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La Pubblica Amministrazione compra sempre più online

La Pubblica Amministrazione compra sempre più online

Oltre 2 milioni di prodotti e servizi online, 100 mila operazioni all'anno, un valore complessivo delle transazioni che ha superato i 400 milioni nel 2012. Il mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) sta crescendo a ritmi esponenziali, ma finora solo l'1% delle imprese italiane sfrutta questa concreta opportunità di business
Leonardo Bertini (Associazione Concreta-Mente)
Cosa significa concretamente fare riforme e portare trasparenza negli appalti della Pubblica Amministrazione? E come le imprese possono trarne vantaggi? Dal 2001 Consip ha messo a disposizione delle amministrazioni italiane un portale per aggregare gli acquisti e fare appalti telematici. Ecco alcuni dettagli sul progetto e su come questo “e-commerce delle pubbliche amministrazioni” può essere una grande opportunità di business soprattutto per le piccole e medie imprese.
Il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) è uno strumento per appalti telematici gestito da Consip per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Consip è una società per azioni al 100% del Ministero che opera come stazione appaltante per tutte le Amministrazioni e gli Enti pubblici. All’interno del MePA i fornitori che si abilitano offrono i propri beni e servizi alle Pubbliche Amministrazioni. Per abilitarsi alla piattaforma le imprese devono compiere alcune procedure che prevedono la predisposizione di documenti in formato elettronico e l’uso della firma digitale. In altre parole, non è una gara d’appalto dove c’è un vincitore per ogni prodotto: su questo mercato tutte le imprese possono abilitarsi e vendere anche lo stesso prodotto o servizio, a prezzi o condizioni di fornitura diverse (es. consegna, termini di pagamento, ecc…). Nel MePA anche le micro-imprese possono partecipare e vendere.
Ma che cosa si può vendere? Ci sono circa 2 milioni di prodotti e servizi on line che vanno dalla cancelleria ai prodotti informatici, dai servizi di formazione ai software, dalle autovetture elettriche al catering, fino ai pannelli fotovoltaici. Le Amministrazioni (Comuni, scuole e caserme, Ministeri) comprano direttamente on line tramite acquisti diretti a catalogo, o richieste di offerta (vere e proprie mini gare d’appalto); dal 2012 tutte le amministrazioni sono obbligate ad utilizzarlo (Legge n. 94/2012) per gli approvvigionamenti sotto la soglia di rilievo comunitario (sotto i 200 mila euro per gli Enti Locali e i 130 mila euro per le PA Centrali).
Per comprendere pienamente la portata e le reali potenzialità di questo strumento innovativo è utile fornire alcuni dati: il 2012 si è chiuso con un valore transato di circa 400 milioni di euro/annuo e con un numero di transazioni che ha superato le 100 mila/anno e il volume di affari fino a luglio 2013 segna addirittura un +200% (fonte www.acquistinretepa.it ). Al di là dei numeri in crescita esponenziale (che testimoniano l’affermarsi del fenomeno eProcurement nel nostro Paese se si considerano anche le centrali appalti regionali) è importante sottolineare come il MePA debba considerarsi uno degli strumenti potenzialmente più efficaci per una effettiva innovazione in tema di approvvigionamento pubblico: perché gli appalti sotto i 200 mila euro sono circa l’80% del totale dei consumi intermedi e perché è utilizzato in modo capillare in tutta Italia. Ad oggi, su un numero di imprese in Italia di gran lunga superiore ai 4 milioni, meno dell’1% sono attive sul MePA (circa 7.000). Quelle attive ricevono una media di 5 richieste di offerta alla settimana (da circa 10 mila euro l’una) e ricevono acquisti diretti a catalogo da circa 1.500 euro (fonte www.acquistinretepa.it ). Oltre all’immediato volume d’affari i vantaggi per le imprese che vi partecipano sono relativi alla creazione di nuovi canali di vendita a costi contenuti, al rafforzamento del brand e del posizionamento su base territoriale, alla trasparenza nelle procedure.
Quindi perché ancora le imprese non si sono attivate in modo massivo? Secondo una ricerca condotta su circa 100 imprese da eCommerce Consulting, start-up specializzata proprio nell’abilitazione delle imprese al MePA, le sfide per le imprese riguardano essenzialmente due elementi: il primo lo scetticismo con cui le aziende guardano le forniture nelle amministrazioni soprattutto per i ritardi nei pagamenti, il secondo per le difficoltà nelle procedure di abilitazione e vendita on-line. Mentre per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti il Ministero Economia e Finanze sta dando un forte impulso al rispetto dei tempi (oggi a circa 90gg), secondo Gabriele Sanvitale, team leader di eCommerce Consulting, la sfida per le PMI riguarda la predisposizione dei cataloghi elettronici per le vendite via web. Il 90% delle imprese intervistate dichiara infatti che senza un supporto non solo informativo ma di un facilitatore che conosca gli ostacoli e segua tutto il processo non sarebbero state in grado di concludere l’abilitazione e seguire le operazioni di vendita on-line sulla piattaforma web di Consip. In altre parole, è necessario qualcuno a cui affidare la barca e che la sappia portare in porto e non di qualcuno che dia solo delle informazioni meteo. Ancora una volta è l’uomo, e non la tecnologia, al centro del cambiamento e come tale è auspicabile che da un lato i buyer della PA vengano affiancati e formati, e dall’altro i seller delle imprese trovino nel mercato delle soluzioni a supporto per cogliere rapidamente questa opportunità.
17 Ottobre 2013

 

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