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La banca digitale conviene!

La banca digitale conviene!

Secondo il Politecnico di Milano la digitalizzazione dei processi bancari che richiedono firme autografe comporta notevoli risparmi. Solo per le distinte di versamento/prelievo e per i contratti di conto corrente i benefici ammontano a...
Alessandro Perego Daniele Marazzi Davide Cattane (School of Management - Politecnico di Milano)
L’utilizzo di soluzioni ICT a supporto della digitalizzazione dei processi è un tema presente, oggi più che mai, nelle agende delle principali aziende e delle PA italiane. Cresce, infatti, la consapevolezza che l’introduzione dell'ICT offra un’importante opportunità di semplificazione dei processi, generando al contempo sia un recupero di produttività sia un sensibile miglioramento dell’efficacia nell’erogazione dei servizi.
Anche nel contesto bancario, le opportunità di ottenere significativi benefici sono tutt’altro che trascurabili. Di particolare interesse è la possibilità di digitalizzare processi che, tradizionalmente, prevedono il ricorso a documenti riportanti firme autografe. L’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano – nell’ambito dell’ultima edizione della Ricerca, presentata in occasione del Convegno “Italia digitale: è possibile!” (i risultati completi sono disponibili su www.osservatori.net ) – ha censito oltre 100 categorie di documenti a supporto dei processi bancari “di relazione” (allo sportello e non), concentrandosi su quelli che prevedono l’apposizione di firme autografe.
Le diverse tipologie di documenti identificate
La Ricerca ha approfondito, in particolare, due esempi emblematici: le contabili di sportello – nello specifico, le distinte di versamento/prelievo – e i contratti di conto corrente . Trattandosi, naturalmente, di documenti e processi estremamente diversi tra loro, la dematerializzazione è possibile seguendo approcci con complessità variabile.

Contabili di sportello

Nel caso delle distinte di versamento/prelievo – e delle contabili di sportello, in generale – le firme dei clienti sono richieste per “prassi e procedure interne”, ma non sono legalmente necessarie. Parlando, quindi, di dematerializzazione di questi documenti, risulta quasi immediato il riferimento al caso delle banche online, dove l’identificazione utente mediante username e password – classico esempio di firma elettronica “semplice” – è sufficiente ad abilitare operazioni come la disposizione di pagamenti, l’attivazione di RID, le ricezione dell’accredito dello stipendio – in sostanza, la gestione dell’operatività del conto – da parte del correntista. In quest’ottica si pongono anche le soluzioni di firma autografa raccolta tramite penpad, introdotte quest’anno in migliaia di filiali bancarie e di prossima introduzione anche in moltissime altre, con l’entrata in fase di roll-out – attesa nel corso del secondo semestre 2012 – di specifici progetti attivati all’interno di quasi tutte le principali banche italiane.

Contratti bancari

I contratti di conto corrente – e più in generale i contratti bancari – rappresentano invece un caso paradigmatico di documento sottoscritto soggetto a specifici requisiti formali previsti dalla normativa. Questi contatti, analogamente a qualsiasi altra tipologia di contratto bancario e non, possono essere stipulati attraverso un processo totalmente digitalizzato, dove è possibile sostituire alla firma autografa su carta con una cosiddetta firma elettronica “forte”. La digitalizzazione di questo processo si basa su soluzioni tecnologicamente più che consolidate, basate su dispositivi sicuri di firma – come token Otp, smart card e token usb per l’apposizione della firma digitale – ma anche sull’impiego di applicazioni per smartphone o numeri telefonici temporanei per l’attivazione di una firma digitale remota depositata su sistemi Hsm (Hardware Security Module). Alcune banche hanno già colto queste opportunità di digitalizzazione del processo di stipula dei contratti bancari, attivando progetti in questa direzione.

I risparmi

I benefici derivanti dalla digitalizzazione dei processi che richiedono l’apposizione di firme autografe, in sintesi, sono fortemente legati al livello di complessità dei processi considerati. Nel caso della dematerializzazione delle distinte di versamento/prelievo – e delle contabili bancarie di sportello, in generale – è stato stimato un risparmio pari a circa 0,5 €/operazione , essenzialmente riconducibili alla sola produzione e archiviazione del documento. Per quanto concerne, invece, la digitalizzazione dei contratti di conto corrente, i risparmi conseguibili possono raggiungere i 50 €/contratto : questo grazie alla possibilità di impattare direttamente sul processo incrementando, per esempio, la produttività del personale. Benefici che – se proiettati a livello dell’intero sistema bancario italiano, limitandosi a queste specifiche tipologie di documenti e processi – si traducono in risparmi pari a circa 400 milioni di euro su base annua.
I benefici della digitalizzazione: distinte di versamento/prelievo e contratti di conto corrente
17 Luglio 2012

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