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La sindrome cipriota non tocca l'Italia

La sindrome cipriota non tocca l'Italia

Nessun rischio di contagio. Le banche italiane hanno una posizione di grande solidità e un’esposizione minima verso Cipro. I risparmiatori italiani possono stare tranquilli. Patuelli: “La Costituzione italiana tutela il risparmio. Prelievi in Italia sono da escludere”
Ildegarda Ferraro
“Dai dati della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri) le banche italiane risultano esposte verso Cipro in misura minima, complessivamente fra tutte sotto un miliardo di euro. Di qui la massima serenità nell’escludere il rischio contagio”. L’ABI ha subito sottolineato con una nota tranquillizzante l’esclusione del rischio contagio rispetto alla crisi di Cipro. E le rassicurazioni sono state costantemente reiterate per placare le incertezze.
“Cipro equivale a metà della Corsica – ha detto Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, in una lunga intervista a Class Cnbc – è un Paese di dimensione limitata, rappresenta un decimo del valore della Grecia. L’Europa e l’euro hanno affrontato e digerito perfino la crisi greca. Penso che con un po’ meno allarmismo possa essere anche affrontato il problema di Cipro”. Nessun problema quindi per l’Italia. “I risparmiatori italiani – ha aggiunto Patuelli – possono contare sulle banche italiane, che sono pochissimo esposte sul mercato cipriota. L’Italia ha una Costituzione che tutela il risparmio. Prelievi sul risparmio dei cittadini italiani sono da escludere e io non li prendo nemmeno in considerazione”.
Certo il quadro cipriota è complesso. L’Europa ha garantito il suo sostanzioso aiuto, ma a patto di una partecipazione rilevante da parte di Cipro. Insomma, pronti 17 miliardi di prestiti per un’economia come quella cipriota con un Pil di 18 miliardi al 2011 a patto di poter contare sul coinvolgimento del Paese. E ciò da una parte per ridurre il peso del debito che Cipro deve assumersi, ma dall’altra per non premiare il possibile opportunismo, il cosiddetto moral hazard, di investitori, risparmiatori e politici. Di fondo la regola “chi sbaglia paga” resta un caposaldo da rispettare. Di qui una prima ipotesi di intervento di peso sui conti correnti dei risparmiatori a Cipro. La situazione nell’isola è molto particolare. In questi anni si è andati verso una sostanziale finanziarizzazione dell’economia, sono stati attirati capitali da tutto il mondo e soprattutto dalla Russia, anche attraverso trattamenti fiscali di favore. In più le banche cipriote sono pesantemente esposte verso la Grecia e la crisi ellenica ha pesato in maniera notevole su Cipro. Lo scenario è ora in costante evoluzione con ipotesi nuove che vanno delineandosi all’orizzonte.
Cipro è comunque un caso unico ed eccezionale. Per l’Italia non c’è alcun rischio di contagio. Le banche italiane sono esposte in misura minima per meno di un miliardo di euro verso il Paese. Considerato che il totale degli asset globali italiani è pari a circa 4.194 miliardi (dati Morgan Stanley), Cipro corrisponde circa allo 0,02% degli attivi.
I rischi legati alla crisi dell’isola potrebbero quindi venire solo da un eventuale e molto remoto effetto panico e non da un’esposizione verso l’economia di quel Paese. Ma anche questa forma di preoccupazione è da escludere. Tutti i dati registrano il contrario. Come ha sottolineato a Sky Tg24 Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’ABI, “la situazione delle banche italiane è assolutamente solida. La componente dei depositi continua a crescere. I depositanti hanno fiducia nelle banche italiane”. Nell’ultimo rapporto ABI si legge che a febbraio la raccolta complessiva da clientela è salita del 2,65%, a quota 1.759,5 miliardi di euro. Importante il dato sui depositi, che a febbraio hanno registrato una crescita del 7,31% a 1.195,4 miliardi. L’incremento più alto da novembre 2008. Il nostro Paese può contare su molti punti di forza. “L’Italia - ha chiarito Sabatini - nonostante la fase recessiva ancora in corso, ha una forza strutturale che la pone in una situazione migliore rispetto a molti altri paesi europei. La solidità delle famiglie italiane, sia in termini di stock di ricchezza finanziaria che di basso indebitamento, continuano a farci escludere anche nel persistere di un ciclo recessivo la necessità di una richiesta di aiuti con il meccanismo salva stati”. “Siamo assolutamente tranquilli - ha concluso Sabatini - che non ci saranno situazioni analoghe a quelle che abbiamo visto per altri paesi”.
Le conferme da parte dell’ABI sono a 360 gradi. Anche per Gianfranco Torriero, Direttore centrale dell’Associazione, “Cipro è un caso particolare, totalmente autonomo, e verrà risolto in maniera specifica. Un caso non assimilabile a nessun paese dell'Europa continentale”.
25 Marzo 2013

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