23 Luglio 2018 / 02:20
La rete CBI per lo sviluppo del Paese

 
Imprese

La rete CBI per lo sviluppo del paese

di Flavio Padovan - 15 Febbraio 2011
Attraverso il nuovo servizio di nodo CBI, il sistema bancario supporta i processi di ammodernamento della PA. Come sta evolvendo il rapporto tra banca, impresa e PA
È un mondo in fermento e continua evoluzione quello del corporate banking interbancario e della fattura elettronica. Al CBI 2010, l’appuntamento annuale dove si ritrova la community nazionale e internazionale del settore, le novità non sono mancate. A partire dall’annuncio della Comunicazione emanata dalla Commissione europea che dà nuovo slancio per i processi di e-invoicing paneuropei, e della contemporanea Decisione di istituire stakeholder Forum a livello nazionale ed europeo per facilitare il monitoraggio e l’attuazione delle iniziative in atto (si veda articolo dedicato). Ma a tenere banco nella due giorni di Roma, oltre alla continua crescita delle imprese che utilizzano il corporate banking e alle politiche rivolte verso le PMI, sono stati i servizi a valore aggiunto per la pubblica amministrazione. Questi hanno potuto avvalersi del nuovo “Nodo CBI”, la soluzione proposta dalle banche per supportare il percorso di innovazione della PA, che nell’edizione 2009 del convegno era ancora un progetto sulla carta e, un anno dopo, è stato in grado di presentare importanti risultati operativi e annunciare ulteriori applicazioni in via di rilascio.

Nodo CBI e PA

E’ opinione diffusa che il boost decisivo per il decollo della fattura elettronica in Italia arriverà quando sarà finalmente emanato il secondo decreto attuativo - con il quale devono essere definite le “regole tecniche” e gli standard applicativi - della normativa che ne impone l’obbligo per i fornitori della PA. Ma nel frattempo il settore non è stato certo fermo, anzi. Proprio nell’ultimo anno il Consorzio CBI (Customer to Business Interaction) ha sviluppato un nuovo servizio “di nodo” per venire incontro alle esigenze di dematerializzazione dei processi, semplificazione delle procedure ed efficientamento interno e per rendere più agevole il rapporto con cittadini e imprese della Pubblica Amministrazione. Si tratta, in pratica, di un servizio che consente l'accesso diretto alla rete CBI da parte dei soggetti istituzionali per la trasmissione di flussi finanziari al settore bancario, fatture elettroniche e flussi documentali. “Con questa realizzazione il sistema bancario vuole supportare la PA nel processo di ammodernamento decisivo per lo sviluppo del Paese” ha commentato , Segretario Generale del Consorzio CBI, ricordando anche che “il servizio di nodo, insieme con la fatturazione elettronica, rappresenta un ulteriore passo avanti sulla strada dell’innovazione, per arrivare a disporre di servizi integrati ancora più veloci, sicuri ed efficienti, procedure informatizzate e documenti dematerializzati ”. Già oggi, il Dipartimento per la Programmazione e il coordinamento della Politica Economica del Ministero dell'Economia e delle Finanze ed Equitalia Giustizia hanno accesso diretto alla rete e ai servizi CBI. Attraverso il “nodo”, infatti, il DIPE ha a disposizione gli strumenti per monitorare i movimenti finanziari generati dalle imprese che partecipano agli appalti pubblici di grandi opere come, ad esempio, l'appalto per la realizzazione della Metro C di Roma. Equitalia Giustizia, invece, è ora in grado di acquisire tutte le informazioni relative ai conti correnti e alle altre risorse riconducibili al Fondo Unico Giustizia. “Stiamo lavorando anche per consentire all'Agenzia del Territorio di offrire ai professionisti utenti del loro portale la possibilità di effettuare pagamenti per via telematica attraverso il nodo CBI. Ne daremo notizia a breve – annuncia Fratini Passi - e sarà il primo dei nuovi servizi che saranno attivati nel 2011”. Il Nodo CBI è stato realizzato da IQC Team, un’associazione temporanea di imprese composta da Quercia Software (Gruppo UniCredit), InfoGroup (Gruppo Intesa Sanpaolo) e Consorzio Operativo MPS (Gruppo Montepaschi), che ha vinto la gara per diventare l’outsourcer tecnologico dell’infrastruttura. [L’articolo integrale è pubblicato su www.bancaforte.it] Se proprio non entra sulla rivista, il seguente testo andrà solo sul portale (però proprio se non entra, altrimenti mettiamocelo e tagliamo da altre parti!): Fattura elettronica e imprese Si scrive fatturazione elettronica, ma si legge gestione del capitale circolante. E’ facendo leva su questo argomento che le banche cercheranno di espandere ulteriormente la diffusione dell'e-invoicing in Italia, in particolare tra le PMI. Queste potranno ottenere benefici molto importanti abbandonando le procedure cartacee, ma non gli ingenti risparmi immediati che ottengono le società più grandi con un giro di fatture estremamente elevato. La motivazione più forte che può spingerle al cambiamento è la necessità che la banca si prenda carico del rapporto con cliente e fornitore in modo più completo e orientato al servizio, ottimizzando il capitale circolante. La fattura elettronica, dunque, è solo l’inizio di un processo, il fattore abilitante verso modalità di corporate banking evolute e innovative che coinvolgono l’intera filiera.
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