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L’Assegno? È digitale

L’Assegno? È digitale

Le modifiche alla Legge Assegno aprono la porta alla dematerializzazione tra le banche di uno dei più classici strumenti di pagamento
Barbara Pelliccione
Il Decreto Sviluppo (decreto legge 13 maggio 2011 n.70, convertito con legge n. 106/2011) ha introdotto importanti novità in materia di assegni. Le nuove norme consentono infatti il superamento di un assetto disciplinare che riconosceva validità giuridica solo all’assegno in forma cartacea e consente quindi al sistema bancario di arrivare a una gestione completamente elettronica ed automatizzata anche in questo comparto di attività. Sebbene stiano con gradualità cedendo il passo a strumenti più evoluti (come le carte di pagamento), gli assegni continuano a svolgere un ruolo importante per il sistema dei pagamenti. Modernizzare questo strumento rimane dunque un obiettivo ambizioso che potrà essere raggiunto con la realizzazione del progetto “Trasmissione digitale dell’immagine degli assegni”, già studiato nel 2006 e ora ripreso dalle banche.

Il circuito d’incasso degli assegni oggi

La normativa relativa agli assegni bancari e circolari ruota intorno alla Legge Assegno (regio decreto n. 1736/1933), che ha sin qui contemplato e attribuito valore alla sola materialità di questi titoli. Così l’emissione, la circolazione, la presentazione al pagamento come pure le azioni conseguenti all’eventuale mancato pagamento del titolo sono tutte attività che presupponevano l’esistenza, lo scambio e/o la verifica dell’assegno originale in forma cartacea.
La configurazione dell’attuale circuito di incasso degli assegni risente di questa rigidità normativa sebbene nel tempo grazie ad iniziative concertate a livello di settore e compatibilmente con gli spazi di intervento consentiti dal quadro regolamentare siano stati realizzati importanti iniziative che hanno consentito di rendere più celeri ed efficienti le modalità di scambio degli assegni. Da un assetto basato sullo scambio dei titoli cartacei a mezzo posta, regolati tra banche su conti reciproci, si è passati a scenari via via più innovativi che hanno visto il superamento degli scambi locali e di una gestione diversificata per assegni su piazza e fuori piazza, nonché il ricorso a procedure di colloquio telematico tra banche per la presentazione al pagamento dei titoli e per la comunicazione dell’esito impagato dei titoli scambiati in Stanza.
Questi interventi hanno condotto a un sistema d’incasso che consente oggi di trattare in modalità telematica oltre il 90% degli assegni regolati tra banche. Grazie alla procedura Check Truncation le banche negoziatrici possono infatti gestire il pagamento degli assegni bancari di importo fino a 5.000 euro e degli assegni circolari (senza alcun limite di importo), inviando alla banca trattaria un messaggio elettronico contenente i dati contabili del titolo, senza trasmettere la materialità dello stesso (che viene appunto “troncata”, cioè conservata dalla banca negoziatrice). Il regolamento di queste operazioni viene effettuato tra banche nell’ambito del sistema di compensazione Bi-Comp gestito dalla Banca d’Italia (sottosistema Dettaglio di Bi-Comp, nel quale vengono regolate le operazioni tra banche che non prevedono lo scambio materiale di documenti contabili).
Per gli assegni bancari di importo superiore alla soglia indicata o assegni che non risultano troncabili per motivi tecnici o operativi, la presentazione al pagamento viene invece gestita mediante il trasporto fisico e lo scambio degli assegni negoziati presso le Stanze di compensazione di Roma o di Milano (procedura Recapiti Locale del sistema Bi- Comp). Anche l’eventuale mancato pagamento degli assegni viene gestito tra banche con modalità telematiche: mediante procedura Check Truncation per gli assegni troncati e tramite procedura Esito Elettronico Assegni per quelli scambiati in Stanza. Il sistema attuale rimane tuttavia basato sul doppio circuito d’incasso (Check Truncation e Stanza) e sul doppio ciclo di lavorazione degli assegni troncati. Questi ultimi infatti, in caso di mancato pagamento devono comunque essere scambiati in Stanza affinchè la banca trattaria possa svolgere i necessari controlli sul titolo e realizzare gli adempimenti previsti per legge per i quali è necessario disporre della copia
originale (eventuale protesto, eventuale pagamento tardivo o eventuale segnalazione alla Centrale di Allarme Interbancaria - Cai).
L’originale dell’assegno in forma cartacea, in tutti i casi di mancato pagamento, viene peraltro ritrasmesso a mezzo Stanza di compensazione, alla banca negoziatrice dalla banca trattaria dopo aver svolto gli adempimenti necessari.

