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L'intervento del Ministro Zanonato a Credito al Credito 2013

L'intervento del Ministro Zanonato a Credito al Credito 2013

Flavio Zanonato, Ministro dello Sviluppo Economico, ha illustrato le iniziative del Governo per sostenere le Pmi italiane e per metterle nelle migliori condizioni per rafforzare la loro competitività internazionale ...
Con il “Decreto del Fare” è stato potenziato il Fondo Centrale di Garanzia e si è avviata una profonda revisione dei criteri di accesso per ampliare il bacino di imprese beneficiarie. Sono stati rivisti i criteri di accesso per consentire di poter fruire della garanzia pubblica anche alle imprese che, pur alle prese con contingenti e inevitabili difficoltà, restano comunque sane e con reali prospettive di sviluppo.
La Legge di Stabilità ha ulteriormente rifinanziato il Fondo per il prossimo triennio 2014-16.
Nel corso del passaggio parlamentare di approvazione della Legge di Stabilità si sta ipotizzando la possibilità di consentire alla Cassa Depositi e Prestiti di acquistare titoli emessi nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi a oggetto crediti verso PMI. Tali acquisti potranno essere garantiti dallo Stato e le eventuali perdite saranno coperte dal Fondo Centrale di garanzia.
Sempre con il “Decreto del Fare” è stata introdotta una misura per attivare un canale di finanza agevolata finalizzato a sostenere il rinnovo dei processi produttivi da parte delle Pmi. In particolare, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, è stato messo a disposizione delle banche un plafond di 2,5 miliardi di euro – eventualmente incrementabile fino a 5 miliardi in funzione delle effettive esigenze – da destinare in via esclusiva alla concessione di finanziamenti bancari alle imprese per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature a uso produttivo. Questi finanziamenti possono essere assistiti anche dalla copertura del Fondo Centrale di Garanzia.
Questo provvedimento diventerà immediatamente operativo perché il decreto di attuazione è stato firmato ieri anche dal Ministro dell’Economia.
Il Governo intende potenziare ed estendere l’utilizzo del Fondo per la Crescita Sostenibile, anche questo recentemente rifinanziato con la Legge di Stabilità, destinando parte delle risorse come garanzia su un meccanismo europeo di ripartizione del rischio (Risk Sharing Facility) finanziato dalla BEI. Si tratta di un’efficace modalità per finanziare grandi progetti di ricerca e innovazione, in grado di generare effetti moltiplicativi sulle risorse pubbliche utilizzate.
Questo meccanismo di garanzia, il Fondo Centrale e il Fondo di garanzia per la prima casa confluiranno in un unico Sistema Nazionale di Garanzia, al fine di rendere più efficaci gli interventi a favore dell’accesso al credito per le famiglie e le imprese.
Come recentemente ricordato anche dal Governatore della Banca d’Italia Visco, “le difficili condizioni del credito rendono necessario il ricorso a canali alternativi rispetto a quello bancario per finanziare imprese solide e con buone prospettive di crescita”.
Con queste finalità, il Governo intende completare la liberalizzazione delle emissioni obbligazionarie introdotta lo scorso anno, favorendo ancor più l’accesso delle piccole e medie imprese al mercato dei capitali.
Le misure di liberalizzazione entrate in vigore alla fine del 2012 hanno già consentito di raddoppiare il numero di aziende italiane che si affacciano sul mercato internazionale dei capitali, rendendo possibili emissioni obbligazionarie per un ammontare complessivo superiore ai 5 miliardi di euro.
Misure di ulteriore liberalizzazione delle emissioni obbligazionarie saranno introdotte in un DDL di prossima emanazione con l’obiettivo di ampliare la platea di emittenti, ridurre i costi di emissione per le PMI e sviluppare un settore finanziario specializzato, moderno e indipendente. Si creeranno così le condizioni per indirizzare parte del risparmio nazionale di lungo periodo verso l’impiego produttivo e per catturare l’interesse degli investitori qualificati internazionali.
In particolare le misure che intendiamo adottare a breve intervengono su tre fronti:
  • Facilitando l’accensione di garanzie sul credito a medio lungo termine alle PMI, anche in forma obbligazionaria, mediante un intervento sulla fiscalità indiretta applicata alle garanzie accessorie, rendendo meno onerosa l’accensione di una garanzia nella forma del pegno ed estendendo agli obbligazionisti la possibilità, oggi prevista solo per le banche, di ottenere privilegi speciali sui beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa.
  • Favorendo la costituzione di fondi di credito specializzati o di società di cartolarizzazione per sostenere l’aggregazione e la selezione professionale di portafogli di obbligazioni di PMI (i cosiddetti minibond) su cui sollecitare il mercato dei capitali. In particolare, si intende disapplicare la ritenuta del 20% sugli interessi e gli altri proventi corrisposti a fondi partecipati da investitori qualificati che investono prevalentemente in obbligazioni, riducendo così i costi di emissione.
  • Incrementando la quota di investimenti di soggetti istituzionali, in particolare delle compagnie di assicurazione e dei fondi pensione, negli strumenti emessi dalle imprese italiane.
* * *
L’obiettivo ultimo di tutte queste misure che il Governo ha adottato e conta di adottare a breve è quello di mettere le imprese italiane, soprattutto le PMI, nelle migliori condizioni per rafforzare la loro competitività internazionale.
L’Italia dispone delle risorse per farlo. Il nostro sistema economico ha tradizionalmente potuto contare su una ingente quantità di risparmio finanziario, che per fortuna non è stato intaccato in maniera significativa neanche dalla crisi. La crescita registrata nell’ultimo periodo dai depositi bancari conferma la disponibilità di queste risorse.
Il punto è che lo stock di risparmio, in particolare quello più orientato al lungo termine, come gli accantonamenti previdenziali e le risorse destinate alla sottoscrizione di piani di copertura assicurativa, possono e debbono essere meglio allocati, veicolandoli a beneficio dell’economia reale. Finora queste risorse sono state prevalentemente investite in titoli pubblici o in attività estere.
La sfida di oggi, avendo a disposizione tutti gli strumenti necessari, è quella di consentire l’attivazione di un circuito diretto di intermediazione tra risparmio e investimenti produttivi.
Le banche in questo scenario sono chiamate a svolgere un ruolo centrale, che richiede però il superamento del tradizionale modello commerciale basato sulla mera erogazione di capitale di credito. Come ho già detto, oggi infatti non ci sono le condizioni per mettere a disposizione del tessuto imprenditoriale le risorse richieste tramite il semplice incremento degli impieghi.
Sono convinto che il sistema bancario riuscirà ad affrontare questa sfida, continuando a essere vicino alle imprese italiane, come ha sempre fatto, ma con modalità nuove.
28 Novembre 2013

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