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L'Agenda Digitale si è insabbiata?

L'Agenda Digitale si è insabbiata?

Il monitoraggio della Camera dei deputati fa la radiografia dei provvedimenti dell'Agenda Digitale italiana. Risultato? Su 55 adempimenti previsti, solo 17 sono quelli adottati nel primo anno di vita. In particolare per i pagamenti elettronici …
Mattia Schieppati
Probabilmente per Agostino Ragosa e Francesco Caio, rispettivamente direttore generale e commissario straordinario dell'Agenzia per l'Italia Digitale, il duo chiamato a guidare l'avanzamento tecnologico italiano e la riduzione di quei "gap" che ancora limitano la digitalizzazione del Paese (a partire dalla PA), sono stati mesi complessi. Certo pesa il forte ritardo che, in nemmeno un anno di attività, l'Agenda Digitale italiana ha già accumulato rispetto all'iter previsto.
Ritardo che emerge dal nuovo "monitoraggio" del 5 marzo con cui la Camera dei deputati ha verificato lo stato di attuazione dei provvedimenti data (qui il testo completo) e la cui sintesi è chiara : «Dall’aggiornamento della ricognizione ora effettuato risulta che dei 55 adempimenti considerati ne sono stati adottati 17 (per gli adempimenti non ancora adottati in 21 casi risulta già scaduto il termine per provvedere)», mette nero su bianco il documento del Parlamento. Con una nota che sembra sottolineare una sorta di pasticciaccio all'italiana: «Merita segnalare che non risulta mai utilizzata la procedura prevista dall’articolo 13, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, del decreto-legge n. 69/2013, in base alla quale, per accelerare l’adozione dei provvedimenti attuativi previsti da 14 specifiche disposizioni del decreto-legge n. 179/2012, si consente, per i regolamenti governativi, la loro adozione su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e non dei ministri proponenti previsti (comma 2-bis) e per i D.P.C.M. e per i decreti ministeriali la loro adozione su proposta del Presidente del Consiglio anche in assenza del concerto dei ministri previsti».
Ovvero, uscendo dal burocratese, anche se l'ipotesi iniziale prevedeva che - per sveltire il processo di attuazione senza stop e vincoli dai vari ministeri - i provvedimenti fossero portati in attuazione direttamente dalla Presidenza del Consiglio, questa possibilità non è stata sfruttata. Sono rimasti fermi, non si sa perché e non si sa per chi, in uno dei tanti porti delle nebbie italiani. Che hanno inghiottito anche alcuni capitoli chiave del processo. Per esempio, solo per citare i due più clamorosi:
  • il decreto per l’individuazione della dotazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali dell’Agenzia per l’Italia digitale;
  • il decreto per la riorganizzazione delle strutture della Presidenza del Consiglio conseguentemente all’istituzione dell’Agenzia per l’Italia digitale.
In pratica, a un anno e mezzo dall'avvio dell'Agenzia per l'Italia Digitale (vai alle videointerviste e agli articoli che Bancaforte ha realizzato sull'argomento), l'ente incaricato di sviluppare e portare in attuazione la suddetta agenda, ancora non sono state individuate le "risorse umane, finanziare e strumentali" per permetterle di operare, né esistono le strutture presso la Presidenza del Consiglio che dovrebbero accogliere e portare in approvazione i provvedimenti stabiliti dall'Agenzia.

Cosa c'è da fare

Scorrere il tabulato con lo stato di avanzamento dei lavori pubblicato dalla Camera è come fare lo slalom in un piccolo cimitero di speranze deluse. Tra i provvedimenti per cui sono ormai decorsi i termini stabiliti, o comunque non è stato emanato alcun atto, troviamo diverse misure pensate per sburocratizzare e portare in digitale gli adempimenti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione:
  • la misura che prevede l'ampliamento delle possibili utilizzazioni della carta d'identità elettronica anche in relazione all'unificazione sul medesimo supporto della carta d'identità elettronica con la tessera sanitaria;
  • il complessivo riordino del Sistema Statistico Nazionale;
  • il trasferimento degli atti formati su supporto informatico presso le strutture dell'amministrazione degli archivi notarili;
  • l’invio in forma telematica della certificazione medica dei figli per la fruizione dei congedi parentali.
Ma anche alcuni provvedimenti di snellimento del sistema sanitario nazionale e del rapporto del cittadino con la sanità :
  • l’individuazione dei soggetti che possono avere accesso ai registri in materia sanitaria;
  • le prescrizioni farmaceutiche generate in formato elettronico;
  • la tracciabilità dei farmaci erogati dal Servizio sanitario nazionale basato su fustelle cartacee con un sistema basato su tecnologie digitali, ai fini del rimborso delle quote a carico del Ssn, ecc.

E sul fronte pagamenti?

Infine, a rimanere in sospeso nel calderone dei provvedimenti dimenticati anche alcune misure legate al sistema dei pagamenti: come l'articolo che prevedeva (termini scaduti il 1 marzo 2013) di «adeguare le norme relative alle procedure dei pagamenti elettronici alle pubbliche amministrazioni», o il decreto interministeriale (scadenza 17 marzo 2013) « per disciplinare l'ampliamento delle modalità di pagamento anche mediante l'utilizzo di tecnologie mobili».
Le cose da fare rimaste in sospeso nell'Agenda, insomma, non sono poche. E certo per un Presidente del Consiglio così attento al digitale e così attento a twittare e a postare su Facebook tante delle sue azioni quotidiane, sarà un impegno da mettere in primo piano.
21 Marzo 2014

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