21 Luglio 2018 / 19:40
La moneta di domani? Sarà un like

 
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La moneta di domani? Sarà un like

di Mattia Schieppati - 21 Novembre 2014
Adv-payment, branded currency, sistemi di pagamento peer-to-peer. J. Walter Thompson ha scandagliato le abitudini e i desideri dei Millennials nel mondo dei pagamenti. Scoprendo una galassia molto popolata...
Per esempio, durante la scorsa New York Fashion Week nelle boutique e nei corner Marc Jacobs si poteva avere gratuitamente una confezione della nuova fragranza della maison di moda "pagando" con un tweet, ovvero twittando dal proprio account un messaggio con l'hashtag #MJDaisyChain. Messaggi che scorrevano in tempo reale su appositi schermi posti all'interno di tutte le boutique Marc Jacobs del mondo, creando un grande evento di promozione social. Oppure, ancora, un taglio di capelli presso la catena di parrucchieri londinesi Man Made London a costo zero per tutti coloro che si impegnano a postare e condividere sul proprio account Facebook o Pinterest una foto della loro acconciatura fresca di realizzazione seguita dall'hashtag #ShaveMeSir.
Fonte: J. Walter Thompson.
Sono due esempi di social media currency, formule innovative di pagamento censite e raccontate in un ricchissimo report realizzato dal colosso della comunicazione e del marketing J. Walter Thompson, che ha monitorato e passato in rassegna tutte quelle che sono le forme e gli strumenti di pagamento alternativi al cash in uso negli Usa e nel Regno Unito, analizzando la propensione al loro utilizzo da parte dei Millenials, ovvero i ragazzi nati dall'anno 2000. Il titolo è The Future of Payments & Currency e sono 64 agili pagine che aprono squarci interessantissimi sul futuro (anzi, sul presente) di tutto quel che si muove nel mondo dei pagamenti: dai mobile wallets ai sistemi di pagamento biometrici, dai device indossabili (smartwatch piuttosto che Google watch) fino alle criptomonete e, appunto, ai sistemi di adv-payments, ovvero pagamento tramite comunicazione svolta attraverso i social network da parte degli stessi utenti-acquirenti (qui il report completo).
I dati raccolti parlano di una realtà che sta profondamente cambiando. Per il 51% degli intervistati tra i 18 e i 34 anni, già oggi la tecnologia offre soluzioni che consentono di considerare superati non solo i contanti, ma gli stessi strumenti di pagamento elettronici "tradizionali" (carte di debito e di credito). E da qui a tre anni questa tendenza è destinata a crescere in modo esponenziale.
Da Starbucks, per esempio, ormai il 15% dei ricavi passa attraverso la sua branded app per mobile, usata ogni mese da oltre 12 milioni di utenti solo negli Stati Uniti. Dopo aver testato con successo il sistema nelle sue catene in Austria, da qualche settimana McDonald’s sta lanciando sul mercato americano una propria app order-and-pay che elimina completamente il pagamento alla cassa per le ordinazioni. E su questo fronte di stanno cominciando a muovere anche le grandi catene di supermercati americane.
Non solo. I sistemi di pagamento peer-to-peer nell'ultimo anno hanno movimentato già circa un trilione di dollari di scambi; sistemi scelti soprattutto dalla nascente galassia delle start-up e che passano attraverso app sconosciute ai più come Dwolla, Venmo, Paym. E ancora: a fine 2013 erano circa 43 milioni nel mondo gli smartphone equipaggiati con sistemi di pagamento biometrici (attivati attraverso impronta digitale, scansione dell'iride, riconoscimento facciale). Saranno 471 milioni entro il 2017.
Infine, pescando nel mare magno degli stimoli della ricerca JWT, hanno conquistato un peso considerevole le branded currency, le valute virtuali usate per scambi all'interno di marketplace chiusi: l'Amazon Coin, lanciato nel 2013, che consente acquisti attraverso un digital wallet, oppure l'eBay Coin. Se si considera il volume di traffici che muovono queste corazzate dell'ecommerce, non si tratta solo di briciole, insomma.
Fonte: J. Walter Thompson.
Quel che emerge nel complesso è la crescita impetuosa di soggetti che stanno entrando nella galassia dei sistemi di pagamento. Un terreno che fino a pochi anni fa era esclusivamente delle banche, oggi vede presenti le compagnie telefoniche, gli internet provider, i singoli brand, app che poggiano su circuiti virtuali. Un mondo dai confini sempre più ampi e della grammatica ancora tutta da decifrare, che attrae però le nuove generazioni, quella grande platea di nuovi e futuri consumatori che costituirà il mercato di domani. Quella che è in atto è una vera e propria "disruption", così la definiscono i ricercatori della JWT: «La disruption in atto nel mondo dei pagamenti e delle valute sta aprendo la strada a nuovi payers, che agiscono come intermediari tra i consumatori e il loro denaro, e lo fanno offrendo soluzioni innovative e sicure, che conquistano e convincono i giovani consumatori, che si avvicinano a questi mondi senza i pregiudizi e la diffidenza dei loro genitori. Si consideri che il 73% dei Millennials intervistati sarebbe "più entusiasta" se ci fosse una nuova e completa offerta di servizi finanziari da parte di Google, Amazon, Apple o PayPal"». Inoltre, secondo JWT, «la migrazione graduale verso il denaro elettronico offre alla marche buone opportunità per inserirsi nel processo per accrescere la fedeltà dei clienti o aprire nuovi canali per il marketing».

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