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Jiffy sbarca nei negozi per accelerare la crescita

Jiffy sbarca nei negozi per accelerare la crescita

SIA aggiunge al servizio P2P anche quello Person to Business che permette di pagare tramite App in real time presso gli esercizi commerciali. Avviati da UBI a Milano e Bergamo i primi progetti pilota, ma entro settembre saranno 4 le banche a offrire il Jiffy P2B. Intanto salgono a 350 mila gli utenti iscritti
Flavio Padovan
Ora con Jiffy si può pagare anche nei negozi tradizionali. Ad aprire il nuovo corso “Person 2 Business” (P2B) del servizio sviluppato da SIA è ancora UBI Banca, che per prima nel 2014 ha lanciato la nuova modalità di trasferimento istantaneo di fondi tra privati via smartphone e che ora fa da apripista anche per il suo utilizzo per lo shopping. La fase pilota del progetto P2B è stata avviata da UBI a Milano e a Bergamo, ma entro settembre saranno 4 le banche italiane ad entrare in questo business promuovendo convenzioni con gli esercenti, come ha anticipato a Bancaforte Nicolò Romani, Head of Innovation Lab di SIA, nel corso di una videointervista esclusiva rilasciata all'EBAday 2016.
Il passaggio dal semplice trasferimento di fondi tra privati al pagamento nei negozi è un'evoluzione decisiva per l'affermazione di Jiffy, nonostante il servizio abbia incontrato fin da subito il favore dei consumatori e l'appoggio di numerose banche. Ad oggi sono più di 350 mila gli utenti registrati e 23 i gruppi bancari che hanno aderito, di cui 13 offrono già il servizio che, pur se commercializzato con marchi differenti, è pienamente interoperabile aumentando così i vantaggi per i clienti.
Per far decollare il numero delle transazioni verso volumi realmente significativi è però necessario che Jiffy diventi uno strumento utile per gli acquisti quotidiani nel mondo reale. Di qui il progetto P2B. Il nodo cruciale per questo sviluppo è riuscire a convincere gli esercenti ad inserirlo tra le modalità di pagamento accettate, superando la naturale preferenza verso i contanti. Un compito non facile che le banche dovranno portare avanti sul territorio con una capillare attività di convenzionamento, magari puntando sulla centralità dello smartphone e delle App nella vita delle persone e – argomento più convincente - sui minori costi di Jiffy rispetto alle carte per gli esercenti. L'obiettivo non è però erodere la quota degli altri strumenti di pagamento digitali classici, quanto quella di porsi come semplice e sicura alternativa all'uso del contante. E, ovviamente, frenare la crescita delle altre App di pagamento offerte sul mercato da fintech ed OTP, contrastando così la disintermediazione.

Come si usa Jiffy nei negozi

Per utilizzare questa modalità di pagamento, i clienti devono identificare via App l’esercente tramite la geolocalizzazione, la ricerca dell’insegna o direttamente in negozio tramite la lettura del QR Code. Una volta individuato il negozio, è sufficiente inserire l’importo di spesa e avviare con un click l’operazione di invio denaro. Il negoziante visualizza in tempo reale l'arrivo del pagamento sul suo smartphone, verifica l’importo e conferma la transazione, con disponibilità immediata del denaro sul conto corrente. Una notifica dell’esito dell’operazione viene poi inviata in modo automatico sia al cliente che al negoziante, oltre a comunicare la conferma dell’avvenuto pagamento alla banca acquirer.
A breve sarà possibile ricevere anche uno scontrino cartaceo: SIA e Ingenico stanno lavorando per far dialogare direttamente Jiffy con i teminali POS rendendo più semplice e veloce l'operazione di pagamento.

Verso la rivoluzione P2G

Un altro settore su cui SIA punta molto per crescere è quello della Pubblica Amministrazione. Ricevere sul proprio cellulare avvisi di scadenze da parte della PA (ad esempio bollo auto, multe, ticket sanitari, spese per mense scolastiche) e poterli pagare con un semplice click dal proprio cellulare sarà sicuramente una rivoluzione per cittadini e imprese. Per raggiungere questo obiettivo SIA sta mettendo a punto anche servizi P2G (Person to Government), attraverso l'integrazione di Jiffy con la piattaforma pagoPA di AgID, che dovrebbero essere messi a disposizione dei clienti già nei prossimi mesi da parte delle banche aderenti a pagoPA. Un'evoluzione che, forse anche più del P2B, potrà moltiplicare le transazioni dell'app di SIA.

Già pronto per l'Europa

Anche l'espansione di Jiffy oltre i confini nazionali rientra tra gli obiettivi di SIA per Jiffy, come ha annunciato a Bancaforte da Nicola Cordone, Senior Vice President SIA a margine di CARTE 2015 (vedi la videointervista in cui anticipava anche il via al P2B). Un primo passo in tal senso è stato raggiungo grazie all'accordo siglato a fine 2015 con GFT Technologies che mira proprio alla commercializzazione del servizio sul mercato tedesco. Ma sono in corso trattative con gruppi bancari paneuropei per entrare anche in altri Paesi. Essendo basato su bonifico SEPA, Jiffy è infatti potenzialmente utilizzabile da tutti gli istituti di credito operanti nell’Area Unica dei Pagamenti in Euro, e quindi da oltre 400 milioni di correntisti europei. Inoltre, è conforme agli standard dell’European Retail Payment Board (ERPB), e quindi è già predisposto per essere integrato con l’infrastruttura pan-europea di instant payments che verrà realizzata da EBA Clearing entro il 2017 con il supporto, come partner tecnico, proprio di SIA.
14 Luglio 2016

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