18 Luglio 2018 / 16:47
L’incredibile futuro della smart life

 
Fintech

L’incredibile futuro della smart life

di Mattia Schieppati - 14 Gennaio 2014
Al Ces 2014 di Las Vegas dal frigorifero all’auto allo jogging. Basta gadget e giocattoli, ora software e hardware danno risposta ai bisogni della quotidianità. Dall’internet of things all’internet of everything. Fantascienza o realtà?
Casa, auto, corpo. Meno gadget sparpagliati tra mille compiti e curiosità, più attenzione alla messa in rete di strumenti e funzioni. Meno divertissement e oggettini fini a se stessi, forte focus sull'aiuto che la tecnologia - software ma soprattutto hardware - può dare alle tante azioni/funzioni della quotidianità. Dal frigorifero sempre pieno alla guida nel traffico cittadino al monitoraggio dei parametri corporei. E poi la la sera ci si rilassa con una corsa nel parco. È su questi fronti, assolutamente quotidiani e alla portata di chiunque, che si sono concentrate le novità presentate all’ultimo Consumer Electronic Show (Ces), il mega-evento tecnologico che a inizio anno porta a Las Vegas il meglio della tecnologia.
Se si dovesse trovare un punto di sintesi per raccontare in due parole quello che nei cinque giorni di salone hanno portato alla ribalta gli oltre 3.200 espositori nei 200mila metri quadrati dell’area espositiva sarebbe questo: smart life. Con una folla da record: 150mila visitatori, 35mila dei quali extra Usa. Come rendere più semplice, e sempre più connessa, la quotidianità.? Niente colpi di genio o annunci che lasciano a bocca aperta. Ma tanta concretezza, e il tentativo di mettere in pratica, idee circolate e affinate negli ultimi anni. Un salone dunque sempre meno per geek e per patiti della tecnologia, sempre più un punto di incontro per settori diversi. Tre gli ambiti in cui questa tendenza ci è sembrata più focalizzata.

La casa

Secondo una ricerca Forrester citata da wired.it, la casa connessa è ancora un’idea che pochissimi traducono in realtà: solo il 2% degli “utenti digitali evoluti” (cioè che utilizzano uno smartphone e hanno nell’abitazione un qualche elettrodomestico dotato di possibile connessione) hanno collegato dispositivi per controllare da remoto illuminazione, clima, energia, elettrodomestici e monitoraggio domiciliare. Nonostante questa cautela degli utenti, a Las Vegas le novità per mettere in rete la casa e poter gestire l’ambiente domestico da remoto non sono mancate. In due direzioni: servizi complessi e completi di smart-home, ma anche singoli “prodotti intelligenti”, che rispondono a un solo specifico bisogno (ma che possono, alla bisogna, entrare nella “rete” domotica).
Il sistema SmartHome di Samsung; a destra l'Home Chat di LG
Rientra nel primo filone la proposta presentata da Samsung con il sistema Smart Home, un software che promette di unificare la gestione di tutti i dispositivi della casa, dalla smart-tv all'illuminazione al frigorifero fino allo smartwatch, che diventa il device da cui si può tenere sotto controllo la casa.
Casa che - secondo LG - risponde addirittura alla voce del padrone: l'azienda ha infatti presentato Home Chat, il primo sistema di comunicazione vocale con gli impianti di casa integrato con Line (e presto con altri servizi di messaggistica istantanea). Star del sistema, il frigorifero, che diventa bacheca, totem, strumento che tweetta e prende appunti attraverso comandi vocali. Comandi vocali anche per il termostato intelligente di Honeywell, grazie al quale si potrà alzare e abbassare la temperatura dando un ordine senza alzarsi dal divano.
Il termostato smart di Nest
Vero divo sul fronte della regolazione della temperatura (all'insegna del risparmio energetico) è il sistema Nest, il termostato intelligente che impara le abitudini della famiglia e spegne la caldaia se non c’è nessuno in casa, senza dover preimpostare orari e riaccensioni programmate. Come conferma il fatto che due giorni dopo il Ces, Google ha acquisito i Nest Labs per la cifra sostanziosa di 3,2 miliardi di dollari, entrando in grande stile nel mondo della domotica.
La serratura digitale di August che permette di entrare in casa con il Bluetooth
Un altro settore in espansione è quello delle serrature intelligenti, sistemi che stanno mandando in pensione le chiavi di casa. Su tutti spicca il sistema August, che con August Smart Lock consente di entrare in casa con un segnale Bluetooth. Basta avvicinarsi all'ingresso con uno smartphone autorizzato in tasca, o nella borsa, e la serratura si apre automaticamente. La chicca? L'app che gestisce la serratura permette anche di mandare degli inviti per un party agli amici già corredata di chiave digitale per entrare (magari in un cancello esterno, più che all'ingresso di casa) nell'intorno dell'ora stabilita per l'invito.
Il materasso che si inclina e si illumina di Sleep Number
Sorprese anche per i pigri. Sleep Number ha presentato il modello X12, lo smart materasso che inclina il cuscino del partner quando russa, e si illumina per ritrovare la via maestra quando, nel buio della notte, ci si alza magari per un salto in bagno (il costo? circa 8mila dollari, da non dormirci la notte ...).

