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L'Innovation Food italiano alla conquista di Expo

L'Innovation Food italiano alla conquista di Expo

Crescono le start-up di servizi in ambito alimentare con piani di business originali e interessanti. Un settore dell'innovazione che può mettere a frutto la cultura italiana per la buona cucina. E attira anche l'attenzione di giganti come Google e TripAdvisor, che fanno shopping di start-up ...
Mattia Schieppati
Mancano poco più di due mesi all'avvio di Expo 2015 (data d'inizio il 1° maggio), e se da un lato i cantieri dell'area espositiva avanzano - pian piano - nel mondo fisico, anche il mondo digitale comincia a scaldare i motori, mettendo sul piatto grandi e piccoli progetti che uniscono le potenzialità del mondo web a un tema antico ed eterno che fa da filo conduttore al grande evento: una riflessione globale sul cibo e la condizione dell'agricoltura. Sono tante e altamente innovative, infatti, le start-up che si sono lanciate nell'ambito del food, che uniscono la grande tradizione italiana in questo settore a modelli di business che sfruttano tutte le potenzialità del digital e della condivisione social.

Mercati agricoli online

Ad aprire le danze la serie di incontri organizzati a Milano, Roma e Torino dal network di coworking Talent Garden, che in collaborazione con Cortilia, il servizio online per l’acquisto di prodotti agroalimentari che privilegia la filiera corta (in pratica, una sorta di mercato agricolo online, dove domanda e offerta si incontrano con un minore livello di intermediazione), ha lanciato a inizio febbraio Re-Invent Food, riunendo esperti di food e di innovazione digitale in una sorta di itinerario itinerante che vuole aprire spazi di discussione ma anche far da vetrina alle imprese innovative italiane del settore (leggi qui).
«Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando completamente il campo alimentare: i droni vengono utilizzati nella quotidianità per monitorare i campi e i furgoncini di Cortilia, la piattaforma di e-commerce che mette in contatto gli agricoltori con i consumatori, permettendo di ricevere frutta e verdura a domicilio. Anche la stampa 3D sta prendendo lentamente piede in questo mondo: alcuni brand stanno già sperimentando i primi prodotti alimentari stampati in 3D. Re-Invent Food vuole porsi l’obiettivo di capire come queste nuove tecnologie si stiano introducendo nel settore food e quali sono i possibili metodi di utilizzo futuri», hanno detto gli organizzatori, presentando il progetto che, dopo le tre prime tappe, organizzerà occasioni di incontro da qui all'inizio di Expo.

La mensa di Google

Michiel Bakker di Google Food
Protagonista attesissimo di questo primo round di dibattuti è stato Michiel Bakker, responsabile di Google Food, la "branca" del gigante di Mountain View che si occupa di organizzare e servire pasti a oltre 75mila dipendenti ogni giorno in 50 paesi diversi, per un totale di 20 milioni di pasti all'anno. Non solo un "servizio mensa", ma una divisione che studia tutto quello che lega l'alimentazione (e quindi il reperimento delle materie prime, la cucina, il servizio, gli ambienti in cui si consumano i pasti) al benessere individuale delle persone. «Google Food è nata per creare attorno ai lavoratori un ambiente familiare, che favorisse la socialità e il confronto. Elementi che incentivano la produttività», ha raccontato Bakker. «Stiamo costantemente lavorando alla definizione del design dei locali per creare attorno ai pasti un luogo di collisione fertile delle persone e di incontro con del cibo buono; per esempio, non imponiamo la dieta vegetariana, ma i luoghi sono pensati per incoraggiare il consumo di cibo sostenibile e facciamo molto per la consapevolezza della community».
Ma anche un vero e proprio spazio di ricerca sull'alimentazione che vuole mettere a disposizione la propria esperienza: «Parteciperemo a una serie di convegni in giro per il mondo, per condividere la nostra esperienza e promuovere un dibattito sulla sana e corretta alimentazione», ha dichiarato Bakker. Frutto di questa apertura, per esempio, la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia per il primo master sul Food Innovation, che partirà a marzo e che approfondirà gli impatti delle nuove tecnologie sull’industria dell’alimentazione (info qui).
«L’Italia, con la sua forte tradizione culinaria, rappresenta il posto ideale per sviluppare il futuro dell’alimentazione e provare a innovare questo settore. Quattro anni fa, provare a fare start-up in questo Paese era molto più complicato rispetto ad adesso. Ora ci sono i soldi, ci sono gli incubatori che possono aiutare e ci sono le leggi a favore dei finanziamenti», concordano Guk Kim, fondatore della start-up Cibando, e Almir Ambeskovic, ideatore di RestOpolis, start-up per la gestione delle prenotazioni nei ristoranti pochi giorni fa acquisita dal gigante TripAdvisor insieme a un'altra neoimpresa italiana, MyTable.
Durante le conferenze sono state presentate ai possibili investitori anche altre tre start-up attive nel settore alimentare che promettono uno sviluppo di business interessante.

Robonica . L’orto urbano dentro casa

Attraverso un sistema tecnologico permette di riprodurre il microclima ideale per far crescere le piante all’interno di piccole serre domestiche della grandezza di un frigorifero. Sarà il futuro dell’Internet of Food?

Last Minute Sotto Casa. Basta agli sprechi.

E’ un’app mobile a cui si possono iscrivere ristoranti, panetterie, pasticcerie per segnalare le rimanenze alimentari di fine giornata. Chiunque sia in zona riceve una notifica in cui viene allertato della quantità e del prezzo promozionale del cibo avanzato. Hanno già salvato dallo spreco 1 tonnellata di alimentari.
La start-up si pone come obiettivo quello di tutelare il consumatore e controllare la filiera alimentare grazie al sistema NFC. Ogni alimento avrà sulla confezione un chip che permette di verificare all’utente la reale provenienza.
Vedremo quanto durante i sei mesi di Expo, con gli occhi di tutto il mondo puntati sull'Italia del buon cibo e dell'alimentazione intelligente, questo settore d'impresa saprà fertilizzare nuove idee ...
17 Febbraio 2015

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