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La conquista del cliente passa per i Big Data

La conquista del cliente passa per i Big Data

In evidenza al Sas Forum 2013 la necessità di adeguare la propria organizzazione intorno alle nuove esigenze della domanda. Le sfide per le banche secondo Valerio Cencig (Intesa Sanpaolo)
Giuseppe Goglio
Entrati ormai a pieno titolo nel mondo dell’IT aziendale, con sempre meno distinzione tra dimensione e ramo di attività, i Big Data obbligano ancora una volta a rivedere il modello gestionale del business. Circondati da una moltitudine di informazioni di svariata natura, per i responsabili dei sistemi e i dirigenti, la sfida è di quelle importanti sulle quali temporeggiare è un rischio. I Big Data rappresentano infatti una vera e propria miniera di informazioni preziose per aumentare la propria competitività o difendersi dagli attacchi della concorrenza. Informazioni che vanno però estratte, raffinate e convertite in materiale di valore. Con tanti fattori in gioco, il lavoro non è tanto diverso da quello di un direttore d’orchestra, chiamato a combinare singole risorse per ricavarne un insieme di assoluto valore. Questo almeno è il più recente punto di vista di Sas, uno dei pionieri del settore, divulgato nel corso del più importante appuntamento italiano dell’azienda, il Sas Forum arrivato all’ottava edizione. Al nuovo centro congressi di Milano, in 1.200 hanno raccolto l’invito.
“Il nostro compito oggi è aiutare le aziende a ricavare indicazioni utili dalla raccolta di informazioni e dati non strutturati in grandi quantità - afferma Marco Icardi , AD dell’azienda -. Come una sinfonia costruita su sette semplici note, forniremo altrettanti spunti per indurre a sfruttare al meglio questa opportunità”.
Per chi si occupa di analisi dei dati da tempo, alcuni di questi spunti non rappresentano una novità. Quello che cambia oggi è doverli integrare con le indicazioni più recenti dettate dal mercato. In un piano di business analytics, ormai erede consolidato della vecchia business intelligence, si continua infatti a concentrarsi su coerenza, visione costante nel tempo, ricerca finalizzata alla relativa scoperta di informazioni utili, semplicità, indispensabile perché uno strumento di analisi venga adottato su larga scala, e agilità, per tradurre in informazioni comprensibili anche i dati di partenza più complessi. A questi fattori più consolidati, se ne aggiungono altri due meno sfruttati in passato. “Intendiamo aumentare l’impegno sul fronte della socialità, vale a dire la collaborazione con i partner, per continuare a espanderci sul mercato italiano – sottolinea Icardi -. Punteremo di più sul settore dei servizi, senza trascurare la Pubblica Amministrazione”. Spazio infine, anche in ambito aziendale, alle più recenti tendenze dettate dalla Rete. “A chiunque abbia in testa progetti innovativi per la propria azienda, rivolgo l’invito di provare a realizzarli insieme – prosegue Icardi -. Proviamo a condividere le competenze e renderemo concreti anche progetti giudicati come molto difficili”. Forte delle potenzialità del proprio software, in questo Sas intende offrire il buon esempio, proponendo in prova gratuita la piattaforma completa di business analytics, con tanto di consulente dedicato.
Il messaggio è rivolto alle aziende a tutto campo. Tra gli obiettivi principali, la quantità di dati con i quali si è chiamati a fare i conti e il livello di competitività del mercato rende le banche candidati ideali per mettere alla prova le nuove potenzialità. “Siamo chiamati ad assecondare la nostra sete di dati relativa agli utenti, rispettando al tempo stesso la loro privacy e soprattutto la sensibilità – spiega Valerio Cencig , Responsabile “Macchina dei Numeri” Direzione Centrale Pianificazione e Controllo Area Chief Operating Officer di Intesa San Paolo -. È una questione di grande attualità per noi, ma non solo. Un tema centrale nell’era digitale, dove fino a oggi ha prevalso l’aspetto legalista, a tutela e garanzia del consumatore”. Dove in passato la paura di urtare la sensibilità degli utenti ha spesso frenato iniziative di analisi approfondite, oggi il mondo dei social network e la mobility contribuiscono a descrivere uno scenario molto diverso. “Il focus si sta spostando dall’offerta alla domanda – riflette Cencig -. Saranno i nostri clienti stessi a diventare più aggressivi, attivi ed efficaci, dotati di agenti di ricerca personalizzati, con accesso controllato ai dati personali che utilizzeranno per trovare la migliore offerta”. Il compito delle banche cambia dunque radicalmente, Non si tratta più di sfruttare i dati dei potenziali utenti, ma allestire delle sorte di vetrine digitali, capaci di incontrare i bisogni, e quindi le informazioni del consumatore. Vetrine capaci di mutare rapidamente. “Quello che accadeva in cinquant’anni oggi succede in cinque – puntualizza Cencig -. Quando ci troviamo a parlare di un possibile scenario futuro, significa che è già arrivato e dobbiamo farci trovare pronti”. La ricetta per scongiurare il pericolo di restare tagliati fuori è frutto della capacità di saper combinare competenze acquisite nel tempo e sguardo rivolto all’innovazione. “Prima di tutto, secondo me non si può prescindere da un buon datawarehouse, con il quale si crea lo strato di coerenza semantica – conclude Cencig -. A questo, serve abbinare persone in grado di usare al meglio le informazioni contenute e infine puntare alla qualità del dato. Serve un lavoro di trincea, dove ogni mattina si lavora per difendere la qualità dell’archivio di fronte a un sistema in continua evoluzione. Freschezza e correttezza dei dati sono fondamentali”.
1 Maggio 2013

 

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