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Sicurezza
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La collaborazione è la miglior garanzia di sicurezza

La collaborazione è la miglior garanzia di sicurezza

La cooperazione tra banche e forze dell’ordine piace e funziona. Si moltiplicano, su tutto il territorio nazionale, i firmatari del Protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca, lo strumento messo a punto dall'ABI e dalle prefetture per ufficializzare e omologare questa collaborazione. Prossime sottoscrizioni: l'11 maggio a Pesaro e Urbino, il 16 a Milano e il 29 a Roma
Massimo Zaurrini
Se le nuove tecnologie e gli investimenti crescenti in materia di sicurezza hanno aumentato l’efficacia delle banche nel proteggersi da minacce e attacchi, l’altro aspetto fondamentale nello sforzo continuo necessario per garantire la sicurezza nel settore è la collaborazione stretta con le istituzioni e le forze di pubblica sicurezza.
Non è un caso se negli ultimi anni, l’ABI ha messo a punto un Protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca con le Prefetture per ufficializzare e standardizzare questa stretta collaborazione. I protocolli, che negli ultimi anni sono stati firmati a livello locale tra le prefetture e le banche di molte regioni e province italiane, hanno portato alla nascita di un testo di riferimento unico che viene continuamente aggiornato (sulla base delle novità normative e tecnologiche che possono aggiungersi strada facendo) e che rappresenta il punto di partenza per ufficializzare la collaborazione tra banche e forze di sicurezza nel prevenire e contrastare gli eventi criminali in banca.
Così nel testo, dopo aver “considerato (…) il crescente aumento della domanda di sicurezza che investe il settore bancario, esposto agli attacchi della criminalità comune ed organizzata, che alle forze dell’Ordine spetta istituzionalmente la difesa del cittadino” si “prende atto della proficua collaborazione avviata in molte province italiane tra Prefetture, Forze dell’Ordine, ABI e banche per contrastare rapine e furti alle dipendenze bancarie”.
Ecco le date delle prossime sottoscrizioni dei Protocolli: l'11 maggio a Pesaro e Urbino, il 16 a Milano e il 29 a Roma.

Referenti specifici sulla sicurezza

Il testo dell’accordo prevede la creazione – entro 25 giorni dalla firma del Protocollo - di figure di riferimento precise (con tanto di nominativo e numero di telefono) sia all’interno delle banche che delle istituzioni per rendere diretta e costante la comunicazione.
I referenti si scambieranno informazioni generali sulle problematiche legate alla sicurezza, ma anche particolari situazioni di rischio: da improvvise gravi carenze nelle misure di sicurezza adottate, ai movimenti sospetti di persone, passando per la segnalazione di pregiudicati con “criticità specifiche per il numero e la tipologia di crimini commessi” all’avviso in caso di “aumenti anomali di giacenze di cassa”.
“Le banche stanno facendo molti e grandi investimenti nella sicurezza. Ma resta di fondamentale importanza la collaborazione con l’attività di polizia sia per la prevenzione dei crimini che per le indagini successive” spiega Marco Iaconis, direttore dell’Osservatorio per la sicurezza fisica (OSSIF) dell'ABI e uno dei realizzatori del Protocollo d’Intesa. “Lo strumento del protocollo anticrimine sta dando risposte importanti e ci si aspetta che possa darle anche in futuro” aggiunge Iaconis.
Nel Protocollo banche e forze dell’ordine si impegnano prendere tutta una serie di misure per aumentare i livelli di sicurezza.

5 misure di difesa

Per poter sottoscrivere il documento, infatti, alle banche viene richiesto di “dotare ciascuna dipendenza – entro tre mesi dalla data di sottoscrizione – di almeno 5 misure tra quelle elencate”.
Il protocollo, infatti, all’articolo 4 (quello relativo alle Misure di sicurezza) stila una lista delle 16 disposizioni base per aumentare le difese delle banche dalle rapine: dalla bussola al metal detector, dal rilevatore biometrico al sistema anticamuffamento, dal bancone blindato al dispositivo di erogazione temporizzata, passando per vigilanza, videoregistrazione, tracciabilità delle banconote ecc.
Un capitolo a parte (art. 5) è dedicato alla protezione dei Bancomat (dov’è contenuta la definizione della dotazione minima di misure di sicurezza per le apparecchiature Atm, ma anche alla comunicazione delle misure di sicurezza. Nel documento, infatti, si invitano le filiali ad “aumentare la deterrenza delle misure di sicurezza anche attraverso strumenti di comunicazione (vetrofanie o similari), che pubblicizzino, ove necessario, alcune delle soluzioni adottate nelle proprie dipendenze”, suggerendo l’utilizzo della “messaggistica di sicurezza” predisposta da OSSIF.

Sicurezza partecipata

Certificando l’attenzione delle banche a garantire e migliorare la sicurezza delle proprie filiali, di fatto, il protocollo d’intesa con le prefetture prevede la diretta collaborazione delle forze dell’ordine, che di volta in volta determineranno uno o più referenti diretti.
“Il Protocollo d’intesa – conclude Iaconis – rappresenta un consolidamento e un miglioramento del rapporto tra l'ABI e le Autorità provinciali preposte all’ordine pubblico (Prefetture, Questure, Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza) per realizzare, in stretta collaborazione, iniziative che favoriscano il contrasto alle rapine e ai furti alle dipendenze bancarie. Il documento è stato concepito in piena sintonia con la nuova filosofia che ispira l’attività delle Forze dell’ordine: la cosiddetta sicurezza partecipata, ossia un più stretto rapporto di collaborazione tra lo Stato, in tutte le sue articolazioni, e i destinatari del suo agire”.
13 Aprile 2012

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