Cosa cambia

Il Decreto Sviluppo ha introdotto le seguenti novità:
  • stabilisce che gli assegni bancari e circolari possono essere presentati al pagamento in forma sia cartacea sia elettronica;
  • chiarisce che il rifiuto del pagamento può essere constatato con dichiarazione della Banca d’Italia attestante che l’assegno presentato in forma elettronica non è stato pagato;
  • riconosce validità al protesto o alla constatazione equivalente effettuati in forma elettronica sull’assegno presentato al pagamento in forma elettronica;
  • stabilisce che le copie informatiche di assegni cartacei sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale è assicurata dalla banca negoziatrice mediante l’utilizzo della propria firma digitale e nel rispetto delle regole tecniche definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia.
Queste disposizioni riflettono nei fatti le proposte di modifica della Legge Assegno che le banche italiane attendevano ormai da qualche anno, poste all’attenzione del Governo dalla Banca d’Italia in esito al completamento dello studio di fattibilità del progetto per la “trasmissione digitale dell’immagine degli assegni”, svolto con il supporto della CIPA, dell’ABI e di alcune banche nel 2006.
Tale progetto, che potrà quindi ora essere ripreso nei suoi dettagli, consentirà alle banche di segnare una nuova e decisiva “svolta” nel sentiero dell’innovazione del circuito d’incasso degli assegni. L’evoluzione prospettata condurrà allo scambio dei soli dati contabili e delle immagini digitali degli assegni tra banche e chissà forse anche all’acquisizione degli assegni in forma elettronica direttamente da parte della clientela. L’immagine verrebbe archiviata dalle banche ed utilizzata in caso di necessità per svolgere gli adempimenti previsti per legge in caso di eventuale mancato pagamento del titolo.
Questa nuova gestione dovrebbe diventare realtà entro 2 anni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, a fronte dell’emanazione da parte del Mef e della Banca d’Italia, rispettivamente, di un regolamento attuativo e di regole tecniche per l’applicazione delle nuove disposizioni.

Gli assegni in numeri

La riduzione del ruolo svolto dall’assegno nel sistema dei pagamenti caratterizza la situazione di tutti i paesi industrializzati, sia pure con trend diversificati che risentono delle specifiche caratteristiche dei diversi contesti economici, normativi e culturali. L’orientamento della clientela verso strumenti elettronici presenta, infatti, una dinamica meno veloce nei paesi check-based (sistemi maggiormente basati sull’assegno, come Francia e Regno Unito) rispetto ai paesi giro-based (basati sui bonifici).
Anche in Italia, dove l’assegno ha rappresentato tradizionalmente il principale mezzo di pagamento alternativo al contante si registra da ormai diversi anni una costante contrazione. I dati Banca d’Italia indicano che nel 2010 sono stati trattati 315 mln di assegni (di cui 270 mln bancari e il rimanente circolari), con una riduzione del 6% rispetto all’anno precedente (-40% rispetto al 2005). Il peso degli assegni sul totale di operazioni eseguite con strumenti di pagamento diversi dal contante, è passato invece dal 19% nel 2005 all’8% nel 2010, a fronte di un ruolo sempre più rilevante assunto dalle carte di pagamento su Pos (dal 29% al 40%). ■
31 Ottobre 2011

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