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La salute si trova in banca

La salute si trova in banca

La diffusione di device tecnologici e una nuova cultura del prodotto assicurativo che punta alla semplicità dell’accesso alle cure ma anche al miglioramento dello stile di vita stanno cambiando radicalmente il settore della protezione salute. Un’evoluzione a cui sta contribuendo in modo importante la bancassicurazione. Ne parla Marco Vecchietti di RBM Assicurazione Salute
Maddalena Libertini
Si allunga la vita degli italiani e cresce parallelamente la domanda di soluzioni adeguate alla copertura della salute. In questo contesto, le forme di sanità integrativa stanno registrando un trend di crescita costante che sembra però ancora lontano dall’esprimere appieno le potenzialità del settore. Un contributo importante alla diffusione di questi strumenti sta arrivando dalla sinergia del mondo assicurativo con il canale bancario, insieme all’adozione di device telematici che stanno innovando l’idea stessa dell’assicurazione salute.
Per approfondire questi temi al centro del prossimo Forum Bancassicurazione 2017, Bancaforte ha incontrato Marco Vecchietti, Managing Director e Consigliere Delegato di RBM Assicurazione Salute, compagnia che dall’inizio del 2017 è diventata l’assicuratore del Fondo del settore Metalmeccanico, introducendo per la prima volta l’estensione della copertura al nucleo familiare dei lavoratori.

Qual è l’andamento della sanità integrativa in Italia?

Nell’ultimo biennio sono ulteriormente aumentati i beneficiari di forme di sanità integrativa e oggi sono più di 12 milioni, con un livello di copertura di circa il 50% per quanto riguarda i lavoratori dipendenti e del 15-16% per lavoratori autonomi e liberi professionisti. Registriamo un crescente interesse da parte degli italiani per questo tipo di protezione, ma siamo ancora lontani dagli altri Paesi europei, soprattutto dal punto di vista dell’intermediazione della spesa sanitaria, parametro fondamentale per misurare l’efficacia di un sistema di sanità integrativa. Per esempio, in Gran Bretagna il livello di copertura è solo del 12%, ma il tasso di intermediazione è il triplo rispetto all’Italia; in Francia la copertura riguarda il 95% della popolazione mentre in Germania è del 33%, ma con fasce di cittadini integralmente coperti dalla sanità privata.

In questo contesto qual è l’apporto del canale bancassicurativo?

È fondamentale per diffondere la cultura della protezione sanitaria privata in Italia. Il modello bancassicurativo si basa sul rapporto fiduciario tra il cliente e la banca e riesce a offrire modalità più semplificate e costi più contenuti rispetto al canale agenziale, rivolto quasi esclusivamente alla clientela affluent. Per questo RBM guarda con molto interesse allo sviluppo di nuove partnership con il mondo bancario.

Quanto incide attualmente il canale bancario sui vostri volumi?

Rispetto a un portafoglio di quasi 400 milioni di raccolta previsti per il 2017, più di 40 milioni proverranno dal canale bancario. Il nostro approccio valorizza il legame con le banche del territorio e si basa su fondi sanitari aperti che consentono alla banca di offrire ai propri clienti un’adesione individuale e l’accesso esclusivo ai servizi mettendo a fattor comune la propria clientela in un piano sanitario collettivo. Per di più, il lavoro dell’operatore bancario è rapido e semplificato perché non sono necessari questionari anamnestici o dichiarazioni sanitarie ma si basa su una tariffa flat, non differenziata per fascia di età, ma solo per estensione della copertura ed eventuale inclusione del nucleo familiare. Le tariffe risultano inoltre più vantaggiose per la clientela grazie alla mutualizzazione del rischio e alla capacità di creare massa critica per la compagnia e per il distributore.

Come è stato accolto questo modello dalle banche con cui lavorate?

In modo molto favorevole anche perché permette di recuperare alcuni benefici fiscali previsti dalla normativa sui fondi sanitari per gli enti di natura collettiva. Sicuramente c’è da fare un investimento formativo da parte delle reti e bisogna entrare in una logica di collocamento diretto presso lo sportello bancario di uno strumento che integra la protezione della famiglia, ma viene venduto separatamente dagli altri prodotti di protezione assicurativa.