L’automobile

Presentissime al CES 2014 le tecnologie smart applicate all'automotive e la combinazione di app e device mobili (smartphone e tablet) integrati alle vetture di serie. Sembrava quasi di trovarsi al salone dell'auto. A fare da apripista è stata Google, che ha presentato i primi frutti dell'iniziativa Open Automotive Alliance, una partnership che unisce big dell'automotive come Audi, GM, Honda, Hyundai nell’introduzione di un nuovo sistema centrale per la "smartizzazione" dell'auto basato su Android.
Il cruscotto che funziona come un tablet di Audi
Prima casa a presentare novità digital oriented è stata Audi, che proprio al Ces ha presentato la nuova gamma TT che rivoluziona il sistema del cruscotto: non più quadranti, ma un digital cockpit che riproduce la visualizzazione e le modalità di utilizzo di un tablet e che raccoglie tutte le funzioni di elettronica di bordo oltre al sistema di infotainment.
La vettura driverless BMW
BMW ha invece anticipato gli scenari della vettura driverless, ovvero che si guida da sola. Per ora si tratta di un sistema di guida “ad elevato tasso di automatismo”, dicono dalla casa tedesca in relazione al nuovo modello M235i, che durante una dimostrazione al Ces è stato in grado di percorrere autonomamente un complicato itinerario in pista grazie a una sorta di controsterzo intelligente, in grado di intervenire nelle fasi più delicate: cambi di direzione, curve, manovre improvvise. L’obiettivo? Non far mai perdere il controllo al guidatore nemmeno nelle condizioni di guida più complicate.
L'auto francese Navia che si programma con il display touch
Per guardare al futuro bisogna però fermarsi di fronte alla Navia, modello prodotto dalla casa francese Induct e già disponibile nella produzione in serie (se pur con numeri molto piccoli). È una via di mezzo fra automobilina per il golf e navetta (può trasportare fino a otto passeggeri) ed è destinata in particolare a luoghi come aeroporti, campus, parchi a tema o strutture sportive e non necessita di autista. Si programma il display touch che contiene mappe dettagliatissime e l'auto ti porta a destinazione senza bisogno di ulteriore assistenza. Il costo? 180mila euro. Tanto che forse, a questo punto, conviene assumere un autista in carne ed ossa.

Il corpo

Gli occhiali digitali tutti italiani di GlassUp
Tanta tecnologia anche per aiutare e tenere sotto controllo la macchina più antica ed efficiente che esista: il corpo umano. Las Vegas è stata infatti la prima occasione di show per quello che promette di essere uno dei filoni tematici più interessanti e innovativi del 2014: quello della wearable technology, la tecnologia che si indossa. Dagli occhiali che arricchiscono il patrimonio informativo (non solo i Google Glass, ma anche i modelli della startup italiana GlassUp, o dell'israeliana Lumus Vision), ma anche capaci di interagire con l'esterno (per esempio occhiali che, sintonizzati con un segnale stradale, potranno indicare in base al tempo a nostra disposizione gli itinerari migliori da seguire; interfacciandosi magari con una piattaforma social per combinare incontri o appuntamenti di lavoro).
Il braccialetto di Garmin
E se gli orologi intelligenti ancora faticano a decollare, largo spazio invece per i braccialetti digitali, dotati di sensori di movimento e di altri parametri corporei (battito, pressione, sudorazione, temperatura) che consentono di mantenere costantemente monitorata la condizione fisica, sia che si stia facendo una corsetta, sia che ci si trovi tranquillamente alla propria scrivania. Ma, magari, in un momento eccessivo di stress, per cui il braccialetto consiglia di farsi una sosta e una chiacchierata distensiva con un collega. Vanno in questo senso le proposte di piccoli marchi come Spree, Muse, Netatmo, ma anche di big come Garmin, Sony, LG. Ogni bracciale o fascetta agisce in stretto contatto con un'apposita app che centralizza tutti i parametri e dialoga con l'utente.
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