di operazioni con incrementi record nell’ultimo triennio 2007-2009 per le ricariche di prepagate (+242%), le ricariche telefoniche (+143%) e i pagamenti (+144%).
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1 Febbraio 2011

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