C’è ancora un problema di percezione del prodotto da parte degli italiani?

Per molto tempo noi stessi abbiamo presentato l’assicurazione salute come protezione contro il rischio di natura catastrofale in grado di incidere sulla capacità lavorativa o sulla stabilità reddituale di una famiglia. In realtà la spesa sanitaria privata è fatta di altre componenti, legate a costi che il cittadino deve sostenere per accedere in tempi ragionevoli alle cure o per scegliere il medico o la struttura che ritiene più adatti. Quindi abbiamo costruito dei pacchetti che vanno a intercettare questa spesa sanitaria privata delle famiglie. Siamo partiti da tutte le voci che costituiscono concretamente la spesa puntando sul convenzionamento con le strutture sanitarie e abbiamo incluso anche le aree della medicina specialistica e dell’odontoiatria che da sempre sono dei taboo per l’assicurazione.

Avevate anche avviato delle sperimentazioni con dispositivi digitali e telematici. Come stanno andando?

Abbiamo implementato queste sperimentazioni collegandole a programmi medici personalizzati. Il nostro assicurato attraverso il canale bancario, con un beneficio del 50% del costo, ha la possibilità di dotarsi di device come contapassi, misuratore di battiti cardiaci, bilancia wireless i cui dati vengono interfacciati in tempo reale con la nostra centrale medica. Il feedback è molto differenziato per fasce d’età ed il segmento giovani ha dato un riscontro davvero favorevole.

Ci sono ulteriori novità?

Si, dal primo agosto è a disposizione anche per le adesioni individuali la digitalizzazione del canale dell’assistenza domiciliare grazie alla collaborazione con Medtronic. Abbiamo realizzato un protocollo di monitoraggio delle patologie collegate a una dimissione ospedaliera o a una lunga degenza o all’insorgenza di stati di non autosufficienza temporanea, andando a cogliere un bisogno latente che di solito non viene coperto neanche dalla struttura privata. All’assicurato viene fornito gratuitamente un tablet collegato a una centralina interconnessa a cinque device, dal misuratore di pressione a quello della corretta ossigenazione. in modo che la nostra centrale medica rilevi in tempo reale l’allarme se la persona sotto monitoraggio sfora i parametri stabiliti dal medico. In questo caso viene attivato un servizio di trasporto in struttura sanitaria o un accesso domiciliare. Tutto questo è parte della garanzia post ricovero, quindi all’interno delle coperture distribuite sul canale bancario, ma è anche possibile sottoscriverlo come prodotto a se stante.
Bancaforte, media partner di Forum Bancassicurazione, così come di tutti i grandi eventi ABI, seguirà i lavori del convegno con i suoi giornalisti e pubblicherà nello Speciale dedicato all'evento approfondimenti e videointerviste esclusive ai rappresentanti istituzionali e ai protagonisti del mondo bancario e assicurativo. Per essere informati in tempo reale seguiteci anche su Twitter, LinkedIn e Facebook
Il futuro del sistema sanitario
I nuovi bisogni di cura e soprattutto la richiesta di qualità dei servizi e tempi più rapidi hanno portato la spesa sanitaria privata a diventare una componente strutturale dell’accesso alle cure dei cittadini. Se la spesa sanitaria pubblica, dopo una contrazione nel 2013 e nel 2014, è tornata ad attestarsi sui 110 miliardi di euro, sono invece più di 30 i miliardi di euro della spesa sanitaria privata, caratterizzata da un tasso di crescita del 4,2% (contro il 3,2% dei consumi privati delle famiglie). In particolare, stanno aumentando con un andamento costante le forme di sanità integrativa che nel 2016 hanno contribuito per 5 miliardi di euro (+7,6% rispetto al 2015) erogati attraverso le compagnie assicurative (per oltre il 70%) e gli enti in regime di autoassicurazione (il restante 30%). I dati sono stati presentati nel VII rapporto sulla Sanità pubblica, privata e intermediata redatto dal Censis e patrocinato dal Ministero della Salute che analizza “Il futuro del Sistema Sanitario in Italia tra universalismo, nuovi bisogni di cura e sostenibilità”.
25 Settembre 2017

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